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L’Appuntamento Soave 2026, curato dal suo Consorzio di Tutela, e dedicato alle migliori interpretazioni dell’iconico vino bianco italiano, si è svolto quest’anno all’interno della Biblioteca Capitolare di Verona
La Capitolare
A oggi rappresenta la più antica biblioteca al mondo ancora in funzione con la sua collezione di oltre 1200 manoscritti, di cui una parte realizzata dai monaci amanuensi. L’opportunità di una visita guidata al salone principale e alle sale attigue, in cui i nostri sguardi si sono posati sulle teche contenenti antiche pergamene, preziosi volumi, tra cui anche alcuni di Galileo e Tolomeo, oltre ad altri oggetti antichi dedicati agli astri, dipinti. Questo percorso ci ha lasciato ammirati dalla meraviglia delle opere, dal suo valore culturale, dalla preziosità della raccolta.

Una breve pausa seguita dalla masterclass “Il Soave, tra freschezza e longevità”
Confortati da un breve pasto da Al Duomo Antica Osteria a Verona, con tagliatelle con ragù di vitello abbiamo fatto ritorno da La Capitolare per la masterclass dal titolo “Il Soave, tra freschezza e longevità”, condotta da Robert Camuto, giornalista americano e critico enologico, già firma di Wine Spectator, e da Cristian Ridolfi, Presidente del Consorzio Soave. Una masterclass che ha voluto raccontare le diverse anime del Soave partendo dalle UGA (Unità Geografiche Aggiuntive), in un viaggio trasversale da ovest (suolo calcareo) a est (suolo vulcanico), e dalle annate più fresche a quelle più evolute, a dimostrazione della notevole capacità del Soave di evolvere nel tempo. Una fotografia istantanea del livello qualitativo che la denominazione presenta oggi.
Segue la presentazione delle sette etichette che ci hanno colpito di più anche per altre caratteristiche: dai diversi suoli a modalità di raccolta, da vigneti antichi a chiusure con tappo a vite.

I sette vini che ci hanno colpito di più
Castel Cerino Soave Classico Doc 2021, Coffele
Biologico, ottenuto da sola Garganega, su suoli calcarei nella UGA Castel Cerino che da il nome a questa etichetta, fa una vinificazione in acciaio ed è chiuso con tappo vite. Dopo un giallo paglierino con riflessi verdolini, ha al naso note di agrumi delicati, frutta come mela verde, erbe aromatiche tra cui la salvia, per chiudere con un tocco iodato. Al palato è sapido, glicerico, fresco, di buona persistenza, con un retrogusto ammandorlato.
Suavia Soave Classico Doc 2024, Monte Carbonare
Ottenuto da sola Garganega, un’età media di circa 60 anni, su suoli vulcanici della UGA Carbonare, è chiuso anch’esso con tappo vite, con una vinificazione in acciaio e 12 mesi sulle fecce fini. Dopo un giallo paglierino luminoso, ha un naso dove dopo gli agrumi tra cui pompelmo, ha sensazioni di erbe, fiori di campo, miele, per poi avere un accenno di pietra focaia, oltre a un accenno di nocciola. Al palato ha grande freschezza e sapidità, molto persistente con una beva di personalità.
Gini Soave Classico Doc 2021 La Froscà
Biologico, ottenuto dall’omonima UGA, da vigne di 90 anni di Garganega che si trovano su suolo vulcanico, con tufo e rocce basaltiche. Viene fermentato parte in acciaio, parte in botti di rovere di almeno tre anni, dove poi affina per 8 mesi sui propri lieviti di fermentazione. Dopo un giallo paglierino intenso, al naso esprime una chiara matrice minerale che si affianca a sentori di agrumi come limone e pompelmo, di frutta come pesca e mela gialla, di mandorla. Al palato è sapido, glicerico, fresco, equilibrato e molto persistente.
Monte Grande Soave Classico Doc 2023, Prà
Ottenuto da 70% Garganega, 30% Trebbiano di Soave, con il primo a pergola veronese e il Trebbiano di Soave con guyot, una resa di 50 ettolitri/ettaro, su suoli vulcanici. L’UGA è quella che da il nome al questo vino. Il Trebbiano di Soave viene raccolto all’inizio settembre, mentre per la Garganega avviene il taglio del tralcio con la prima luna calante del mese. Dove poi appassiscono per circa un mese in pianta, per poi essere raccolta a metà ottobre. Fermenta in acciaio, per poi affinare in botti grandi di rovere di Allier da 30 ettolitri per 10 mesi. Dopo un colore dorato luminoso, ha un naso complesso di agrumi con zest di linone, seguiti una nota vegetale tra cui di foglia di pomodoro, con a chiudere una nota di mandorla. Al palato è decisamente sapido, fresco, concentrato, lungo con un finale di mandorla e vaniglia.
Runcata Soave Superiore Docg 2023, Tenuta Corte Giacobbe
Ottenuto dalla UGA Roncà del Monte Calvarina, da Garganega con impianti misti da 10 a 70 anni, su suoli vulcanici e basaltici, una vendemmia in due passaggi. Dopo la fermentazione affina sui propri lieviti tra botti grandi da 20 ettolitri e tonneaux per 12 mesi, seguiti dopo l’imbottigliamento da altri 8. Dopo un colore giallo dorato, ha un naso con profumi floreali di ginestra, fiori di mandorlo e camomilla, fruttato di pesca, albicocca, erbe aromatiche come salvia e rosmarino, poi vaniglia e zolfo. Al palato ha struttura, è secco, fresco, sapido, con una sensazione di morbidezza data dall’affinamento in legno, ha lunghezza.
Perinato Soave Classico Doc 2024, Gianni Tessari
Ottenuto dall’UGA Pigno, da sola Garganega, cresciuta su suoli vulcanici, una resa di soli 60 ettolitri per ettaro, in cantina fermenta e affina in tini da 20 ettolitri di rovere dove resta tra gli 8 e 10 mesi. Dopo un colore giallo paglierino con riflessi dorati, ha un naso di agrumi tra cui il mandarino che si percepisce leggermente amaro, una sensazione iodata, poi erbe aromatiche, una sensazione floreale d’acacia. Al palato è prima sapido, poi fresco in un equilibrio bilanciato, con una buona persistenza.
Calvarino Soave Classico Doc 2011, Piero Pan
Ottenuto dalla zona divenuta poi UGA Colombara, da viti di Garganega per il 70%, Trebbiano di Soave 30%, dai 20 ai 50 anni d’età, su suoli vulcanici, ricchi di tufo e rocce basaltiche. Prodotto per la prima volta nel 1971 è stato il primo vino da singolo vigneto d’Italia. Inoltre fa parte di un antico fondo acquistato dalla famiglia nel 1901. Dopo una vendemmia in doppio passaggio, prima del Trebbiano poi della Garganega, fermenta e affina in cemento vetrificato, per 12 mesi sui suoi lieviti fini con batonnage. Esordisce con un colore dorato scarico, poi al naso profuma di miele, agrumi, albicocca, poi di nocciola sino agli idrocarburi. Al palato è sapido, glicerico, fresco, decisamente persistente. In poche parole il modo migliore di chiudere questa speciale degustazione.

Conclusioni
Gli altri vini proposti di Le Battistelle 2024 e La Cappuccina 2024 hanno l’UGA Brognolino, Balestra Valdi 2021 l’UGA Sengialta, Collis Heritage 2024 e Bolla 2024 hanno l’UGA Castellaro, Vicentini Agostino 2024 ha l’UGA Monte di Colognola. Il quadro complessivo tracciato dalla masterclass racconta di un bianco in grande spolvero, realizzato sia da sola Garganega che con una percentuale di Trebbiano di Soave, di annate tutte dall’ottimo profilo.
credits photo: vino @GiovannaMoldenhauer; Biblioteca @IvanRossi







