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Permacultura: come integrare l’uomo all’ambiente e ai suoi elementi
L’uomo non può vivere a lungo senza una agricoltura sostenibile e una gestione etica della terra. Attraverso l’applicazione di principi e strategie ecologiche, la permacultura riesce a ripristinare l’equilibrio dei sistemi alla base della vita. Secondo la definizione che si ricava dalla prefazione italiana, a cura dell’Accademia Italiana di Permacultura, del libro Introduzione alla Permacultura di Bill Mollison e Reny Mia Slay:
È un sistema di progettazione per realizzare e gestire una società sostenibile, è allo stesso tempo un sistema di riferimento etico-filosofico ed un approccio pratico alla vita quotidiana: in essenza, la permacultura è ecologia applicata
Può essere definita, in altre parole, come l’arte di progettare sistemi umani sostenibili copiando i modelli della natura e utilizzando il buonsenso che i nostri nonni avevano più di noi.
L’obiettivo
Un sistema di progettazione che integra l’uomo con l’ambiente e i suoi elementi con l’obiettivo di realizzare insediamenti duraturi simili a ecosistemi naturali. Il tutto tramite lo sviluppo di rapporti di sostegno tra i vari elementi dell’ambiente (morfologia, clima, terreno, acqua, vegetazione, animali) e i bisogni delle persone che sono chiamate ad applicare uno stile di vita “non predatorio” o parassitario.
Può essere anche definita come una sintesi tra ecologia, geografia, antropologia, sociologia e pianificazione il cui obiettivo è di progettare insediamenti umani con un sistema esteticamente valido, produttivo e sostenibile nel tempo con bassi costi di manutenzione, limitata produzione di scarti e inquinamento oltre a preservare o incrementare naturalmente la fertilità dei terreni e la biodiversità del sistema stesso.
La nascita della Permacultura
A metà degli anni ’70, Bill Mollison, naturalista australiano, e il suo allievo David Holmgren creano il termine “permanent agriculture” (agricoltura permanente) che fu tradotto in italiano con la parola perma-coltura. Successivamente si è adottato il termine permacultura in quanto l’agricoltura sostenibile si è evoluta in cultura sostenibile.

I due scienziati presero ispirazione da una serie di studi precedenti. Franklin Hiram King, nel 1911, nel suo libro Farmers of Forty Centuries: Or Permanent Agriculture in China, Korea and Japan definì Permanent Agricolture come un sistema agricolo che si può sostenere per un tempo illimitato. Seguirono poi le ricerche di Stewart Brand e l’esperienza dell’agricoltore Sepp Holzer, che mise in pratica un metodo di agricoltura ecologica in Austria, e quella del pioniere dei metodi di agricoltura naturale Masanobu Fukuoka e il suo libro La rivoluzione del filo di paglia.
Dal 1974 Mollison e Holmgren iniziarono a sviluppare un organico sistema agricolo sostenibile, basato sulla policoltura di specie arboree perenni, arbusti, specie erbacee, funghi e sistemi radicali. Nel 1978 pubblicarono il primo libro sull’argomento Permaculture One, seguito nel 1979 da Permaculture Two; è del 1988 il Manuale di progettazione, tradotto in italiano soltanto trent’anni dopo, nel 2018.
La Permacultura si basa su tre etiche e 12 principi
Etiche
- Cura della Terra (Earthcare)
Significa prestare attenzione a tutti gli esseri viventi e non, conservando la biodiversità e la capacità rigenerativa degli stessi. Fondamentale il ruolo del suolo fertile come riserva di ricchezze e base sulla quale si sostiene la vita del pianeta; occorre contrastarne il degrado. - Cura delle persone (Peoplecare)
Ogni progetto di sostenibilità ambientale non può svolgersi a discapito delle persone che vivono e lavorano in quel contesto. Occorre che le persone possano accedere alle risorse necessarie per la loro esistenza e che siano rispettati i loro diritti. - Condivisione delle risorse (Fair Share)
Mettere a disposizione tempo, denaro ed energia in surplus a favore della cura della terra e delle persone. Dopo aver soddisfatto i propri bisogni, l’eccedenza può essere occasione di condivisione.
Principi
I principi della Permacultura sono stati codificati da Holmgren. Nel tempo, grazie all’apporto di altri autori, sono stati presi in considerazione altri aspetti e il numero di questi principi è aumentato.
Ecco i 12 punti definiti da David Holmgren:
- Osserva e interagisci – L’attenta osservazione e interazione con la natura permette di progettare soluzioni adatte alla situazione specifica ottimizzando l’efficienza di un intervento umano e minimizzando l’uso di risorse.
- Raccogli e conserva energia – Raccogliere e conservare le risorse quando sono abbondanti per utilizzarle nei momenti di bisogno.
- Assicurati un raccolto – Assicurarsi che ogni elemento restituisca risorse veramente utili al lavoro che si sta svolgendo.
- Applica l’autoregolazione e accetta il feedback – Imparare ad accettare il riscontro fornito e scoraggiare le attività non appropriate affinché i sistemi continuino a funzionare bene. Le azioni di oggi hanno un impatto sulle condizioni future.
- Usa e valorizza risorse e servizi rinnovabili – Gestire al meglio le risorse che si rinnovano e rigenerano in autonomia per ridurre il consumo e la dipendenza dalle risorse non rinnovabili.
- Non produrre rifiuti – Evitare che i sistemi producano elementi non utilizzabili o utili e valorizzare tutte le risorse disponibili senza sprechi.
- Progetta dal modello al dettaglio – Iniziare la progettazione da uno sguardo di insieme osservando i modelli in natura e nella società e poi continuare con i dettagli.
- Integra invece di separare – Facilitare le interazioni tra gli elementi affinché questi lavorino insieme e si sostengano a vicenda.
- Piccolo e lento è più bello – I sistemi piccoli e lenti sono più facili da mantenere, usano meglio le risorse locali e producono in modo più sostenibile.
- Usa e valorizza la diversità – La diversità riduce i rischi di gran parte delle minacce e aiuta a beneficiare delle particolarità del territorio.
- Usa e valorizza il margine – Le zone di confine sono quelle in cui accadono le cose più interessanti e contengono gli elementi più preziosi e produttivi proprio grazie alle loro caratteristiche uniche.
- Reagisci al cambiamento e usalo in modo creativo – Sfruttare i cambiamenti a proprio vantaggio osservando attentamente e intervenendo al momento giusto.

In conclusione
Consapevoli che tutte le iniziative, siano esse piccole o grandi, possono contribuire alla salvaguardia della natura, e quindi del pianeta, e a implementare un’economia più giusta e solidale, la permacultura può essere utilizzata sia per la progettazione di una grande azienda agricola che per la gestione della propria economia domestica magari avviando una produzione alimentare sul balcone di casa.
La regola fondamentale è: prenditi la tua responsabilità. È necessario che ciascuno si prenda la propria responsabilità nella costruzione di insediamenti umani sostenibili: dalla produzione di cibo alla coltivazione della terra, dall’abitare alle relazioni sociali. E la permacultura offre gli strumenti per passare dalla cultura della paura e della scarsità alla cultura dell’amore e dell’abbondanza.
credit photo evidenza: Bec Hellouin, Gioca Permacultura







