Il Vermentino Futurista dell’Azienda Agricola Terenzuola 

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Tempo di Lettura: 7 minuti

Non è detto che il Vermentino sia solo un vino dell’immediatezza, da bere subito e nelle calde sere d’estate

Ivan Giuliani titolare dell’azienda Terenzuola, 28 ettari tra Toscana e Liguria, ci ha dimostrato che la varietà ha un ottimo potenziale di invecchiamento e può diventare vino complesso, fatto di attesa. Una giornata in azienda è stata l’occasione per presentare I Pini di Corsano Vermentino Superiore Doc Colli di Luni nelle annate 2024, 2023 e 2022. A seguire una degustazione verticale di Fosso di Corsano, Vermentino Colli di Luni, dalla 2024 alla 2013 (saltando la 2014). 

I Pini di Corsano che rappresentano il Manifesto Futurista (come lo chiama Ivan Giuliani ispirandosi a chiara ascendenza filosofico-letteraria e artistica) vogliono essere, in una scala ipotetica, all’apice della successione qualitativa del Vermentino di Terenzuola, dopo Vignebasse, l’entry level, e Fosso di Corsano. A nostro avviso ciascun vino è delineato in un’identità che vive di luce propria, con ombre e luci dati da terroir diversi, clima e intenti che non sono mai uguali. Andiamo a capire come e perché. 

Storia di coraggio e di ardore 

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Ivan Giuliani

Il patron di Terenzuola, Ivan Giuliani, svizzero di nascita torna dopo gli studi universitari nella Lunigiana storica dove era solito trascorrere le vacanze. Siamo tra Toscana e Liguria a Fosdinovo, in una terra di confine dove negli anni Novanta Ivan decide di dedicarsi alla produzione vinicola prendendo quella manciata di ettari che il nonno, tornato dall’America 60 anni prima, aveva avuto la lungimiranza di acquistare, per farne un’attività agricola. Nel 1999 Ivan ristruttura il vecchio fienile e crea una nuova cantina. Nel 2006 decide di ampliarsi e a Colli di Luni aggiunge Candia, a Massa Carrara, e Cinque Terre, La Spezia. Grandi risultati ma non senza fatica, venticinque anni durissimi, con tante esperienze, non sempre riuscite. 

Un crocevia intricato di Doc entro le quali Ivan si sente tuttavia stretto, perché crede in un territorio estremamente vario e profondamente espressivo, che va interpretato al di là delle convenzioni dettate dai disciplinari. I suoi vini lo rappresentano e nel suo manifesto Futurista riesce a esprimere la filosofia che lo anima, nel suo sentirsi “gnostico, rinascimentale, neoclassico, umanista pur nel rispetto di tutti”.

Nel 2007 superati i 15 ettari, coinvolge Marco Nicolini, agronomo di esperienza (Bolgheri) e grande interprete del territorio. Con lui le vendemmie seguono l’andamento delle annate e dei capricci meteorologici, mitigati dall’intuizione che guida costantemente le scelte di Ivan. Rispetto, fedeltà e coraggio nel recuperare i vecchi vigneti anche centenari per fare una selezione massale e realizzare impianti fitti come si faceva un tempo. Qui il clima è imprevedibile, arrivano acque torrenziali e i fenomeni sono estremi, a volte sembrano tsunami, ma la vite resiste e si fortifica con le intemperie. Le concimazioni sono organiche, le rese bassissime, le vendemmie tardive e le macerazioni lunghe. I bianchi sono liguri, i rossi toscani, ciascuno con la sua anima, come Ivan. 

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Perché Manifesto Futurista? 

Ho sempre esagerato nel mettere sul tavolo le varianti e ho dovuto imparare a dare poche nozioni, perché più ne dai e più crei confusione. Il Manifesto vuol dare un diktat e cucire le intenzioni dell’azienda intorno al vino in maniera chiara. Il termine futurista, d’altro canto, rappresenta il mio lavoro sull’idea del futuro. Lo applico perché mi sento pioniere di qualcosa che asseconderà la massa.

Marco Nicolini che fiducioso si accoda alle scelte intrepide del titolare, pur temendo a volte la catastrofe, aggiunge:

“il Futurismo è stato fautore di movimento e dell’idea di fare le cose in maniera progressiva. Come nel vino, la procedura non esiste, ogni anno è come ripartire da zero, perché ci sono sempre caratteristiche diverse e anche l’uomo che sceglie è diverso. Futurista perché a livello temporale il vermentino di Colli di Luni deve essere questo, ma non in una via stabile, univoca. Le caratteristiche di questo moto cambiano, la linea non è mai diritta”. 

Colli di Luni e il Vermentino eterno

Colli di Luni è un territorio vario e complesso, e così i vini della denominazione. Esistono tre zone distinte, una pedecollinare, alluvionale, con arenarie e strati argillosi, e i vini sono espressione elegante di questa parte ghiaiosa, snella, verticale. Nella parte di mezzo si trovano argille miste a tufi, in una zona più calda per vini di struttura, acidità e adatti ai lunghi affinamenti. In alta collina a 400 metri troviamo un bellissimo anfiteatro nella parte del Fosso di Corsano, un rivolo di acqua che negli anni ha scavato una sezione del monte. Qui ci sono arenarie e calcari denominati Flysch. Luce continua, vento costante, condizioni estreme in periodi di vendemmia portano le uve a uno stress tale da imprimere nei vini caratteri indiscutibili, longevità, acidità ed eleganza. 

Il progetto de I Pini di Corsano nasce da una parcella storica di appena 2000 metri quadrati, dove il nonno mise a dimora le prime viti – 370 i metri di altitudine e correnti di vento con escursioni termiche, suolo scistoso di sgretolamento, un luogo ideale per vini bianchi che possono affrontare il tempo senza paura.

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Terreno I Pini di Corsano

Il Manifesto Futurista, a nostro avviso, è un grido di ribellione all’idea consolidata del vino bianco e specie del Vermentino, atteso come un vino da spiaggia, da tramonto in piscina, da aperitivo e da bere subito. Invece no, perché Ivan che nella sua geniale follia guarda alla Francia e all’Alsazia, capisce e sa che un bianco invecchiato ha il potenziale di emozioni molto più audaci di un rosso d’annata. Dal bianco non te lo aspetti e per questo ne rimani stupito. Così è stato per noi che, assaggiando tante annate di questi vini, abbiamo fatto un viaggio nel passato senza inciampi, sdoganando i limiti angusti di una regione o semplicemente di una Doc, per aprirci a sentori imprevedibili. 

Il Vermentino ligure così diverso da quello sardo

Il Vermentino di Terenzuola è un vino che sfida il tempo, si avvale di un’acidità potentissima, sviluppo aromatico, terziarizzazione che deriva da affinamento solo in acciaio, lungi da Ivan l’uso del legno, qui non ce ne è bisogno. E allora si sprigionano l’idrocarburo, le erbe aromatiche, la balsamicità in sintonia con la freschezza, le note agrumate, le scorze di cedro, la mela bianca polposa e la pera non matura, riflessi di mediterraneità spiccata e poi verticalità e destrezza a fare il paio a grandissimi Riesling o Fiano invecchiati. Per poi terminare in una texture burrosa accattivante, ardita, che dona un senso di avvolgenza in bocca tale da rendere il palato pieno e il sorso lunghissimo, quasi sapido. 

Un vino eroico, esatto, scolpito nella sintonia tra fattori estremi e contrastanti che insieme realizzano quello che Marinetti avrebbe definito “ciò che vi è di più fuggevole e di più inafferrabile”. È una mano sola, accompagnata da una squadra a cui Ivan tiene tantissimo, a condurre il Vermentino lungo un percorso insolito e fuori da ogni schema o attesa del consumatore.

Andiamo a scoprire qualche assaggio

Terenzuola_Fosso di Corsano - verticale
Fosso di Corsano, verticale

Fosso di Corsano Vermentino Doc Colli di Luni 2024

Annata dall’andamento irregolare, piovosa e con stagione estiva tra ondate di calore e fasi instabili. L’estate è stata leggermente più fresca e il settembre freddo, i vini hanno una “riscovata freschezza” persa negli ultimi anni siccitosi. Il naso è fragrante, succoso, invitante, ricco di sentori dolci di pera matura, fiore bianco, agrume fresco, in bocca la salinità prende forma in una complessa evoluzione che riempie palato e anima. La giovinezza del vino è solo il preludio a un sorso che darà grandi soddisfazioni nel tempo a venire. 

Fosso di Corsano Vermentino Doc Colli di Luni 2021

Annata con primavera inizialmente fresca, alcune gelate tardive e una resa drasticamente più bassa. L’estate calda e asciutta. Le maturazioni delle uve, praticamente perfette, sono state anticipate. Vino fresco, intenso, immersivo. L’equilibrio incantevole tra parte vegetale ed erbacea e la consistenza della frutta secca, cenni pietrosi, resine boschive, per un sorso di grande slancio e sapidità. 

I Pini di Corsano Vermentino Superiore Doc Colli di Luni 2023

L’anno horribilis. Una primavera molto piovosa e umida, l’estate è risultata calda, ma intervallata da episodi temporaleschi intensi. L’elevata umidità primaverile ha rappresentato l’elemento meteorologico più caratterizzante dell’annata. Eppure, nel calice abbiamo un vino molto espressivo, dal naso pieno, sentori di idrocarburo, frutta bianca polposa, scia minerale intensa, al sorso è avvolgente e burroso, molto teso e sapido in chiusura. 

Fosso di Corsano Vermentino Doc Colli di Luni 2013

La primavera instabile e piovosa ha ritardato lo sviluppo vegetativo. L’estate mai calda. Maturazione progressiva piuttosto regolare e sanità delle uve molto buona. Un vino memorabile, qui si entra davvero nella magia del Vermentino di Terenzuola che affonda i denti e si fa sentire. Naso inebriante, scie vegetali, fiori, cenni di resina. La bocca è succosa, grassa, ampia. Il vino è integro e armonico e il sorso levigato. 

Il tappo a vite che Ivan utilizza sui bianchi con grande fiducia e senza remore è senz’altro un plus a cui abbiamo fatto caso con enorme piacere. 

Locanda de’ Banchieri

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Locanda de’ Banchieri, Giacomo Devoto

Ad accompagnare alcuni assaggi dell’azienda, un magnifico pranzo creato dallo chef Giacomo Devoto, che ha meritato la stella Michelin con il ristorante a Fosdinovo Locanda de’ Banchieri. Un menù a base vegetale con piatti della tradizione rivisitati in modo artistico ed elegante. Crostino vegetale, testarolo al pesto di erbe amare e parmigiano reggiano affumicato, tagliolini di farina pontremolese, zuppa di pesce, ricci e muscoli spezzini, coniglio farcito con salsiccia di San Terenzo Monti, i suoi fegati e salsa royale. Infine, spuma di zabaione allo Sciacchetrà e biscuit alle mandorle. 

 

 

 

credit photo: @Susanna Schivardi; @Locandade’Banchieri

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