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Tra Tradizione Vinicola e Sostenibilità
Siamo nel cuore del Veneto, a Marano, in una vallata incastrata tra quelle di Negrar e quella di Fumane, tra i colli che affacciano sulla Pianura Padana. È la Valpolicella Classica, una delle zone italiane più rinomate per la produzione di vini pregiati. Ed è qui che è nata Terre di Leone, una realtà vinicola giovane che incarna l’essenza della tradizione e del rinnovamento del settore enologico italiano.
L’eccellenza di Marano
Tutto partì con l’ettaro di terreno che Leone aveva preso in zona Cotto, dove una volta sorgeva un vulcano, un terreno fertile dove si coltivava un po’ di tutto, dagli alberi da frutto all’orto, al frumento, e ovviamente alla vigna. Passano molti anni fino a quando quel terreno arriva nelle mani del nipote di Leone, Federico Pellizzari, che insieme a sua moglie, Chiara Turati, arrivata in Valpolicella alla fine degli anni ’90 e innamoratasi subito dell’atmosfera di quelle colline, decidono di dar vita al progetto Terre di Leone.
È il 1996, Chiara e Federico comprano altri terreni, 5 ettari in tutto, e costruiscono la cantina, concepita per gravità. Dopo anni di studi e sperimentazioni nel 2009 fanno uscire in commercio la prima annata di Amarone, la 2005.
Terre di Leone
Azienda conosciuta per la sua dedizione alla qualità, alla sostenibilità e alla valorizzazione del territorio, Terre di Leone nasce con l’intento di creare vini che raccontino la storia della Valpolicella, e la sua fondazione è stata guidata dalla passione per il vino e dal desiderio di creare un legame profondo con la terra, nel rispetto delle tradizioni e delle peculiarità locali.
In tutto questo i ruoli in famiglia sono subito chiari, Federico si occupa della vigna e della cantina, Chiara diviene invece l’ambasciatrice di Terre di Leone, percorrendo migliaia di chilometri in Italia e all’estero, per presentarne i vini.
L’arte del vino tra sostenibilità e tecnologie all’avanguardia
Oggi la proprietà si estende sulle colline delle Valpolicella, su 7 ettari destinati ai vigneti, su terreni di origine vulcanica, integrando tutte le varietà tipiche con le vecchie varietà autoctone storicamente allevate in zona classica, corvina, corvinone, rondinella, molinara e oseleta.
Una delle sue particolarità è il fruttaio, in versione moderna, dove si cerca di ricreare grazie alla tecnologia le condizioni ambientali tipiche degli inverni della Valpolicella Classica, quando esternamente non sono così.
Oggi l’azienda produce circa 50.000 bottiglie all’anno, in due linee, Terre di Leone, con vini più fini ed eleganti, e Il Re Pazzo, nata nel 2011 in onore al nonno e con vini più immediati e semplici, entrambe nelle tipiche versioni di Valpolicella Classico Superiore, Ripasso e Amarone della Valpolicella, le cui uve riposano fino a 120 giorni dopo la vendemmia di ottobre, proprio come faceva nonno Leone. A loro si aggiunge “un infiltrato”, Veneto Igt Rosso Terre di Leone Dedicatum, prodotto con 14 uvaggi diversi, quelli trovati da Federico e Chiara quando hanno ereditato il primo ettaro.
“Volevamo seguire uno stile ben preciso, cercando la qualità sia in campagna che in cantina, volevamo rispettare la tradizione nella produzione dei vini, ben sapendo di vivere nel 2000 e che le filosofie estreme non dovevano compromettere l’attento e duro lavoro nei campi. La tecnologia è necessaria ma va gestita, serve “solo” ad accompagnare il vino nel suo cammino perché bisogna sempre ricordare che esso nasce in campagna dalla terra e bisogna pensare a come sarà già quando si vendemmia. Ecco come siamo nati, è stata la passione per questa terra, il rispetto della tradizione storica, e la volontà di far parte di un qualcosa di più grande, di poter parlare a modo nostro di questa valle”.
Custodi di una tradizione vinicola con uno sguardo al futuro
Terre di Leone non è solo un esempio di eccellenza enologica, ma anche un modello di sostenibilità, avendo investito in pratiche agricole rispettose dell’ambiente, riducendo l’uso di sostanze chimiche e adottando tecniche di coltivazione biologiche e biodinamiche. La cura per l’ecosistema e il rispetto per il ciclo naturale delle piante sono valori fondamentali per l’azienda, che punta a produrre vini di alta qualità, ma senza compromettere la salute del suolo e dell’ambiente circostante.
Il paesaggio mozzafiato di Marano, caratterizzato da vigneti che si alternano a boschi, uliveti e coltivazioni agricole, è il contesto perfetto in cui si coltivano le uve per i vini di Terre di Leone. Ed è qui, dove la tradizione agricola è radicata da secoli, che l’azienda si inserisce in questo scenario come custode di un sapere che si tramanda di generazione in generazione, rappresentando una sintesi perfetta tra il passato e il futuro della viticoltura veneta.
La passione per il territorio, l’attenzione alla qualità e l’impegno verso la sostenibilità rendono quest’azienda una delle eccellenze nel panorama enologico della Valpolicella, e i vini di Federico e Chiara non sono solo una testimonianza di tradizione, ma anche una promessa per il futuro, in grado di raccontare la storia e la bellezza di una terra straordinaria, attraverso ogni bottiglia.








