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Degustazione di tre colombe e una proposta al cioccolato tra tradizione e novità di Pasqua
Trovate di seguito, dopo qualche dato sulla colomba, dolce di Pasqua per eccellenza degli italiani, la nostra selezione di tre colombe diverse tra loro, oltre a una proposta cioccolato., rigorosamente a tema. Per tutti trovate anche un vino dolce in abbinamento
Migliori colombe pasquali: test tra classiche e al cioccolato
Secondo i dati di Unione Italiana Food la colomba continua a essere immancabile sulle tavole pasquali, con il profumo avvolgente dell’impasto lievitato, conquistando così ogni anno il gusto di grandi e piccoli, confermandosi inoltre tra i lievitati da ricorrenza più amati e rappresentativi del Made in Italy.
La Pasqua continua a rappresentare un momento centrale nella vita sociale degli italiani: la festeggia infatti il 94,4%, sia in forma religiosa che laica, con il 75,8% che la considera un’occasione dedicata alla famiglia, alla condivisione e alla convivialità. Ed è proprio a tavola che questa dimensione conviviale trova la sua massima espressione: per l’80% degli intervistati, infatti, è tra i dolci iconici del periodo pasquale che non possono sicuramente mancare a fine pasto. Un apprezzamento che va oltre i giorni di Pasqua e Pasquetta, con il 58,9% degli italiani che afferma di consumare questo dolce lievitato anche nelle settimane che precedono e seguono la festività. Un dato che conferma la Colomba come uno dei prodotti di pasticceria più amati del periodo.
Tre differenti colombe dalla classica alle farciture più impensate, ognuna con un vino dolce in abbinamento
Pasticceria Filippi & Na’jm Malvasia delle Lipari
Cominciamo le nostre proposte con la colomba classica di Pasticceria Filippi, sita a Zanè in provincia di Vicenza. Quest’anno è racchiusa, nel suo formato da 1 kg, in una scatola in latta ovale. L’impasto, composto da farina, burro fresco, uova cruelty-free, bacche di vaniglia Bourbon e la pasta madre – componente essenziale per un’alveolatura irregolare tipica della lievitazione naturale – si distingue per la morbidezza e la leggerezza presenti fetta dopo fetta. I cubetti d’arancia candita profumano il lievitato che Pasticceria Filippi arricchisce con una glassatura croccante, ottenuta miscelando mandorle, zucchero e albumi.

Qui pensiamo sia ideale l’abbinamento con Na’jm Malvasia delle Lipari Dop passito 2024, prodotto da Cantine Colosi. Sita a Salina questa realtà dedica a questa varietà 5 ettari dei suoi 13 totali. Ottenuta da Malvasia delle Lipari 95%, con un 5% di Corinto Nero, ha un colore dorato, tendente all’ambra, un bouquet di frutta che varia dall’albicocca al fico, dal miele alle mandorle, seguite da sensazioni floreali di gelsomino. Al palato è caldo, strutturato e al tempo stesso vellutato, leggermente tannico, con un grande equilibrio complessivo.

Loison & Romagna Albana Passito Docg 2024
Invece da Loison, pasticceri a Costabissara dal 1938, gestita dal 1992 da Dario, presenta per questa Pasqua 2026 dalla collezione Genesi la Colomba Tiramisù. È farcita con crema allo zabaione e caffè, per restituire quella rotondità vellutata che nel dolce omonimo è immediata. Qui diventa struttura con una presenza al palato continua, elegante, mai invadente. La farcitura è distribuita in modo uniforme per garantire la presenza di crema in ogni fetta. In superficie poi la firma è una copertura a mano con glassa al cioccolato bianco che fa da contrappunto a riccioli di cioccolato fondente, più scuro, con una spolverata di cacao, con un equilibrio dalla dolcezza controllata, un amaro misurato, una persistenza pulita.

Le accostiamo una Romagna Albana Passito Docg 2024, prodotta da Fattoria Zerbina, cantina sita a Marzeno in provincia di Ravenna. L’Albana, varietà tipica della Romagna viene vendemmiata tardivamente in più riprese, con attacco della muffa nobile, a cui viene aggiunta una percentuale di uve appassite in cassettine. In cantina viene vinificata in piccole vasche d’acciaio e in alcuni casi in barriques di rovere francese di terzo passaggio, per poi affinare tra vasche di cemento e acciaio di piccola capacità. Dopo un colore oro antico, ha un naso complesso che spazia da note di albicocca, associate a frutti dolci speziati, miele e fico caramellato. Al palato ha una struttura consistente associata a una bella freschezza, un finale persistente e sentori di miele nel retrogusto.

Roberto Cantolacqua & Cinque Terre Sciacchetrà
Come terza colomba scegliamo quella del talentuoso Maestro Pasticcere Roberto Cantolacqua, membro dell’Accademia Maestri Pasticceri Italiani (AMPI) e titolare dell’omonima pasticceria situata nelle Marche, sia a Civitanova Marche che successivamente a Tolentino. Qui abbiamo scelto una farcitura diversa dal solito, chiamata Fior di Frutta. Nata come di consueto da una lavorazione artigianale, lunghe lievitazioni naturali che donano all’impasto una consistenza soffice e fragrante, cela al suo interno, un mix equilibrato di albicocche, fragole, limone, pesche, pere, tutti rigorosamente canditi, per regalare all’assaggio un profilo aromatico fresco e delicatamente fruttato.

Qui abbiamo pensato a un Cinque Terre Sciacchetrà, prodotto da Possa ovvero Heydi Samuele Bonanini. Ottenuto da Bosco e Rossese bianco, vigne con un’età media di 55 anni., vede le uve, dopo appassimento, essere sgranate manualmente acino per acino, poi pressate con i piedi. A una fermentazione spontanea, circa un mese di macerazione, a cui segue l’affinamento per 1 anno in barrique di pero e ciliegio. Termina la vinificazione con l’assemblaggio, un passaggio in acciaio, prima dell’imbottigliamento.

Una proposta a tema di cioccolato, con un vino dolce in abbinamento
Charlotte Dusart & Vin Santo di Carmignano Occhio di Pernice
La nostra ultima proposta è l’Uovo Cucù di Charlotte Dusart, cioccolatiera belga. Quest’anno il pulcino non esce dall’uovo spaccando il guscio, ma come un cucù spunta fuori a sorpresa per annunciare l’arrivo della Pasqua. Quest’uovo extra large, è alto 30 cm, è realizzato con in fondente del Madagascar 71%, mentre il tetto è fatto di cioccolato al latte, il pulcino è di cioccolato bianco colorato. Anche la base è sfiziosa con il suo cioccolato fondente con riso soffiato. All’interno si trovano dei marshmallow con vari gusti, dal gianduia al lampone, dal ribes nero al mango, oltre a ovetti ripieni. Viene realizzato in edizione limitata o su ordinazione.

Per l’abbinamento abbiamo scelto un Vin Santo di Carmignano Occhio di Pernice del 2015 di Artimino. Prodotto con 80% Sangiovese, 20% San Colombano e Trebbiano Toscano, tutte varietà raccolte manualmente e scelte grappolo per grappolo. Come da tradizione toscana, vengono posti su graticci di canna ad appassire in un locale ben areato. I grappoli devono essere integri e spargoli per permettere una buona disidratazione e concentrazione degli zuccheri.
Al termine del periodo di appassimento le uve vengono pressate ed il mosto ottenuto posto in caratelli di castagno italiano e rovere francese da 50 e 125 litri per almeno 5 anni. Durante questo periodo avviene la fermentazione alcolica, che può durare diversi mesi. Poi affina in bottiglia per un periodo minimo di 3 anni. Dopo un colore giallo ambrato, ha un naso intenso di fichi secchi, mallo di noce, albicocca candita e mandorla. Al palato è strutturato, avvolgente, con grande mineralità ed una dolcezza che viene equilibrata da un’importante vena acida.

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