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La Valle D’Aosta ospita al forte di Bard l’edizione 2025 di Vins Extremes
“Dove la pendenza è arte e il vino conquista”, questo lo slogan che accoglieva i visitatori e gli appassionati all’ingresso di Vins Extremes 2025, organizzata dal Cervim, a richiamare una volta di più l’attenzione sui produttori e sui vini da luoghi dove, a mente razionale, ben pochi coltiverebbero l’uva, e anche altri prodotti agricoli. Siamo fortunati che questi winemaker non la pensino come la massa perché ci regalano vini di grandissimo interesse.
Il Forte di Bard e il Cervim
Migliore location per una manifestazione che celebra i vini da luoghi estremi non si poteva trovare. Lo storico Alessandro Barbero, alla specifica domanda circa l’esistenza di un castello medievale inespugnabile, rispose che la posizione, inerpicato sullo sperone roccioso, difficile da raggiungere, propone di sicuro il Forte di Bard: un luogo estremo per presentare i vini estremi.
Quindi un plauso al Cervim, Centro di Ricerca, Studi, Salvaguardia, Coordinamento e Valorizzazione per la Viticoltura Montana, organizzatore della manifestazione, organismo internazionale con sede in Valle d’Aosta, creato nel 1987 con il patrocinio dell’OIV – Organisation Internationale de la Vigne et du Vin.
Nasce per valorizzare, sostenere e promuovere la viticoltura eroica, praticata in aree dove la coltivazione della vite richiede grande impegno e numerose ore di lavoro manuale: ad altitudini superiori ai 500 metri slm, su pendenze oltre il 30%, su terrazze o in contesti insulari. Oltre a produrre vini di comprovata qualità, spesso espressione di vitigni autoctoni e tradizioni secolari, questa forma di viticoltura contribuisce alla tutela del paesaggio, alla biodiversità e alla prevenzione del dissesto idrogeologico.
Nel 2020 il CERVIM ha ottenuto il riconoscimento normativo della viticoltura eroica, definita sulla base dei quattro parametri da lei individuati: altitudine, pendenza, terrazze e piccole isole; continua a presenziare nelle sedi dove si affrontano questioni legate alla coltivazione della vite e propone soluzioni per ridurre i costi di produzione e per incentivare la presenza dell’uomo in tali aree marginali, autentiche “oasi di biodiversità viticola”, che rischiano di scomparire a causa delle elevate spese di produzione e realizzazione dei vigneti (dieci volte superiori rispetto alla pianura).
Concorsi internazionali
L’associazione organizza storicamente i concorsi internazionali Mondial des Vins Extrêmes ed Extreme Spirits International Contest, dedicati rispettivamente ai vini e ai distillati prodotti in aree di viticoltura eroica, e la manifestazione Vins Extrêmes. Il Mondial des Vins Extrêmes è l’unico concorso enologico mondiale dedicato ai vini da viticoltura eroica. Giunto alla 33^ edizione, è organizzato dal CERVIM in collaborazione con l’Assessorato all’Agricoltura e Risorse Naturali della Regione Autonoma Valle d’Aosta e AIS – Associazione Italiana Sommelier Sezione Valle d’Aosta. È patrocinato dall’OIV e autorizzato dal Ministero dell’agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste. Fa inoltre parte di VINOFED, la federazione che riunisce i grandi concorsi enologici internazionali. L’ Extreme Spirits International Contest dedicato ai distillati dalle zone eroiche, si propone di valorizzare non solo i distillati ma anche le rispettive aree di produzione. A partire dall’edizione 2023 il concorso è aperto anche ai vini aromatizzati, il cui vino di base sia prodotto con uve coltivate sempre in zone caratterizzate da viticoltura eroica.
Vins Extrêmes 2025
Alla rassegna hanno partecipato 50 aziende vitivinicole provenienti da 11 regioni italiane e da Albania, Germania e Svizzera. L’edizione 2025 ha registrato visitatori da Valle d’Aosta, Piemonte, Liguria, Lombardia e Svizzera, confermando la capacità dell’evento di attrarre un pubblico qualificato. Grande interesse per le masterclass: la qualità dei vini proposti unitamente alla professionalità dei relatori – Roberto Cipresso, Mauro Carosso, Guido Invernizzi, Alberto Levi e Marco Rezzano – hanno reso i quattro appuntamenti un’attrazione importante.
Dichiara il Presidente CERVIM Nicola Abbrescia:
Siamo soddisfatti della risposta di pubblico e istituzioni: riproporre Vins Extrêmes in un periodo particolarmente ricco di appuntamenti del vino era per noi una scommessa, vinta grazie alla forza dei contenuti e dei vignaioli partecipanti. La scelta di affiancare alla due giorni la premiazione del Mondial des Vins Extrêmes ha rafforzato la dimensione internazionale: ogni azienda premiata ha portato con sé pubblico e rappresentanze dai Paesi di provenienza – Armenia, Capo Verde, Germania, Isole Canarie e Spagna – un nuovo target di appassionati che ha contribuito ad aumentare l’indotto di questo evento e la promozione della Valle d’Aosta.

Il CERVIM ha presentato anche il primo numero della rinnovata rivista Viticoltura Eroica dedicato ai vini d’alta quota; edito in italiano e in inglese, il periodico torna dopo alcuni anni con una veste grafica rinnovata e contenuti pensati per valorizzare le viticolture eroiche. Il primo numero apre con l’editoriale del Presidente CERVIM Nicola Abbrescia e alterna approfondimenti a cura del Comitato Tecnico Scientifico, itinerari enoturistici tra la Val di Cembra (Trentino) e la Côte Vermeille (Francia), focus sulla gestione del vigneto eroico di Torille a Verrès (Valle d’Aosta) e un articolo sul progetto europeo RESPOnD sull’adattamento dei vigneti alpini ai cambiamenti climatici. Il magazine intervista inoltre José Manuel Rodríguez González, custode della viticoltura eroica nella Ribeira Sacra (Spagna), e Francesco Lollobrigida, Ministro dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste, sul ruolo delle politiche agricole nella tutela e promozione del settore vitivinicolo.
Masterclass “I vini nati sulle terrazze”
Per farsi un’idea dei vini da viticoltura eroica, niente di meglio che partecipare ad una delle masterclass organizzate, in questo caso condotta da Alberto Levi Presidente AIS Valle D’Aosta e Marco Rezzano Presidente AIS Liguria.

Bremmer Calmont Riesling 2023, Franzen
100% Riesling. Siamo in Mosella, Germania, il vigneto Bremmer Calmont si trova a picco su un’imponente e caratteristica curva formata dall’omonimo fiume; circa trentatré ettari di suoli di ardesia mista a quarzo e arenaria. Vitigno predominante è il riesling. Ha orientamento sud-est, sud e sud-ovest e, molto probabilmente, è il vigneto con la maggiore pendenza d’Europa, che arriva fino al sessantotto per cento. Con queste caratteristiche è evidente che il lavoro è eminentemente manuale. La spettacolarità del vigneto è tale da avere un sentiero escursionistico dal quale si gode di una bella vista sul fiume Mosella e sulle rovine del monastero settecentesco di Klosterstuben. Ampio naso di naftalina, pietra focaia, cioccolato, timo, origano, scorza d’arancia e di altri agrumi, albicocca matura. Il sorso è elegante, il residuo zuccherino calma la spinta acida e la freschezza altrimenti troppo vibrante. Avvolge il palato con la spinta glicerina. Ottimo.
Fior d’Uva Costa d’Amalfi 2023, Marisa Cuomo
30% Fienile 30% Ginestra 40% Ripoli. Rari vitigni autoctoni allevati su terrazzamenti tra le colline e il mare, dove le uve maturano con il sole spesso a picco e che presentano più sapidità che acidità. Naso di pesca matura, albicocca, fiori di camomilla, ginestra, anice stellato e qualche spunto di spezie dolci, il tutto sulle note salmastre, di pietra bagnata dal mare. Il sorso è elegante, salato, con acidità molto tattile che lavora in congiunzione con la sapidità rendendo dinamico il sorso. Un classico italiano che testimonia che i vini da forti pendenze possono avere una marcia in più.
Ribeira Sacra Mencia 2024, Matilde Nieves
85% Mencia 8% Garnacha 7% Souson. Vitigni autoctoni allevati su pendenze vertiginose lungo il fiume Sil in Galizia, nord ovest della Spagna. Color amaranto pieno. Profilo olfattivo fruttato di prugna, mora, ciliegia, qualche nota balsamica e di sottobosco. Il sorso è garbato, gentile, il tannino è abbastanza setoso e si pone in continuità con la freschezza, assicurando ottima bevibilità. Delizioso vino da pasto, come dovrebbe essere qualsiasi vino.
Costa Viola Armacia 2023, Casa Vinicola Criserà
25% Prunesta 25% Malvasia Nera 25% Neretto Calabrese 25% Gaglioppo. Vitigni autoctoni allevati sul territorio costiero tra Palmi e Villa San Giovanni, sullo Stretto di Messina, luogo ventoso e fresco. Le pendenze dei terreni sono mitigate dai terrazzamenti mantenuti dalle “armacie”, come sono chiamati i muri a secco di pietre. Il naso è pulito e netto di frutta, more, ciliegie e mirtillo, che si accompagna ai toni erbacei di erbe aromatiche e macchia mediterranea, di foglia d’olivo. Poi giungono le spezie scure e qualche sentore di salamoia. Il sorso è saporito, reso dinamico dall’acidità che dialoga con il tattile del sapido e un solido tannino vellutato che sorregge il tutto.
Ormeasco di Pornassio Superiore 2022, Azienda Agricola Fontanacota
100% Ormeasco. Si tratta di un clone di dolcetto, giunto in Liguria tanto tempo fa e ora allevato in Alta Valle Arroscia, Imperia, Liguria. La viticoltura è di montagna perché il vigneto si trova a oltre 700 slm. Rubino con unghia porpora. Bouquet olfattivo fresco, di viola, timo e frutta rossa. Il sorso è fresco, gioviale, succoso, di grande piacevolezza con tannini non aggressivi. Da bere in compagnia.
Valais Amine de Vetroz Mitis 2022, Domaine Jean René Germanier
100% Amine. Vitigno molto diffuso nel Canton Vallese, la maggiore regione vitivinicola della Svizzera. Frutto di vendemmia tardiva, con uve che sopportano anche i primi freddi notturni concentrando gli zuccheri. Nel calice troviamo un vino che è meno dolce di quanto atteso, che profuma di frutta caramellata, principalmente albicocca e fico, di erbe e fiori secchi. Benché sia dolce, la bocca è dinamica, energica, slanciata, capace di accompagnare sia i dolci sia i formaggi.
Vins Extremes 2025 ha confermato ancora una volta che i vini da viticoltura eroica meritano rispetto e di far parte delle cantine degli appassionati e della ristorazione.






