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Da Alea a Castell’Alfero la bollicina aromatica piemontese incontra uno dei piatti più amati dagli italiani
C’è stato un tempo in cui l’Asti Docg aveva un ruolo ben preciso: arrivava a fine pasto, accompagnava il dessert oppure scandiva i brindisi delle grandi occasioni. Oggi, però, qualcuno ha deciso di metterlo alla prova in un contesto decisamente diverso. Non accanto a una fetta di panettone o a una torta di nocciole, ma davanti a una pizza.
L’idea, sulla carta, potrebbe far storcere il naso ai più tradizionalisti. Eppure basta sedersi a tavola, assaggiare e mettere da parte i preconcetti per capire che il progetto “Asti: Remix It!” non nasce per provocare, ma per aprire nuove strade.
La serata, ospitata dal ristorante Àlea di Castell’Alfero, ha rappresentato il debutto ufficiale dell’iniziativa sviluppata dal Consorzio Asti Docg insieme alla pizzeria Fuoritempo di Canale, una delle realtà più interessanti della pizza contemporanea italiana. L’obiettivo? Cercare nuove occasioni di consumo per una denominazione che, troppo spesso, viene associata esclusivamente ai momenti conclusivi del pasto.
La chiave scelta è quella della mixology
Non si tratta di trasformare l’Asti Docg in un semplice ingrediente da cocktail, ma di utilizzarne le caratteristiche aromatiche, la naturale dolcezza e la moderata gradazione alcolica per creare drink freschi, equilibrati e capaci di accompagnare il cibo. È un cambio di prospettiva interessante. Perché se da anni siamo abituati a vedere Spritz, Gin Tonic o altre proposte accompagnare la pizza, perché non provare a partire da un vino che racconta il territorio piemontese?
Durante la cena ogni pizza è stata abbinata a un diverso cocktail a base Asti Docg, costruito per dialogare con gli ingredienti senza sovrastarli.

Il risultato sorprende soprattutto per l’equilibrio. L’effervescenza dell’Asti alleggerisce il sorso, mentre le componenti aromatiche trovano un punto d’incontro con topping spesso ricchi di sapore. Non è una semplice ricerca dell’effetto sorpresa: dietro ogni abbinamento emerge la volontà di costruire un dialogo tra cucina e beverage.
Tra i protagonisti della serata c’era naturalmente anche Asti Vibes, il cocktail nato dall’incontro tra Asti Docg e Vermouth di Torino, completato da acqua tonica e una leggera componente amaricante. Un drink che mantiene ben riconoscibile l’identità dell’Asti, ma la interpreta con un linguaggio più contemporaneo, strizzando l’occhio al mondo dell’easy drinking e ai consumi in compagnia.
“Asti Remix It!”: una nuova idea di convivialità
Nel mondo della musica un remix non cancella l’originale, ma lo rilegge attraverso un linguaggio diverso, capace di raggiungere un pubblico nuovo. Qui accade qualcosa di simile: l’Asti Docg rimane sé stesso, ma cambia il contesto in cui viene proposto.
L’idea nasce anche da un’osservazione molto concreta. Sempre più spesso, soprattutto tra i consumatori più giovani, la pizza viene accompagnata da bibite dolci, birre leggere o cocktail. Perché non offrire un’alternativa che abbia le proprie radici nella viticoltura piemontese, valorizzando una denominazione storica senza snaturarla?
Naturalmente non si tratta di sostituire il calice tradizionale. L’Asti Docg continuerà a essere protagonista di molte altre occasioni di consumo. Ma ampliare le possibilità significa anche renderlo più presente nella quotidianità, uscendo da quella “gabbia” del brindisi di fine anno o del dessert che ancora oggi molti consumatori gli attribuiscono.
Ed è forse proprio questa la parte più interessante del progetto. Il vino, come tutta la gastronomia, evolve insieme alle abitudini delle persone. Nuove occasioni di consumo non significano rinunciare alla tradizione, ma trovare modi diversi per raccontarla.
La pizza, in fondo, è probabilmente il piatto italiano più trasversale che esista. È conviviale, informale, internazionale. Portare l’Asti Docg a questo tavolo significa inserirlo in un contesto capace di parlare a generazioni differenti, senza perdere il legame con il territorio da cui nasce.

Che poi il proprio cocktail preferito sia Asti Vibes oppure l’Asti Beer, in un mix con la storica birra torinese Bosio Caratsch, è quasi un dettaglio. Il messaggio che arriva da “Asti: Remix It!” è un altro: anche una denominazione storica può permettersi di sperimentare, purché lo faccia mantenendo ben salda la propria identità. Perché, a volte, basta cambiare il bicchiere, non il vino.







