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Matteo Thun e Gustav Thöni, un sogno condiviso che prende forma tra le montagne
C’è un luogo, ai piedi dell’Ortles, dove il tempo sembra scorrere più lentamente e dove le storie restano, sedimentate tra le rocce e il silenzio dell’alta quota. È qui che, a maggio 2026, l’Hotel Bellavista apre un nuovo capitolo della sua lunga storia, iniziata nel 1875.
A firmarlo è Matteo Thun, ma il cuore del progetto nasce da un legame ancora più profondo: l’amicizia con Gustav Thöni, leggenda dello sci nazionale e internazionale, membro della storica “valanga azzurra”, e anima di questo luogo insieme alla sua famiglia.
Non è solo un ampliamento, ma la realizzazione di un sogno condiviso
Un’idea coltivata negli anni che oggi prende forma in una nuova ala pensata come un “nido” tra le montagne: un’architettura leggera, fatta di legno, luce e silenzio, dove ogni spazio si apre verso il paesaggio e lo lascia entrare.
Grandi vetrate incorniciano le cime del Parco Nazionale dello Stelvio, mentre le nuove suite diventano rifugi sospesi, luoghi intimi in cui la natura non è sfondo, ma presenza viva. Anche il benessere segue questa filosofia: una piscina a sfioro che si affaccia sul canyon, saune immerse nel paesaggio, spazi dove acqua, fuoco e ghiaccio dialogano come elementi primordiali. Ad accarezzare lo scenario, le malghe, utilizzate durante l’estate per l’alpeggio del bestiame e la produzione di latticini.
Il dettaglio più emozionante è un altro: all’interno del progetto trova spazio anche la memoria della “Valanga Azzurra”, la stagione irripetibile dello sci italiano di cui Thöni è stato protagonista indiscusso. Non come celebrazione nostalgica, ma come racconto vivo, parte integrante di un luogo che continua a evolversi senza dimenticare le proprie radici.
In questo angolo di montagna, il lusso resta essenziale: spazio, silenzio e autenticità. E un’amicizia che, proprio come queste vette, ha saputo resistere al tempo.







