Santa Tresa presenta il suo nuovo Etna Bianco Doc 2025

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L’inizio dell’autunno porta nel panorama vinicolo siciliano il nuovo Etna Bianco Doc, primo vino dell’azienda vitivinicola Santa Tresa, guidata da Stefano e Marina Girelli, prodotto da uve biologiche provenienti dalle pendici del Monte Etna

L’incontro

L’incontro con Stefano Girelli a Milano, alla ‘Locanda Cuoco di Bordo’, ci ha dato l’opportunità di un primo assaggio in cui abbiamo trovato la referenza già molto promettente. Vogliamo anche recensire altri due loro vini, assaggiati nella stessa occasione, di cui segue una breve descrizione.

All’inizio del nostro incontro Stefano ci racconta:

L’Etna è un territorio molto interessante, e il Carricante una grandissima varietà: dopo anni di ricerca siamo riusciti a trovare i presupposti per fare un Etna Bianco che seguisse la filosofia di Santa Tresa. Finalmente abbiamo individuato la filiera giusta, a partire dalla produzione, che volevamo rigorosamente biologica, oltre alla constatazione che in quell’area sono pochissime le coltivazioni di questo tipo. Il nostro enologo Mattia Giacomelli segue tutto il processo, dalla vigna alla trasformazione in cantina.

 La provenienza e la vinificazione

Nel solco della tradizione di Santa Teresa, che da sempre celebra la ricchezza e la biodiversità della Sicilia, questo Etna Bianco DOC è l’espressione di Carricante, proveniente da sole uve biologiche, coltivate a Giarre sul versante Sud-Est del Monte Etna, a un’altitudine tra i 400 e i 500 metri e al tempo stesso a soli 7 km, in linea d’aria, dal Mar Ionio.

Durante l’assaggio è stato toccato il tema, purtroppo di grande attualità, del cambiamento climatico. A testimonianza di questo, la vendemmia di questa prima annata è iniziata il 20 settembre 2025, mentre la successiva e attuale 2026, almeno 10 giorni prima. Le uve, raccolte a mano, dopo avere sostato in cella frigo per una notte per abbassarne la temperatura, il giorno seguente sono state delicatamente diraspate e pressate, in modo estremamente soffice, così da ottenere un mosto fiore di altissima qualità : ha sostato una notte in vasca attorno ai 10°C, al fine di permettere la naturale sedimentazione statica di tutte le particelle solide in esso contenute; successivamente, ha preso via il processo di fermentazione per una durata ci circa 10 giorni. La vinificazione si conclude, poi, con l’affinamento sur lies per almeno 4-5 mesi.

Gli assaggi 

L’assaggio in anteprima ci ha raccontato di un vino dalla complessità aromatica unica, che nel bicchiere ha espresso la peculiarità tipiche di un vitigno autoctono, cresciuto su un suolo vulcanico e in un clima montano. Ha esordito con un colore giallo paglierino luminoso dai riflessi verdolini, al naso un profilo netto e verticale che ha spaziato dalle note del pompelmo rosa fino alla scorza di limone, dagli agrumi a richiami iodati, da accenni di pietra focaia a lievi note di erbe mediterranee. Al palato è risultato fresco, avvolgente, con una sapidità ben integrata che conferisce slancio, con un finale lungo, pulito e persistente, dai ritorni agrumati e salini.

Gli abbinamenti

L’abbiamo degustato in abbinamento a carpacci misti, insalata di mare con quinoa e zuppa di cozze della Locanda. Gli altri due vini che hanno rappresentato il proseguo del pranzo hanno visto la degustazione di un Orange ottenuto da 80%Insolia e 20% Zibibbo, con macerazioni di entrambe le varietà: un vino originale e di nicchia, dal colore arancio luminoso,  un naso che sa  di pompelmo, limoni, seguito da sentori di spezie, tra cui pepe bianco; poi le erbe della menta, con un finale leggermente balsamico. Al palato risulta avere  un ottimo equilibrio tra struttura, acidità, una buona lunghezza.

A chiudere,  il Frappato Rina Russa Terre Siciliane IGP del 2025 di Santa Tresa che ha rappresentato un’ottima conclusione degli assaggi: il suo colore rosso rubino brillante, con intensi profumi di fragolina di bosco, di lampone, di melograno, seguiti da accenni di spezie, hanno fatto sì che i tannini – comunque presenti – al palato risultasssero delicati, freschi e croccanti. Degustato con Calamari saltati con asparagi, pomodorini arrosto e salsa chimichurri , ha reso l’esperienza nel complesso davvero curiosa.

Tutti gli assaggi hanno confermato l’attenzione posta dai Fratelli Girelli a ogni fase della produzione delle loro due aziende agricole, entrambe a Vittoria, nell’entroterra ragusano, rivelando una grande attenzione alla biodiversità e al rispetto della natura.

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