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A proposito di biodinamica incontriamo Emeline Callet di Le Puy
Cantina della famiglia Amoreau, sita a Saint-Cibard, comune anch’esso sulla riva destra di Bordeaux. Lei ci ha introdotto a questa realtà antica, data la fondazione nel 1610, di una Appellation decisamente importante data la fama dei vini di Bordeaux, ai loro prestigiosi vini prodotti. L’incontro con lei è avvenuto presso lo show room di Velier a Milano, loro distributore. Ci ha inoltre permesso di degustare, in una speciale verticale, 5 annate del loro taglio bordolese rappresentativo Barthelemy, oltre alla sua selezione Retour des îles, dove quattro barriques selezionate fanno una traversata, della durata di 8 mesi, su una goletta a vela nell’Oceano Atlantico, essendo poi imbottigliato al ritorno.
Un incontro speciale
Le Puy è sito 10 km a est di Saint Emilion, sullo stesso altipiano roccioso di Saint-Émilion e Pomerol dove la famiglia Amoreau vive e produce vino dal 1610 nel Château le Puy. Si trova sul secondo punto più alto del dipartimento della Gironda, a circa 110 metri d’altitudine, conosciuto sin da tempi antichi come “l’altipiano delle meraviglie”, dove si trova anche il vigneto storico Les Rocs da cui ottengono Barthelemy. Riteniamo importante segnalare che in una parte dell’azienda si trovano testimonianze preistoriche.
Le Puy si presenta
Jean-Pierre, 13esima generazione, si presenta così:
Essere vignaioli significa essere osservatori, curiosi, riflessivi, lavoratori, coraggiosi, meticolosi, innamorati della natura e degli esseri viventi, rispettosi delle sue creature. Significa essere artisti con metodo, audaci con moderazione, entusiasti con cognizione di causa, focosi con pazienza, ostinati con fantasia, economi con generosità. Essere vignaioli significa dare all’appassionato il meglio di sé attraverso il vino.
Jean-Pierre conduce la cantina insieme a Pascal, suo figlio, e ad Adrien, nipote e 15esima generazione.
In vigna e in cantina
Nella proprietà di 124 ettari sono vitati 78. La vendemmia avviene manualmente nei 78 ettari di vigneti di circa 50 anni, dove vengono impiegati cavalli, in una parte del vigneto, per evitare compattamento del suolo. Si seguono ancora oggi i principi dell’agricoltura biodinamica, senza aggiunta di concimi chimici, diserbanti, insetticidi né pesticidi. I suoli composti da argilla, silice e calcare sono terreni perfetti per la crescita dei principali vitigni quali: Merlot, Cabernet Sauvignon, Cabernet Franc, Malbec, Carménère, Sémillon. In Barthélemy il Merlot è presente all’85%, il Cabernet Sauvignon al 15%. Dalla 2022 è divenuto 100% Merlot.

Nessun lievito selezionato viene aggiunto nel Barthélemy, oggetto del nostro approfondimento, nemmeno la minima aggiunta di solfiti in vinificazione. Dopo la diraspa-pigiatura, una fermentazione spontanea, una macerazione sulle bucce a cappello sommerso per 2-4 settimane in tini di cemento aperti. Matura in barrique usate per 24 mesi, dove è dinamizzato, per poi essere imbottigliato senza filtrazione, seguendo le fasi della luna calante come prescritto dalla biodinamica. Noi abbiamo degustato la 2020, 2014, 2011, 2008, poi la 2018 in comparazione con Retour des îles della stessa annata.
La degustazione dei millesimi 2018, 2011 e Retours des îles 2018
Le Puy 2018
Da Merlot 85% e Cabernet Sauvignon 15%, esordisce con un colore granato di bella trasparenza. Il naso complesso apre con piccoli frutti rossi, tra cui cassis, fragola, poi fico, prugna, seguiti da spezie liquirizia. Al palato ha un tannino molto setoso, freschezza, armonia, un finale lunghissimo, con nel retrogusto liquirizia e piccoli frutti rossi. Un grande vino, emozionale in ogni fase degustativa.
Le Puy 2011
Con la stessa percentuale di vitigni apre granato profondo con una leggera unghia aranciata. Poi al naso è terziario e affascinante nei sentori di ciliegia sotto spirito e altri piccoli frutti rossi, arancia sanguinella, fiori secchi, seguiti da tartufo, note di spezie, liquirizia. Al palato è evoluto, elegante con i tannini setosi, ancora fresco, molto lungo, con un retrogusto di piccoli frutti rossi e liquirizia. Un’espressione evoluta ma ancora assolutamente speciale.
Retour des îles 2018
Nella traversata il vino è cullato dalle onde, trova nella micro-ossigenazione un contatto con lo iodio del cotesto marino, oltre a cambi di pressione e temperature. Dopo un colore rubino luminoso, ha al naso frutta esotica tra cui il tamarindo, frutta rossa matura, zest d’agrumi, poi rabarbaro, cacao, carruba. Al palato è straordinariamente espressivo, con tannini decisamente morbidi, freschezza a equilibrare, equilibrato, molto lungo, con nel retrogusto rabarbaro e cacao. Degustarlo è stata un’esperienza assolutamente unica e speciale.

credits photo @Le Puy, Velier, G. Moldenhauer







