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Il legame indissolubile tra tradizione e sostenibilità permette ai vini monferrini di interpretare al meglio l’essenza del territorio
Born Sustainable
Spesso siamo portati a pensare che l’attenzione alla sostenibilità nasca al massimo dieci o quindici anni fa, poi il Consorzio del formaggio Roccaverano DOP e il Consorzio del Barbera d’Asti e Vini del Monferrato ti invitano ad approfondire la conoscenza del loro territorio nel corso del Wine&Cheese Tour e ti rendi conto che queste produzioni rappresentano non solo eccellenze gastronomiche e vinicole nazionali ma anche preziosi e antichi modelli di sostenibilità ambientale, economica e sociale perché i loro prodotti nascono autentici, genuini e sostenibili, come recita il progetto europeo Born Sustainable, teso a proteggere i territori europei. Di seguito ci occupiamo della Barbera d’Asti e dei vini del Monferrato.

Un faro di sostenibilità e innovazione in viticoltura
Il Consorzio del Barbera d’Asti e Vini del Monferrato rappresenta da tempo un’eccellenza enologica italiana e per mantenersi eccellenti non esiste altra via che l’interiorizzazione delle più moderne richieste del mercato. La sostenibilità ambientale, economica e sociale è ormai il tema più sfidante per la produzione vitivinicola e il Consorzio guida con convinzione l’adozione di pratiche innovative che si possano radicare in profondità nelle tradizioni locali e promuove iniziative per la valorizzazione del territorio per produrre vini con elevati standard di qualità e autenticità, che garantiscano un futuro prospero e sostenibile a tutte le denominazioni tutelate.
Il Consorzio Barbera d’Asti e Vini del Monferrato ha lanciato alcuni importanti progetti che stanno portando risultati concreti. Il cambiamento climatico pone una seria minaccia alla viticoltura: in risposta, il Consorzio ha lanciato il Progetto Ageba, finanziato dal Piano di Sviluppo Rurale della Regione Piemonte, che mira a recuperare e valorizzare il germoplasma antico del vitigno Barbera, selezionando ceppi con una maggiore adattabilità ai cambiamenti climatici. Nel 2022, sono stati individuati circa 90 ceppi in vecchi vigneti “ante clonatura” che, dopo attenta selezione genetica, verranno propagati e valutati per le loro prestazioni produttive e qualitative in un vigneto sperimentale.
Il Progetto NOVIAGRI si concentra sulla salubrità dei luoghi di lavoro agricoli e sulla salvaguardia dell’ambiente. L’iniziativa ha visto la progettazione e la realizzazione di una macchina irroratrice avanzata, capace di ottimizzare la distribuzione dei prodotti chimici, riducendo l’impatto ambientale e minimizzando i costi. Sensori e un computer di bordo sono in grado di controllare più parametri come la pressione di lavoro dei gas e il volume della chioma della vite, garantendo così un’applicazione mirata ed efficace.
Il Consorzio favorisce anche le pratiche agricole rispettose dell’ambiente, che riducano l’uso di prodotti chimici e promuove metodi di agricoltura biologica. Molte aziende associate hanno ottenuto certificazioni come la ISO 14001, dimostrando il loro impegno nella gestione ambientale.

Oltre all’impegno ambientale, il Consorzio promuove la sostenibilità sociale ed economica
Lavora per aumentare la visibilità della Barbera d’Asti Docg e delle altre denominazioni tutelate nei mercati locali e internazionali, sostenendo i produttori locali e facilitando la creazione di posti di lavoro. Inoltre, attraverso collaborazioni con istituti di ricerca e università, il Consorzio implementa nuove tecnologie per migliorare i processi produttivi e la sostenibilità complessiva.
I numeri del Consorzio Barbera d’Asti e Vini del Monferrato
La storia, l’importanza e le le dimensioni del Consorzio Barbera d’Asti e Vini del Monferrato facevano presagire che avrebbe posto al centro del suo interesse il tema della sostenibilità ambientale, economica e sociale. Fondato nel 1946, il Consorzio conta più di 430 aziende associate e tutela dodici denominazioni, delle quali tre sono Docg – Barbera d’Asti, Ruchè di Castagnole Monferrato e terre Alfieri – mentre nove sono le Doc, tra le quali la più piccola in Italia, la Doc Loazzolo che non arriva neanche a quattro ettari, la Malvasia di Castelnuovo Don Bosco, con poco più di cinquanta ettari di vigneto e la Doc Albugnano con quarantaquattro ettari.
Nel 2025 le superfici complessivamente rivendicate dalle denominazioni tutelate hanno raggiunto 10.417 ettari, con la Barbera d’Asti Docg a fare la parte del leone con 4.228 ettari, seguita dalla Doc Piemonte con 3.287 ettari. Alla stessa data, l’imbottigliato registrato è stato di 58.504.172 bottiglie, pari a 438.781 ettolitri.
Le visite ad alcune delle aziende associate e i tasting proposti hanno reso evidente che gli attuali vini prodotti, sia da vitigni autoctoni, sia da vitigni internazionali come da vitigni più rari, sono attuali e adatti al gusto dell’appassionato moderno, che chiede il rispetto dell’ambiente e la proposizione dei diversi e sfaccettati terroir del Monferrato nel calice.

Alcuni vini degustati
Tenuta Santa Caterina, Grignolino d’Asti Arlandino 2023
100% grignolino. Raffinati profumi di amarena, mirtillo, viola, liquirizia, maggiorana, bacca di ginepro e grafite. Il sorso è dinamico e appagante, guidato dalla trama tannica e dall’acidità che si coniugano a speciali sensazioni speziate.
Tenuta Tenaglia, Barbera d’Asti Superiore Emozioni 2020
100% barbera.Naso elegante ed espressivo di marasca e mirtillo, poi spezie dolci, tabacco, bacche di ginepro e menta, che fa da apripista al sorso ricco, morbido e generoso.
Azienda Agricola Gallo, Barbera d’Asti Superiore La Cesa 2022
100% barbera. Naso di mirtilli, prugne, marasca, seguiti dal pepe, dal cardamomo e dalla vaniglia. Il sorso è pieno, strutturato, appagante e goloso, con tannini fitti e delicati.
Cantina Terre dei Santi, Piemonte Freisa Finibus Terrae
100% freisa. Eleganti profumi di lampone, spezie, viola e rosa. Sorso corposo con tannini morbidi e decisa acidità che donano equilibrio e persistenza.
Sergio Gozzelino, Barbera d’Asti Superiore Sergio 2021
100% barbera. Naso fine e complesso: pepe, radice di liquirizia, amarena, sottobosco, menta. Il sorso si presenta dinamico e attraente, fresco e corposo, chiudendo sulla lunga ed elegante scia fruttata.
Clemente Guasti, Barbera d’Asti La Fonda 2022
100% barbera. Sentori di frutti di bosco maturi, marmellata di fragole, note speziate e di legno pregiato. L’elegante sorso ripresenta le note fruttate e la tradizionale golosa acidità della barbera.
Cascina Reggio, Piemonte bianco Doc
Vitigni a bacca bianca in blend. Nobile vino quotidiano, fresco, equilibrato ed elegante nella sua spensieratezza, che non ti pressa per esercitare le doti da degustatore ma ambisce ad essere immediatamente armonico e riposante e ci riesce molto bene.
Cantina Sociale di Vinchio Vaglio Serra, Barbera d’Asti Superiore Vigne Vecchie 2021
100% barbera. Naso balsamico, poi erbe aromatiche, viola, geranio, rosa, mora, ciliegia, pepe nero. Sorso ampio e dinamico, slanciato grazie alla sinergia tra l’acidità che non arretra mai e le altre componenti gustative, che assicurano anche la piacevole persistenza.
Cascina Castlet, Monferrato rosso Doc Uceline 2018
100% uvalino. Naso balsamico di menta ed eucalipto, poi frutta rossa in composta, sottobosco, liquirizia e pepe. Sorso elegante, fine, dinamico e scorrevole, tannino fitto e vellutato, acidità che non arretra mai. Persistente
Tenuta Montalbera, Ruchè di Castagnole Monferrato La Tradizione 2024
100% ruchè. Elegante e raffinato sin dai profumi di rosa e pepe, poi liquirizia, china, mora e lamponi macerati, per proseguire con il sorso fine, goloso e ricco grazie all’equilibrio tra la morbida concentrazione e il tannino pieno e svolto.







