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Realizzato con uve autoctone e prodotte da Cantine Volpetti, OraX è stato presentato quest’anno come l’aperitivo che apre la strada a un nuovo modo di intendere il cocktail
OraX è il preludio a un fenomeno che coinvolgerà le realtà locali, sdoganando quella che è la ricetta ormai consolidata nella mixology che ha sbaragliato il mondo del bere e fa concorrenza ormai da anni aad altre bevande, senza confronto. Ma desso è arrivato il momento di raccontare un’altra storia.
OraX e OraX Hugo
Cantine Volpetti, realtà laziale del territorio di Ariccia, ha avuto il coraggio e la volontà di andare oltre e pensare alle uve tradizionali che animano il paesaggio vitivinicolo del centro Italia. Dalla base di Malvasia Puntinata, più blasonata della vicina di ettaro Malvasia di Candia, è partita puntando alle botaniche tradizionali, con una sperimentazione che non si è fermata ai primi traguardi.
Per l’occasione abbiamo incontrato l’artefice del progetto e il sommelier che lo accompagna nelle degustazioni e nella sperimentazione di aromi e sentori sempre nuovi. Mauro Volpetti, attuale titolare dell’azienda, e Mara Cesaroni, genio e follia della mixology.

OraX è stata realizzata in due versioni, una simile all’Aperol, che ne ricalca in parte il colore e l’aspetto ma che sprigiona sapori propri di una sua personalità e versatilità che a dispetto delle attese, può ben concorrere a soppiantare o perlomeno affiancare i bitter più noti. La base di Malvasia viene arricchita da botaniche come genziana, china, rabarbaro, infine agrumi ed in particolar modo da scorze di arancia. Ma Volpetti non si ferma qui, perché nella sua gamma è presente anche lo spumante, Gran Cuvée Spumante Extra Dry (metodo Martinotti) che si mescola al bitter per creare una bevanda piacevole, poco alcolica e dissetante, dal tipico sapore amarognolo.
La versione bianca dell’aperitivo firmato Volpetti è OraX Hugo, prevede la base alcolica composta dal vino di uve Malvasia Puntinata con aggiunta di zucchero ed infusioni di fiori di sambuco freschi. Il nome è chiaramente legato al noto aperitivo Hugo, che da sempre è molto fresco, dissetante, da consumare con aggiunta di spumante e soda. Tra i sentori dominano sambuco, frutta fresca, frutti tropicali e pompelmo. Il sapore è meno amaricante ma regala una buona densità di beva ed è molto appagante.

Il titolare, Mauro Volpetti, ha confermato che “Hugo Spritz realizzato con il nostro aperitivo ha avuto un grande successo a New York, dove sta andando molto bene. È stata une vera sorpresa ed è diventata la moda dell’estate 2026”.
Grandissimo il successo anche in casa, il pubblico lo ha apprezzato e lo ha gustato con immediatezza, riconoscendo subito l’intento di una bevanda alla portata di tutti.

Le linee dei vini
Volpetti non è nuovo nel panorama vinicolo e nella sua produzione vanta un numero considerevole di etichette, con le diverse linee da Le Piantate a Feudi dei Papi, andando ad abbracciare la neonata Roma Doc e la linea classica con Frascati Doc e Docg, chiaramente puntando tutto sulle uve tradizionali, quindi Trebbiano, Malvasia, Greco e Bellone e per i rossi Cesanese e Montepulciano, per gli internazionali il Syrah. In tutto venti ettari per 150mila bottiglie, esportate in tanti paesi nel mondo, dall’Europa fin oltre oceano, Stati Uniti e Canada.

Una storia che inizia nel lontano 1958, quando la famiglia Volpetti, l’unica all’epoca, si fa portatrice di un nuovo modo di fare il vino, scegliendo la qualità e scapito della quantità e delle scorciatoie, per valorizzare i prodotti dei Castelli Romani.
Volpetti e la gastronomia del centro Italia
Le vie di Volpetti sono infinite (o quasi), perché il nome non è nuovo nel panorama gastronomico e vanta una storia partita nel lontano Ottocento. Nel 1870 l’Italia si univa e la famiglia Volpetti si spostava da Nortosce, Umbria – maestri della norcineria, erano padroni di un casale soprannominato la Fabbrica dè Volpetti – e si stabiliva a Roma aprendo una piccola bottega al dettaglio a Campo Marzio. Hanno portato l’arte della salumeria nella capitale, ramificandosi nel settore gastronomico, e oggi il brand brilla nella splendida sede di Via della Scrofa a Roma, un posto dove romani e turisti si affacciano sempre, accolti dal dialetto romanesco gioioso e sarcastico, tra tartufi freschi e formaggi stagionati anche cento mesi. Se la città dovesse fregiarsi di sapori e profumi, sarebbero quelli del pecorino, del prosciutto tagliato a mano, di quell’arte sopraffina che oggi ormai poche mani sanno trattare.
Una breve riflessione
Tra passato e presente esiste l’innovazione, il saper reinventare come Cantine Volpetti ha fatto con questo nuovo bitter. Un modo per non piegarsi alle mode ma dettarle, nel nome della tradizione che è l’uva da cui sono partiti e la creatività nell’aggiunta delle botaniche nelle misure esatte per creare un aperitivo competitivo. Presentato all’ultima edizione del Vinòforum a Roma, OraX di Cantine Volpetti è stato anche protagonista all’evento Roma Bar Show, alla Nuvola di Fuksas, una delle fiere più importanti dell’anno per mettere insieme gli attori dell’industria del beverage e il mondo della mixology.







