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Inizia la stagione della cerca tra cultura, tradizione e brindisi sotto le stelle
Si è tenuta nella notte tra il 30 settembre e il 1° ottobre, nel cuore della capitale delle Langhe, la cerimonia simbolica del Capodanno del Tartufo, l’atteso evento che segna l’inizio ufficiale della stagione di cerca del Tuber magnatum Pico, il tartufo bianco d’Alba. Un appuntamento ormai entrato nella tradizione cittadina, che quest’anno si è svolto nel contesto del festival Profondo Umano, a testimonianza della crescente sinergia tra la Fiera Internazionale del Tartufo Bianco d’Alba e le realtà culturali del territorio.
Cultura, rispetto e comunità: una notte profonda
Nel tardo pomeriggio, in occasione dell’Open Day della Fiera, il pubblico ha potuto visitare in anteprima alcuni dei luoghi simbolo della cultura tartufigena: il Palatartufo, la Sala Fenoglio, il Centro Nazionale Studi Tartufo e il MUDET – Museo del Tartufo. Una finestra aperta sulle attività, gli spazi e le prospettive della Fiera, accolta da un pubblico sempre più internazionale.
A seguire, al Teatro Sociale “G. Busca”, l’intervento di Laura Rolle, semiologa e fondatrice di Deep Trend®, ha proposto una riflessione sul tema del “rispetto”, parola chiave della 95ª edizione della Fiera. Un talk denso di significati, che ha coinvolto anche figure istituzionali come Alberto Gatto, sindaco di Alba, Marco Gallo, assessore regionale alla Biodiversità e tartuficoltura, e Axel Iberti, presidente dell’Ente Fiera.
Insieme a loro, anche Antonio Degiacomi, presidente del Centro Nazionale Studi Tartufo, e Luca Sensibile, presidente della Giostra delle Cento Torri, hanno contribuito a delineare il valore culturale e simbolico del tartufo per il territorio albese.
Trifolao e tabui: la sfilata che inaugura la stagione
Il momento clou è arrivato in serata, con la suggestiva sfilata di trifolao e tabui – i tradizionali cercatori di tartufo e i loro inseparabili cani – che ha attraversato il centro storico, da piazza Ferrero a piazza Risorgimento, accompagnata dal progetto sonoro “Alba Sonora” curato dal compositore Filippo Cosentino. I suoni del bosco hanno avvolto la città in un’atmosfera sospesa, evocativa e profonda.
Allo scoccare della mezzanotte, il brindisi collettivo con Alta Langa DOCG ha celebrato l’inizio della stagione della cerca: un gesto corale che unisce agricoltura, spiritualità, eccellenza enogastronomica e senso di comunità.
Questa celebrazione – ha dichiarato Axel Iberti, presidente dell’Ente Fiera – non è solo l’apertura di un calendario, ma l’inizio di un racconto. Il tartufo è un messaggero di valori, di bellezza e di rispetto: vogliamo invitare tutti a vivere un’esperienza profonda e autentica.
L’impegno della Regione e il valore della tradizione
A sottolineare l’importanza dell’evento, anche le parole dell’assessore Marco Gallo, che ha illustrato le azioni messe in campo dalla Regione Piemonte per la tutela delle tartufaie e la valorizzazione del patrimonio tartufigeno:
Abbiamo avviato un piano di intervento su 41 comuni piemontesi, con azioni concrete per contrastare gli effetti del cambiamento climatico e preservare la produzione del tartufo, un’eccellenza che parla al mondo.
Antonio Degiacomi, presidente del Centro Studi, ha ricordato come “il Capodanno del Tartufo rappresenti anche un momento di sintonia tra Fiera, città e ambiente. La qualità del prodotto nasce dalla cura del territorio”. Infine, il sindaco di Alba Alberto Gatto e la vicesindaca Caterina Pasini hanno evidenziato il valore comunitario dell’iniziativa:
È stata una festa pubblica, partecipata, che vogliamo diventi un appuntamento fisso per dare il benvenuto a una stagione che rappresenta l’anima profonda di Alba
Un nuovo inizio nel segno del tartufo
Il Capodanno del Tartufo 2025 ha saputo coniugare memoria e futuro, ritualità e innovazione, offrendo alla città e ai visitatori un’esperienza che va oltre la semplice celebrazione gastronomica. Alba si conferma così non solo capitale del tartufo, ma luogo simbolico dove cultura, territorio e umanità si intrecciano.







