Tempo di Lettura: 5 minuti
Il Consorzio Vini di Romagna sceglie Mu Dimsum per i suoi due vitigni più rappresentativi
Una cena da Mu Dimsum Milano, locale dalla cucina cinese contemporanea, ha visto l’abbinamento di due bianchi secchi da Albana, due da Sangiovese, provenienti da due UGA differenti, per poi avere a conclusione due Albana in versione passito. Ognuno di essi era di sei cantine differenti, a cui l’executive chef Bryan Hooi Mun Chung ha accostato diversi interessanti abbinamenti. Segue il racconto preceduto da alcuni dati sul Consorzio e sulle due varietà.
Il Consorzio di Tutela e i due vitigni fieramente romagnoli
Dal 1962 il Consorzio Vini di Romagna è una realtà associativa che riunisce soprattutto aziende vitivinicole e cantine cooperative, per tutelare le produzioni di vini siano essi Doc, Docg e Igt. Opera da sempre per sostenere e promuovere la qualità dei vini, l’equilibrio dei prezzi e la valorizzazione del prodotto e del suo territorio. Nel corso del tempo la sua attività si è molto ampliata e il numero delle cantine associate è cresciuto sensibilmente.
Oggi il Consorzio è protagonista della crescita enologica della Romagna, che ha raggiunto soprattutto negli ultimi anni livelli di eccellenza qualitativa con riconoscimenti suffragati da menzioni e premi in selezioni nazionali e internazionali. Il suo territorio corre tra il mare e gli Appennini, increspandosi in poggi e colli disegnati dalle geometrie di frutteti e vigneti alternati a case coloniche, borghi, torri e rocche.
Il vino romagnolo per eccellenza è il Romagna Sangiovese Doc che rispecchia bene il carattere dei romagnoli: è un vino forte e di vibrante d’acidità, con tannini robusti ma rotondi, un vino dal frutto spiccato, con caratteristica prontezza di beva ma non di rado fine ed armonico soprattutto a seguito di un buon affinamento. I due Romagna Sangiovese presenti alla serata sono espressione di due UGA (Unione Geografica Aggiuntiva) differenti di Bertinoro e Predappio.
Un altro vino tipicamente romagnolo è il Romagna Albana Docg, il primo vino bianco d’Italia ad avere ottenuto la massima denominazione nel 1987. Quella sera ci è stato proposto nelle sue versioni più attuali da secco, dove uno è vinificato in anfora, a passito.
La cena con i suoi abbinamenti inaspettati
A originali “Amuse-bouche” è stato abbinato Giovanna Madonia Romana Albana Docg Secco Neblina 2025, vinificato in acciaio, con affinamento sui suoi lieviti fini, dove con il suo naso di erbe aromatiche, lime, pesca e melone bianco, il suo palato dalla vibrante freschezza e fruttata sapidità, la sua persistenza, è risultato ideale.

Invece con “Combo 5 selezione di ravioli assortiti” il Vitalba 2025 di Tre Monti Romagna Albana Docg Secco, dove la fermentazione avviene in anfore georgiane (dette kvevri), senza aggiunta di lieviti selezionati, senza il controllo della temperatura, con una macerazione tra gli 80 ed i 100 giorni. Vino di indubbia personalità con il suo naso di frutta esotica matura, frutta gialla disidratata ed erbe aromatiche, al palato è caratterizzato da grande freschezza e sapidità, una decisa persistenza.

La portata successiva “Tagliatelle di riso con manzo, uovo e germogli di soia” si è accostata in modo ideale a Il Colombarone 2024 un Romagna Doc Sangiovese, dell’UGA Bertinoro, di Tenuta la Viola. Dopo una fermentazione in acciaio a temperatura controllata, matura parte in acciaio e parte in barrique e tonneaux usati per circa 6 mesi, seguiti da 6 mesi di bottiglia. Ha un naso intenso ed espressivo, con note di ciliegia, accompagnate da sentori di viola, spezie e sfumature minerali. Al palato è strutturato, con tannini setosi, bilanciati da freschezza, seguita da sapidità, una notevole persistenza, con nel retrogusto un frutto succoso.

Seguiva, essendo Mu Dimsum noto per i suoi bao “Char Siu Bao, soffice panino alla piastra ripieno di maiale caramellato” ideale con Il Sangiovese 2024 di Noelia Ricci Romagna Doc Sangiovese, dell’UGA Predappio. Dopo una fermentazione spontanea e macerazione in acciaio a temperatura controllata, una macerazione con le bucce per 18 giorni, la malolattica, matura per 70% in acciaio e 30% in cemento per 8 mesi, seguiti da minimo 4 mesi in bottiglia. Al naso spiccano note floreali di rosa, violetta, geranio, accompagnate da piccoli frutti a bacca rossa come ciliegia, lampone, ribes, tocchi di erbe aromatiche come timo, basilico. Al palato è succoso, con un tannino presente, freschezza, un’ottima bevibilità, persistenza. La succosità del vino stemperava nell’abbinamento la componente grassa del maiale caramellato.

Il secondo piatto di carne “Peking Duck, servita con crespelle e verdure croccanti” l’abbiamo ritenuto ideale anche con il Passito Romagna Alba Docg Scacco Matto di Fattoria Zerbina, oltre che con il Sangiovese di Noelia Ricci.

Scacco Matto è un vino prodotto dal 1987, ottenuto dai grappoli di Albana che vengono attaccati da muffa nobile, vendemmiati tardivamente e in più riprese, non realizzato tutti gli anni. Viene vinificato in piccole vasche di acciaio e in alcuni casi in barriques di rovere francese usate, per poi affinare in vasche di acciaio di piccola capacità, solo in alcune annate in barriques usate. Il suo naso spazia da note sgrumate di scorza d’arancio candito, zafferano, oltre che di miele di acacia ed albicocca. Al palato ha struttura, avvolgenza, opulenza, seguito da un’ottima freschezza, una grande persistenza.
Il Romagna Albana Docg Sol Ara 2025 di Celli è stato invece proposto con il dolce “Mochi al mango”. Maturato per 8 mesi in barriques, ha al naso note di albicocca, frutta candita con sentori di agrumi, per poi essere al palato di struttura media, dolce, equilibrato dall’acidità e da una leggera presenza tannica, per un sorso fine, elegante.
Conclusioni
Sia l’Albana che il Sangiovese hanno retto l’abbinamento con la cucina etnica di Mu Dimsum che parla di tradizione e si esprime attraverso piatti iconici della più autentica cucina cinese, cantonese e contemporanea, frutto dell’incontro tra materie prime, tecniche moderne e nuovi sapori, rendendo la cena una vera esperienza.







