I moderni Nepente di Oliena di Cantina Iolei 

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Tempo di Lettura: 7 minuti

Oliena e il poeta

La Cantina Iolei è una piccola realtà familiare situata a Oliena (Nuoro), nel cuore del Nepente di Oliena, una delle zone più vocate per la produzione del Cannonau di Sardegna. Fare vino a Oliena significa organizzare un progetto che deve fare i conti con la storia vinicola di questa regione della Sardegna, storia che si incrocia con la grande poesia italiana. Il primo a rimanere stregato dal Nepente di Oliena, che all’epoca era chiamato semplicemente “su vinu de Ulliana”, fu Gabriele D’Annunzio, che nel 1909 visitò la Sardegna assieme a Edoardo Scarfoglio e Cesare Pascarella. Così scrisse il Vate a Hans Barth, giornalista tedesco residente a Roma e profondo conoscitore dei vini italiani: 

Non conoscete il Nepente di Oliena neppure per fama? Ahi lasso! Io son certo che, se ne beveste un sorso, non vorreste mai più partirvi dall’ombra delle candide rupi, e scegliereste per vostro eremo una di quelle cellette scarpellate nel macigno che i sardi chiamano Domos de janas, per quivi spugnosamente vivere in estasi fra caratello e quarteruolo.

Ma la storia del Nepente di Oliena non parte con Gabriele D’Annunzio: le uve cannonau furono introdotte per la prima volta a Oliena nel Cinquecento dai Frati Minori di San Francesco da Paola, che misero a dimora le prime diecimila piante. Furono poi i Gesuiti, un secolo dopo, a dare impulso alla produzione piantando circa diecimila ceppi di vite.

Oliena e la Cantina Iolei

A Oliena, Cantina Iolei ha sempre prodotto vini che parlano di valori familiari, di vini che portano nel bicchiere sapori e profumi di una terra poetica e affascinante come la Sardegna, senza perdere l’occasione di rendere più moderni i suoi prodotti.

I vigneti di famiglia sono del nonno, papà Salvatore produce vino per il consumo familiare e per regalarlo agli amici; toccherà ad Antonio Puddu aggiornare la filosofia produttiva di Cantina Iolei. Antonio respira la conoscenza della vite e del vino sin da bambino, e se ne appassiona tanto da farne un lavoro. Antonio si diploma al prestigioso Istituto Agrario di San Michele all’Adige (Trento) e si laurea in Viticoltura ed Enologia all’Università degli Studi di Torino, crea la sua prima bottiglia nel 2011, ma il debutto ufficiale di Iolei Cannonau di Sardegna Doc, etichetta primogenita dell’azienda, avverrà solo nel 2015. 

Da qui avrà inizio l’avventura di Iolei e della sua moderna interpretazione del Nepente di Oliena. Ma Antonio non modifica l’impostazione familiare della Cantina, nella cui gestione tutta la famiglia è ancora coinvolta. Papà Salvatore incarna l’amore per la coltivazione della vite; Chiara, sorella di Antonio, unisce gli studi economici a una profonda dedizione al mondo agricolo e alla viticoltura: la visione imprenditoriale moderna e un forte impegno nella promozione della sua terra natale guidano il suo lavoro in azienda. La sua esperienza l’ha portata a rappresentare l’agricoltura giovanile italiana anche in sede di Commissione Europea, assieme a Coldiretti Giovani Impresa. Sara rappresenta il domani di Iolei: radici ben ancorate al territorio ma sguardo fiero rivolto al futuro. Dopo la laurea in enologia e diverse esperienze in Italia e all’estero, inizia a lavorare nell’azienda di famiglia e subito porta nuove idee grazie a un approccio aperto e contemporaneo. Grazie a lei e alla sua volontà di innovare partendo dalla storia enoica sarda, prende vita la linea Senza Solfiti, l’ultima nata di Iolei: un nuovo progetto che inizia dalla vigna per proporre un modo più sostenibile di concepire il vino. Simona, moglie di Antonio, seleziona con cura le immagini e le etichette che meglio rappresentano il lavoro di Iolei con uno sguardo attento e sensibile. Opere uniche che rappresentano i valori dell’azienda: artigianalità, unicità, territorio e approccio innovativo. Infine, mamma Luisella si occupa dell’accoglienza.

La filosofia produttiva

La produzione di Cantina Iolei si focalizza sul Nepente di Oliena e sulle altre varietà tradizionali come il vermentino. L’essenza delle uve è custodita attraverso un processo di vinificazione attento, dove l’80% della produzione affina in acciaio, scelta che riflette l’impegno a preservare le caratteristiche intrinseche di ciascun vitigno, mentre l’approccio minimale nell’intervento tecnologico consente di catturare l’essenza del varietale.

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L’azienda produce attualmente 60.000 bottiglie all’anno. L’approccio di Iolei è moderno e contemporaneo e predilige vini di pronta e facile beva, dal grado alcolico contenuto. Iolei coltiva 8 ettari vitati, di cui 4 in gestione. I vigneti sono distribuiti nel comune di Oliena e dintorni, sono esposti a sud-est con un’altitudine che varia dai 180 ai 650 slm. La zona è caratterizzata da un clima temperato, con inverni freddi e con scarse precipitazioni. Le estati sono calde e ventose, con qualche eccesso termico. Le piogge si distribuiscono principalmente nei mesi di novembre e aprile.

Il microclima di Oliena è determinato da diversi fattori come la presenza del massiccio calcareo del Monte Corrasi e la vicinanza al mare, e si distingue per le importanti escursioni termiche tra il giorno e la notte, che favoriscono la sintesi di composti aromatici e polifenoli che donano qualità alle uve e ai vini. Il terreno è caratterizzato da quattro substrati diversi: basalto, granito, scisto e calcare. Il suolo, invece, è composto da una parte calcarea e da una a disfacimento granitico.

Il Cannonau di Cantina Iolei

Iolei Cannonau di Sardegna Doc 2023

Il primo vino dell’azienda, con una bellissima etichetta: un dipinto di Sara Bachmann, che ritrae una donna con il costume tradizionale di Oliena. Un Cannonau in purezza. La raccolta delle uve è manuale in piccole cassette, segue la pigiadiraspatura, una macerazione di circa 12 giorni e la fermentazione a temperatura controllata in acciaio.

Rosso carminio intenso. Profilo olfattivo di frutta rossa, alloro fresco, bacche di mirto, pepe e rosa. Il sorso è dinamico, vigoroso, di buona acidità, che forma, insieme al nerbo tannico e alla buona alcolicità, una struttura morbida e avvolgente di ottima bevibilità. Un Cannonau distante dall’immagine del vino potente e corposo, da abbinare solo ai secondi complessi, perché il Iolei Cannonau è versatile, ottimo come aperitivo nonché capace di abbinarsi ad antipasti complessi o primi piatti strutturati.

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Iolei Cannonau di Sardegna Doc 2023

Vostè Nepente di Oliena Cannonau di Sardegna Doc 2024

In lingua sarda, Vostè rappresenta l’allocativo di cortesia “voi”, un segno di rispetto e riverenza nei confronti del Nepente. In etichetta è raffigurato Gabriele D’Annunzio. Le uve vengono selezionate accuratamente, con una raccolta manuale in piccole cassette. Seguono la pigiadiraspatura e la macerazione a temperatura controllata di circa 23 °C per 10 giorni. Si continua con la fermentazione malolattica in vasche di cemento.

Rosso rubino con riflessi violacei, al naso esprime note di ciliegia, more e lampone con accenni di mirto e macchia mediterranea su sfondo speziato. L’ingresso al palato fa ritrovare molte delle sensazioni percepite al naso. Anche il sorso del Vostè è morbido e avvolgente, con un tannino setoso ed elegante, che in sinergia con la freschezza, regala equilibrio e persistenza. Si abbina molto bene con salumi e formaggi stagionati, piatti a base di selvaggina e arrosti.

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Vostè Nepente di Oliena Cannonau di Sardegna Doc 2024

Liju Nepente di Oliena Cannonau di Sardegna Doc 2024

Liju nasce da una selezione delle migliori uve raccolte a mano in piccole cassette. Viene effettuato il raffreddamento dei grappoli, posti per una notte in cella. L’80% della massa viene pigiadiraspata, mentre il restante 20% viene lavorata a grappolo intero. Segue una macerazione pre-fermentativa a freddo per 48 ore mentre la fermentazione è in serbatoi di acciaio a temperatura controllata. Dopo la svinatura, si svolge la fermentazione malolattica e prosegue l’affinamento su fecce fini per 8 mesi. Linea senza solfiti aggiunti.  L’illustrazione in etichetta è opera di Francesca Ballarini.

Nel calice si presenta rosso rubino intenso, il bouquet olfattivo racconta di note floreali delicate di rosa e iris, che si armonizzano con sentori di mirtilli, frutti di bosco e susina sotto spirito. Al palato si presenta equilibrato, di buon corpo, fresco e sapido. Il sorso è armonico e il finale morbido e persistente sui ritorni fruttati. Perfetto abbinato a secondi piatti di terra.

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Liju Nepente di Oliena Cannonau di Sardegna Doc 2024

Hospes Nepente di Oliena Riserva Doc 2022

Hospes, vocabolo latino che significa Ospite, per omaggiare l’ospitalità che Oliena offrì a Gabriele D’Annunzio, Edoardo Scarfoglio e Cesare Pascarella nel loro viaggio in Sardegna. I tre furono piacevolmente rapiti dalla bellezza di Oliena, paese di pastori e ricamatrici, ricco d’olio, vino e miele. L’etichetta è una rivisitazione del ritratto del Vate da ragazzo, creata per Iolei da Paco Corrias. Hospes proviene dalla migliore selezione delle uve cannonau e viene prodotto solo in annate particolarmente favorevoli. Fermenta a temperatura controllata in acciaio, dove sosta per i primi mesi, per proseguire l’affinamento in tonneaux di rovere francese a grana fine da 700 litri per 18 mesi. 

Granato profondo e vivo. Il profilo olfattivo si presenta intenso e persistente, con sentori di more, visciole, macchia mediterranea, liquirizia, vaniglia. Poi giungono le sensazioni di boiserie, pepe nero e tabacco da pipa. L’ingresso sul palato è ricco, ampio, il sorso è morbido e avvolgente, sorretto e reso dinamico dalla struttura acido-sapida, ben integrata con i tannini setosi. Finale molto lungo. Perfetto per accompagnare secondi piatti di terra.

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Hospes Nepente di Oliena Riserva Doc 2022

L’interpretazione del Cannonau di Cantina Iolei, cantina giovane condotta da giovani, lancia più versioni del Cannonau che brillano per freschezza e bevibilità senza dimenticare la struttura implicita che il vitigno dona ai vini. Cannonau che mi sono piaciuti molto e che mi spingono verso l’assaggio degli altri vini della Cantina.  

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