Durello & Friends 2025

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Tempo di Lettura: 6 minuti

Nuova identità per le bollicine dei Lessini 

Venerdì 21 novembre 2025  è tornato in forma più che mai, Durello & Friends, l’appuntamento dedicato alle bollicine berico-veronesi, che quest’anno si è svolto negli eleganti spazi del Winter Garden del Crowne Plaza di Verona. L’evento, promosso dal Consorzio Tutela Vini Lessini Durello in collaborazione con Banco BPM, ha visto la partecipazione di oltre venti aziende associate, protagoniste di una degustazione che ha messo  in luce le migliori interpretazioni dei Monti Lessini DOC Metodo Classico, ben distinto, da quest’anno dai Lessini Durello DOC Metodo Charmat. Due approcci produttivi differenti, accomunati dall’obiettivo di valorizzare un terroir unico di origine vulcanica: quello dei Monti Lessini a cavallo tra le provincie di Verona e Vicenza. 

Il Territorio dei Lessini Durello

Alta collina e suoli prevalentemente d’origine basaltica definiscono dei vini molto caratteristici e davvero autoctoni. Ho visitato  durante il  press tour, i basalti colonnari a Gambellara all’interno del Parco San Marco nell’area dei Monti Lessini, ovvero, formazioni rocciose di origine vulcanica nate dal raffreddamento di colate laviche avvenute tra 30 e 40 milioni di anni fa. Durante il raffreddamento la lava ha creato prismi verticali regolari a sezione esagonale. Ben visibili nell’area e suggestivi, stanno a testimoniare l’intensa attività vulcanica che ha modellato un paesaggio unico, influenzando così i suoli e la viticoltura locale.

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Gianni Tessari, Presidente Consorzio Tutela Vini Lessini Durello

Il Durello Spumante

Il Durello spumante nasce da un uvaggio che prevede un minimo di 85% di uva Durella, con possibili aggiunte di Chardonnay, Garganega, Pinot Bianco e Pinot Nero. L’alta percentuale di acidità totale lo rende ideale per la spumantizzazione. Con la nuova modifica dei disciplinari di produzione ci sono ben due DOC dedicate ai metodi di spumantizzazione: Il Metodo italiano o Martinotti  ottenuto esclusivamente con la rifermentazione in autoclave; Il Metodo classico ottenuto con rifermentazione in bottiglia con una permanenza sui lieviti per almeno 24 mesi; dai 36 mesi potrà fregiarsi della menzione riserva.

Più fruttato e fragrante il primo, più strutturato, pastoso e complesso il secondo, che può arrivare anche oltre i dieci anni di affinamento. In entrambi, sono comunque la freschezza e la persistenza olfattiva a definirne fortemente l’identità. I profumi sono caratterizzati da sentori marini di gesso e iodio che sembrano esaltare note più floreali di sambuco, elicriso e biancospino. Lo spumante è sempre godibile e pieno di carattere, con aroma di mela verde e agrumi, una grande mineralità tipica dei vini di terroir vulcanico e una caratteristica trama tannica, veramente unica fra i vini bianchi, che rende il suo perlage particolarmente vivace e godibile. 

La storia dell’uva durella

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Le radici della Durella affondano in una storia millenaria: già Plinio il Vecchio, nel De Agricoltura, citava un’uva definita duràcinus, caratterizzata da una buccia particolarmente dura e resistente (da cui deriva il termine durella). Nel 1292, documenti locali menzionano la varietà Duràsena, antenata dell’attuale Durella, già ampiamente coltivata sui Monti Lessini.

Un territorio segnato anche dalla presenza dei Cimbri, popolazione di origine germanica insediatasi nel Medioevo, che ha contribuito a modellarne l’identità culturale e agricola. Oltre sette secoli di viticoltura testimoniano il profondo legame tra l’uomo e la vigna in questo paesaggio collinare, dove la cura del vigneto è da sempre parte integrante della storia locale. Ad oggi, è possibile individuare dei veri e propri Cru della denominazione identificati dal Consorzio, nell’ambito della ricerca sulla zonazione viticola.

Il talk show

Durante il talk show “Bollicine da Metodo Classico: lo stato dell’arte”, sono stati resi noti i risultati dell’indagine commissionata dal Consorzio di Tutela del Lessini Durello a Nomisma Wine Monitor, dal titolo “Percezione e prospettive delle bollicine alternative presso i consumatori italiani”. La ricerca, basata su una survey condotta direttamente su un campione di consumatori evoluti, ha regalato spunti interessanti rispetto al fenomeno del consumo di bollicine alternative, in costante crescita e fonte di interessanti sviluppi per le imprese vitivinicole sulle bollicine italiane autoctone come la Durella.

Masterclass Terroir&vitigno: oltre il metodo classico

Accanto alle bollicine veronesi e vicentine erano presenti, alla masterclass e ai banchi ben condotta da Alberto Toffanello Miglior Sommelier AIS Veneto e relatore AIS e dal Presidente del Consorzio Tutela vini Lessini Durello Gianni Tessari, anche i “Friends 2025”, cioè una selezione di spumanti metodo classico provenienti da zone italiane vocate e ben note come il Trento DOC (Domini Brut Millesimato Abate Nero 2018) , Franciacorta (Bagnadore Barone Pizzini Riserva 2016) e Alta Langa ( Enrico Serafino Parcellaire Extra Brut 2020), offrendo ai partecipanti un’occasione privilegiata per confrontare le diverse espressioni della spumantistica italiana.

Risultato, a parere mio, il Lessini Durello sia nella versione Pas Dosè della prima batteria d’assaggio rigorosamente in cieco, che il lessini Durello Extra Brut della seconda batteria, si distinguevano facilmente dai friends intrusi, per la spiccata acidità, la nota salmastra, la floeralità e la persistenza di questi stessi sentori sul finale piuttosto lungo. Rendendola una bollicina, riconoscibile, godibilissima e davvero autoctona e differente dai cugini più blasonati. La terza batteria delle riserve, metteva alla prova anche i palati più esperti nel distinguere chiaramente in cieco l’evoluzione nel tempo dei “cugini” veneti, piemontesi, lombardi e trentini. Sinonimo quindi di grande qualità della spumantistica italiana a cui il Durello può ambire a farne parte a pieno titolo.

Casa Cecchin 

Casa Cecchin azienda della tardizione dal 1978  in contrada Agugliana di Montebello Vicentino, coltiva solo durella grazie al patron Renato Cecchin, ingegnere,  il vero e proprio scopritore della durella che stava per essere abbandonata poiché dava vini troppo acerbi, considerata non di pregio e utilzzata da taglio. Dal 1989 Renato fa Durella con Metodo classico e brevetta l’esagono, che scopro nella sua cantina, con la figlia Roberta e la nipote Sara. L’esagono è un cesto di forma esagonale che ruota di 1/6 di giro le 273 bottiglie con un unico movimento della mano. Pratico e maneggevole anche se ha un certo ingombro.

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In un atmosfera accogliente e rilassata, accompagnati da figlia e nipote, molto preparate e appassionate, degustiamo tutta la gamma di produzione di Durello dal Mandégolo sur lie 2023  con i lieviti in sospensione e il fondo, piacevole e di pronta beva, al Pietralava 2023 e 2021 che incarnano l’autenticità e la verticalità del Durello con grande ricchezza minerale e iodatura. Segue il Nostrum 2020 con tre anni sui lieviti con note tostate e minarali-sulfuree. Cocludiamo con la Riserva dell’ingegnere 2018 con oltre 5 anni sui lieviti che si esprime con note più evolute e complesse di crème brulèe, spinta citrina e nota minerale di selce bagnata.  

Bellaguardia

La seconda azienda, Bellaguardia, sempre facente parte del Consorzio ma non presente alla manifestazione, è stata per me la scoperta incredibile di un luogo veramente magico e inimmaginabile. La sua cantina è un luogo suggestivo e pieno di storia, sorge in grotte naturali a 25 metri sotto i Castelli di Giulietta e Romeo, nel vicentino a Montecchio Maggiore, con condizioni ideali per l’affinamento decennale dello spumante Romeo. Spazi silenziosi ed evocativi, segnati dalla memoria dei giovani amanti, dalle pietre utilizzate da Palladio e covo della Resistenza.

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Il vino Montecchi Durello Pas Dosè 66 mesi 2018 nasce dalla selezione manuale di uve Durella, raffreddate in grotta. Nel calice è giallo paglierino, con profumi di margherita, biancospino, tiglio e mela golden, note iodate e persistenti. Il sorso è complesso, di carattere, fresco e fedele all’acidità della durella. 

A seguire ilRomeo Lessini Durello Riserva metodo Classico 120 mesi Pas Dosè; al calice è giallo paglierino dai riflessi dorati, con profumi di ginestra, mimosa, acacia e mela cotta, note di nocciola, cacao, miele, pan briochè grigliato e burro salato. Il sorso è complesso, di carattere, fresco e  aderente all’acidità della Durella nonostante i magnifici dieci anni di affinamento. Davvero indimenticabile vino e cantina. 

Conclusione

Durello&Friends non è solo una manifestazione enologica ma un momento di incontro e confronto che valorizza produttori, metodo e tradizione, aprendo il Durello al dialogo con altre realtà spumantistiche italiane affermate. Un evento che ne rafforza il ruolo,  come espressione contemporanea di un vino davvero identitario, tra i pochi a potersi ergere a pura bollicina autoctona e capace di raccontare perfettamente il territorio vulcanico da cui proviene. 

Queste le aziende presenti all’evento:
Ca’ Rugate, Casa Cecchin, Casarotto, Cantina di Monteforte, Cadis 1898, Collis Cantina Veneta, Corte Moschina, Dal Cero,
Dal Maso, Fattori, Fongaro, Franchetto, Giannitessari, Maltraversi, Marchi, Montecrocetta, Sacramundi, Sartori, Tenuta Maule, Tirapelle, Tonello, Vitevis.

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