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Il girl power di Cantina Saffirio affascina i consumatori, gli investitori e tutela l’ambiente
Entrare in contatto con Cantina Saffirio significa seguire un percorso che si snoda attraverso le generazioni familiari che con passione e amore hanno coltivato la terra di Castelletto di Monforte d’Alba, in Piemonte, in pieno comprensorio del Barolo. “La storia dei Saffirio inizia ai primi dell’800”, racconta Sara Vezza, quinta generazione della famiglia e oggi a capo dell’azienda, “quando il primo Saffirio si sposta dall’Alta Langa alla collina di Castelletto di Monforte d’Alba, dove costruisce una casa per la sua famiglia e inizia a dedicarsi alla viticoltura. A lui segue il figlio, Giovanni Battista, padre di mio nonno Ernesto. È quest’ultimo il vero eroe della famiglia, che ha saputo infondere in mia madre Josetta l’ardore e l’attaccamento per queste radici.»
Il sogno di Ernesto Saffirio, classe 1910, di fare dell’azienda di famiglia, dedita principalmente alla vendita delle uve, una vera cantina vinicola, si concretizza negli anni ’80 quando sua figlia Josetta dà il via alla storia che approderà all’acclamata realtà delle Langhe che è ora la cantina. Josetta nasce nel 1952 e a soli 23 anni, decide di fare ritorno alle sue origini a Castelletto, e trasforma l’azienda, mietendo crescenti successi fino al Barolo del 1982, frutto degli “esperimenti” precedenti, che segna l’ascesa dell’Azienda Agricola Josetta Saffirio, nel panorama enologico del territorio.
Tuttavia, qualche anno più tardi Josetta, madre di Sara, decide di lasciare l’attività; fu allora che Sara Vezza, benché molto giovane, decise di portare avanti l’azienda, con il sostegno dei genitori, padre enologo e madre agronomo e, dopo una laurea in Scienze della Comunicazione, a 22 anni, diventa imprenditrice vinicola e perpetua i tratti gestionali femminili con i quali la madre aveva caratterizzato la cantina. Il girl power di Sara è ben calibrato: nel 1999, la produzione ammontava a mille bottiglie annue mentre oggi supera le 100mila.

Il biologico e la sostenibilità ambientale
La tradizionale filosofia produttiva degli inizi è approdata col tempo ad un rigoroso metodo biologico, coniugato con un’attenzione scrupolosa verso la sostenibilità ambientale e sociale. L’adesione ai principi della sostenibilità sono autentici e non di facciata o aderenti ad una moda: Sara Vezza mi racconta che, prima del passaggio al biologico non riusciva ad andare in vigna a fare i trattamenti, che le causavano alcuni problemi, quindi decise di smettere e di aderire ai principi bio, con utilizzo in vigneto solo di rame e zolfo e divieto assoluto di utilizzo di pesticidi, insetticidi chimici e diserbanti. “Essere agricoltori in questa terra – commenta Sara Vezza – significa accogliere una grande responsabilità: quella di custodire e arricchire l’eredità lasciata dai predecessori e di proiettarla nel futuro, per le generazioni a venire.”
Nel 2017 Cantina Saffirio ottiene la certificazione di Azienda Sostenibile Ecoprowine e di Azienda Biologica certificata dal CCPB, organismo di certifcazione e controllo dei prodotti agroalimentari. Fino al 2022 l’azienda è stata certificata biologica, mentre dal 2023 si è certificata SQNPI e anche Biodiversity Friend, scegliendo di diventare custode dell’integrità ambientale del territorio attraverso l’adesione ad uno standard volontario rigoroso e attestando così ancora una volta il proprio impegno per la conservazione della biodiversità e dell’agricoltura sostenibile.
L’impegno verso la sostenibilità coinvolge anche gli ambienti della cantina di lavorazione del vino, isolata in sughero naturale e alimentata con energia pulita grazie all’impianto fotovoltaico che copre il 65% del fabbisogno energetico. L’architettura della cantina è molto tradizionale, richiama le classiche cascine delle Langhe e si armonizza con il paesaggio circostante. È inoltre costruita su più livelli per minimizzare l’impatto ambientale sul suolo e per ottimizzare sia la richiesta di energia termica sia quella derivante dagli spostamenti della logistica connessi ai processi di vinificazione.
Abbracciare con convinzione i principi della sostenibilità ambientale spesso significa essere convinti sostenitori della biodiversità e del ripristino ambientale, e Cantina Saffirio non fa eccezione. Dei 36 ettari di superficie aziendale, ben 16 sono adibiti a boschi e prati permanenti in ottica di preservare e incrementare la biodiversità. E proprio nell’ottica di rivitalizzare il paesaggio attraverso l’incremento della biodiversità, si sviluppa un’iniziativa di notevole portata promossa da Sara Vezza: il rinnovamento del bosco e della tartufaia nelle vicinanze delle proprie vigne.
Questo progetto – racconta Sara Vezza – nasce per iniziale volontà di mio padre e si ispira alla grazia e splendore delle orchidee selvatiche, veri e propri gioielli naturali che germogliano armoniosamente tra i filari, emblemi viventi di un ecosistema florido e vitale. Motivati da tale bellezza abbiamo deciso di agire concretamente, ponendoci l’obiettivo ambizioso di salvaguardare la biodiversità della zona e ridurre l’incidenza ambientale della nostra attività vitivinicola.
Con la messa a dimora di nuovi alberi e la costituzione di spazi naturali, il team di Saffirio si dedica con incessante impegno al compito di bilanciare le emissioni di carbonio derivanti dalle proprie operazioni, creando al contempo un santuario per la fauna selvatica locale.
L’accordo strategico
Nel 2023 Sara Vezza ha dato il via ad un capitolo strategico, produttivo e commerciale importante per Cantina Saffirio con l’entrata di Brave Wine, la holding dedicata al settore vinicolo di Renzo Rosso, nel capitale aziendale. Questa partnership mira sia a rafforzare i brand aziendali nel settore del Nebbiolo, del Barolo, dei vitigni autoctoni patrimonio dell’azienda nonché a promuovere lo sviluppo della produzione dell’Alta Langa. “L’incontro con un investitore del calibro di Renzo Rosso, che valuta positivamente il nostro impegno viticolo e condivide una visione di crescita a lungo termine, mi riempie di gioia e ha dato nuovo impulso e slancio ai nostri progetti”, dichiara Sara Vezza.
Renzo Rosso, imprenditore celebre per aver fondato il marchio di moda Diesel ed essere a capo del più grande e importante gruppo di moda e lusso italiano OTB, tramite Brave Wine parla di passione, rispetto, amore per i grandi vini, attenzione all’ambiente e alla produzione sostenibile. Da tre decenni, Renzo Rosso, coltiva la sua passione per la terra e il vino attraverso Diesel Farm, una tenuta all’avanguardia dove la ricerca della qualità e il rispetto dell’ambiente sono principi fondanti. Questa esperienza si è arricchita con la creazione della holding Brave Wine, di cui è entrata a far parte anche la cantina Benanti in Sicilia. È in questo contesto che nasce il legame con Sara Vezza e il marchio Saffirio, noto per i suoi Barolo, Nebbiolo, Barbera e Rossese che catturano l’essenza e l’eccellenza del territorio piemontese.
La collaborazione tra Sara Vezza e Renzo Rosso
Tale collaborazione non è solo finalizzata a fatturati e profitti migliori, ma parte dalla condivisione di valori e visioni dei due imprenditori: qualità ineccepibile, etica produttiva e un profondo rispetto per l’ambiente. “La chiamata di Renzo Rosso è stata per la mia cantina e il mio progetto il segno di un riconoscimento delle nostre comuni aspirazioni. Ci siamo trovati subito in sintonia su qualità, etica, rispetto della natura e desiderio di crescita,” racconta Sara Vezza.

La comune passione di Sara Vezza e Renzo Rosso per il vino di qualità e la condivisione del principio che solo attraverso un approccio etico e sostenibile si possa davvero valorizzare il patrimonio vitivinicolo italiano, rafforzerà il legame tra tradizione e modernità che i vini di Cantina Saffirio esprimono e sarà un ulteriore sprone alla ricerca della qualità che ha a cuore la sostenibilità ambientale e l’etica produttiva.
L’accordo finanziario si è tradotto in un aumento di capitale che ha visto Renzo Rosso acquisire una quota significativa della cantina, senza alterare la governance di Sara Vezza, che ha condotto ad investimenti mirati in cantina, all’ampliamento delle strutture e all’adozione di tecnologie all’avanguardia, unitamente all’acquisto di nuovi terreni, dimostrazione tangibile della fiducia reciproca e dell’ambizione condivisa. È ovvio che il cuore di questa sinergia batta forte per il Barolo, gioiello della viticoltura italiana che ha affascinato Renzo Rosso nella sua ricerca di eccellenze, ma l’orizzonte si allarga verso lo spumante Alta Langa Docg, una scommessa sul futuro che entrambi vedono ricco di potenzialità, e non dimentica gli altri vini prodotti dalla Cantina Saffirio, che abbiamo assaggiato e dei quali vi parleremo in un futuro reportage.







