Esperienza gastronomica da Zash e la valorizzazione dell’Etna Doc

Tempo di Lettura: 4 minuti

Tra vigne laviche e alta cucina, il ristorante stellato racconta la nuova identità gastronomica siciliana

Ci sono territori che si raccontano attraverso il vino. Altri che trovano nella cucina il loro
linguaggio più autentico.

L’Etna, oggi, è uno di quei luoghi capaci di fare entrambe le cose. Durante il press tour dedicato all’Etna Doc, tra visite in cantina, degustazioni e incontri con produttori che ogni giorno lavorano sulle pendici del vulcano, è emersa con forza una consapevolezza: qui il vino non è più l’unico protagonista. Attorno alla crescita della denominazione si è sviluppato un intero sistema culturale ed enogastronomico che trova nell’alta ristorazione una delle sue espressioni più interessanti.

È in questo contesto che si inserisce Zash, ristorante stellato situato a Riposto, in provincia di Catania, a pochi chilometri dal mare. Un luogo che riesce a sintetizzare perfettamente la nuova identità dell’Etna: contemporanea, elegante, profondamente radicata nella tradizione ma aperta a una visione internazionale. L’arrivo è già parte dell’esperienza. La struttura è immersa in un grande giardino mediterraneo circondato da agrumeti, palme e vegetazione lussureggiante. Il silenzio della campagna contrasta con la forza evocativa del vulcano che domina l’orizzonte, creando una dimensione quasi sospesa tra mare e montagna, tra natura e architettura.

La rinascita del Parlamento significa cenare dentro la storia del vino

Il progetto nasce dal recupero di un’antica proprietà appartenente alla famiglia Maugeri. L’intervento di ristrutturazione ha trasformato il vecchio parlamento in un raffinato boutique hotel di design, senza cancellarne l’identità originaria. Al contrario, ogni spazio sembra dialogare costantemente con la memoria del luogo. Le antiche strutture rurali convivono con elementi contemporanei, in un equilibrio che evita qualsiasi effetto artificiale. Il cuore del progetto è proprio il ristorante. La sala principale occupa infatti quello che un tempo era lo spazio destinato alla lavorazione del vino.

Le grandi vasche di fermentazione sono state recuperate e integrate nell’architettura, dando vita a un ambiente unico nel suo genere. Mangiare qui significa letteralmente sedersi all’interno della storia produttiva del territorio, in un luogo che continua a raccontare il rapporto secolare tra l’uomo e la terra vulcanica. Un dettaglio che assume un significato particolare dopo aver trascorso giornate tra le cantine dell’Etna Doc. Visitando i vigneti si comprende infatti quanto il vino rappresenti ancora oggi uno degli elementi identitari più forti di questa zona della Sicilia. Ritrovarsi a cena in un antico palmento restaurato diventa quasi la naturale prosecuzione di quel racconto iniziato tra i filari.

L’eleganza geometrica della cucina di Giuseppe Raciti

A guidare la cucina di Zash è Giuseppe Raciti, chef che dal 2014 ha contribuito a costruire l’identità gastronomica del ristorante fino alla conquista della stella Michelin, arrivata nel 2019 e confermata negli anni successivi.Originario di Catania, ha maturato importanti esperienze professionali in Italia e all’estero, costruendo una visione culinaria che unisce tecnica, sensibilità contemporanea e profondo rispetto per il territorio.

 

La sua cucina non cerca mai l’effetto spettacolare fine a sé stesso. Al contrario, punta a raccontare la Sicilia attraverso una lettura personale, raffinata e mai scontata. La materia prima rappresenta il punto di partenza di ogni percorso gastronomico.

Pesci del Mediterraneo, crostacei, erbe spontanee, agrumi, ortaggi e prodotti provenienti dalle campagne etnee vengono valorizzati attraverso preparazioni che mantengono sempre leggibile l’origine degli ingredienti.
È una cucina che evita volutamente gli eccessi. Ogni elemento del piatto appare funzionale alla costruzione di un equilibrio complessivo.

Le acidità degli agrumi dialogano con la sapidità marina, le note vegetali si intrecciano con quelle affumicate e minerali che richiamano indirettamente il paesaggio vulcanico. Il risultato è una proposta gastronomica elegante ma accessibile, capace di coinvolgere tanto l’appassionato quanto il semplice gourmet.

Cosa comunica il progetto 

Uno degli aspetti più interessanti è proprio il rapporto con il territorio etneo. Negli ultimi anni l’Etna è diventato uno dei fenomeni più rilevanti del vino italiano. Le sue Contrade, i terreni vulcanici, le forti escursioni termiche e la crescente attenzione internazionale hanno trasformato questa zona in una delle destinazioni più affascinanti per gli appassionati di
enogastronomia. Tuttavia il successo dell’Etna non si spiega soltanto attraverso il vino. Sempre più ristoranti stanno contribuendo a definire una nuova identità gastronomica del territorio, capace di valorizzare la biodiversità locale e la straordinaria varietà di materie prime disponibili tra mare, collina e montagna.
Zash rappresenta probabilmente uno degli esempi più riusciti di questa evoluzione. La sua cucina dialoga continuamente con il paesaggio circostante, senza mai cadere nella tentazione di trasformare il territorio in semplice esercizio narrativo. Qui il legame con la Sicilia emerge naturalmente, attraverso sapori, consistenze e ingredienti che raccontano una geografia precisa.

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