Tenuta Lungarella 

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Tempo di Lettura: 6 minuti

C’è del fermento nel Lazio e si chiama Tenuta Lungarella 

Il nuovo tracciato della produzione vitivinicola nel Lazio è a Poli, piccolo borgo tra Tivoli e Palestrina, e si chiama Tenuta Lungarella. Dai vini all’accoglienza attraverso la cultura e la storia dei dintorni. La strada per Tenuta Lungarella passa da Roma e si dirige a Tivoli, nota per le ricche ville romane, zona di storia e produzione locale, tradizioni secolari e quadri paesaggistici ricchi di tufo. La natura vulcanica dei terreni è ben visibile già dal percorso in auto per arrivare alla tenuta, dove si aprono ampi scorci protetti dai Monti Lucretili e Prenestini. Siamo a Poli e qui Marino Lulli, ormai in pensione e attratto dalla bellezza dei luoghi, e i figli Luigi e Alexander hanno realizzato un piccolo gioiello vitivinicolo e tanta accoglienza calorosa che sanno comunicare in modo giovanile e immediato. 

La storia 

Da un’idea nata non per caso ma per voglia di intraprendere un percorso inedito, la famiglia Lulli ha acquistato quel terreno dove oggi sorge l’azienda, con caratteristiche che da sole sono bastate ad innescare il progetto. Esisteva già un edificio diroccato, la natura ha aiutato e il resto è arrivato con una ricerca che uscisse da percorsi già tracciati, andando a prendere forme proprie. Con la consulenza dell’agronomo Alessandro Bisleti e l’enologo Alessandro Marotta, all’oggi si contano due ettari vitati e sette complessivi. 

La matrice vulcanica nella parte bassa e la roccia calcarea in alto, arriviamo a 450 metri circa sul livello del mare, hanno una resa ottima, in una zona dove la viticoltura ha ispirato una narrativa ancora relativamente breve. Nel 2014 la famiglia Lulli ha scelto di impiantare le varietà che fossero più vicine alla sensibilità del luogo, senza pregiudizi. Non hanno voluto cedere alla Malvasia, come accade nella zona dei Castelli, e nemmeno al fascino del Bellone, che sarebbe andato comunque bene; quindi, hanno optato per un Vermentino che è molto simile a quello toscano. 

Il Montepulciano, altra varietà presente, per adesso serve come base a un ottimo Metodo Martinotti, accanto al Cesanese che ha carattere e forza per sottrarsi alle mode del mercato e rivelarsi, in questo contesto, in ottima forma. Risale al 2017 la prima vendemmia. Bei muretti a secco realizzati dalla famiglia incorniciano un paesaggio uniforme e ben curato, disegnando un orizzonte magnifico soprattutto all’ora del tramonto.

Tra questi filari si riescono a tenere i ritmi tipici della raccolta, dai primi di settembre e metà ottobre, in base alla stagione, al caldo e le piogge. Luigi Lulli, che ci accompagna in una lunga passeggiata tra i vigneti, si accorda alla natura, senza forzature e assaggiando le uve mentre maturano, ascoltando i vecchi agricoltori che danno dritte e consigli “un giorno, un vecchio contadino della zona di grande esperienza mi disse di raccogliere racconta Luigi – anche se eravamo in un periodo molto caldo, quando noi volevamo aspettare per far acquistare al rosso qualche grado, lui mi disse ormai la terra è fredda”. Aveva capito che sarebbe stato meglio vendemmiare prima che arrivasse la pioggia. E così abbiamo fatto. 

Cantina e produzione

La produzione prevede circa 18 mila bottiglie, e questi numeri permettono anche una certa sperimentazione, i piccoli quantitativi danno ancora sponda per qualche ricerca in vigna. La cantina è piccola ma attrezzata. All’interno la pigio-diraspatrice, le vasche di acciaio per la macerazione dei rossi e i rimontaggi, per i bianchi e i rosati ci sono i contenitori dedicati ai mosti e la pressa per dirimere le parti liquide dalle solide. La vinificazione avviene a freddo, in particolare per il rosato si prevede una criomacerazione con le bucce per un’ora. Lo spumante non è figlio di macerazione, ma solo di un contatto brevissimo con la buccia. In cantina ci sono due botti di legno da 300 litri, poco più grandi delle barrique, per favorire lo scambio di ossigeno con l’esterno. “L’intento è non arrivare a una forte sensazione di legno, si deve solo consentire uno scambio leggero, per rispondere a una domanda che all’oggi si orienta su questi canoni”.

Le vendite sono rivolte a piccole realtà, enoteche, ristoranti, ma sono gli eventi in azienda a colpire il consumatore, perché è con un contatto diretto che le persone colgono l’impegno e la dedizione della famiglia al vino e alla volontà di comunicarlo bene. 

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Famiglia Lulli

Accoglienza e dintorni

Quattro appartamenti ben attrezzati con 4/5 posti letto ciascuno saranno a breve ultimati. Le visite nei dintorni possono spaziare tra Tivoli e Palestrina “ ciascun borgo ha proprie caratteristiche e peculiarità – spiega Luigi – e da qui si arriva a Castel San Pietro Romano definito Borgo del Cinema, dove un tempo girarono Pane Amore e Fantasia e di recente altri film e sketch come il video di Checco Zalone sul patriarcato”. Non dimentichiamo Capranica Prenestina a 900 metri di altezza e il Monte Guadagnolo a 1300 metri dove troviamo il Santuario della Mentorella, la Madonna Nera, sede dei padri polacchi e dove risiedeva anche Woytila prima di diventare papa. “Quando fu eletto, un autista lo accompagnò a velocità che non sarebbero consentite su queste strade piene di curve. Quando è tornato, lo ha voluto incontrare per ringraziarlo”. Tra i sentieri anche uno dedicato al Papa polacco e, sempre in questa zona, quello che definiremmo un santuario per i climbers che vengono ad arrampicare in queste falesie. 

“A Palestrina c’è anche il tempio della Fortuna Primigenia, dove venivano i pellegrini a chiedere all’oracolo lumi sul futuro. Oggi si svolgono anche visite guidate notturne”. A pochi chilometri dalla tenuta si trova una villa storica oggi di proprietà tedesca, dove l’anno scorso hanno alloggiato turisti da 34 paesi diversi. “L’affluenza di stranieri è enorme, si spostano in maniera a dir poco compulsiva: una mattina un gruppo ha chiesto un pulmino all’alba e poi abbiamo scoperto che erano andati a Venezia, andata e ritorno in giornata”. 

Chiediamo a Luigi se esiste collaborazione tra i produttori locali, “si è molto forte ma non è sempre facile. In azienda ho voluto incontrare quattro commercianti di Poli, e mi sono messo d’accordo per uno scambio vantaggioso per tutti. Accanto ai vini ci saranno la pizza e il salame di produzione locale, poi un assaggio di coppa tipica di queste zone”. I residenti dei dintorni e i produttori si impegnano a comunicare per promuovere e attirare i visitatori da fuori, ma per farlo, bisogna raccontare il territorio nel modo giusto. Da soli è impossibile. “Evitiamo il turismo mordi e fuggi”. 

Andiamo ad assaggiare i vini, nuovo slancio per un Lazio che scalpita e vuole farsi conoscere, e Tenuta Lungarella ne è un ottimo esempio, con una visione ampia e aperta anche ai giovani, grazie a una comunicazione snella e invitante.

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Spumante Brut Rosato 2024

Uve Montepulciano, a contatto con i lieviti per circa 90 giorni. L’assaggio del metodo Charmat o Martinotti è molto gradevole, degustato prima della cena, sulla terrazza che strizza l’occhio alla vallata che dolce scende fino al mare. Il verde dei vigneti risplende sotto gli ultimi bagliori del sole, e la bollicina fine e cremosa dello spumante accompagna la serata. All’olfatto sentori di erbe aromatiche e piccoli frutti rossi di rovo che richiamano a un cenno di grafite. Il sorso è pieno, appagante, le note profonde del Montepulciano si sposano a una buona mineralità, freschezza che riempie il palato. L’avvolgenza e la vivacità della beva sono incantevoli. 

Julius Igp Lazio Rosato 2023

Da uve Cesanese, dal colore rosa cipolla tenue molto elegante. “Una sera una signora ci chiese la bottiglia per decorare la tavola, tanto le piaceva il colore, non lo aveva nemmeno assaggiato – ci racconta Luigi. Un’ottima freschezza al naso e al palato, note sapide danno il braccio a sentori floreali e fruttati, lampone e susina matura, fragoline, sussurri di sottobosco e corteccia. Si chiude con vellutate note di nocciola. Equilibrato e pulito. 

Julius Igp Lazio Cesanese 2022

Da uve Cesanese nella varietà più territoriale e meno muscolare rispetto alla zona del Piglio, si esprime con franchezza e decisione, con colore rosso intenso e brillante, le note al naso immediate di frutta rossa, amarena in confettura, marasca, con cenni di speziatura e note scure. Ampio grazie alla sosta per nove mesi in acciaio, ci sorprende la verticalità. Vino che rispecchia profondamente il territorio di origine. 

Julius Igp Lazio Rosato 2024

Un anno dopo questo rosato ha tutta la freschezza e vigoria di un gran vino, elegante e morbido, davvero di carattere. Sentori avvolgenti al naso con lieve nota glicerica, apre il sorso con fragranti frutti come melograno, ribes, bacche piccole, sostenuto da un ricco orizzonte agrumato. La persistenza è buona e con caratteristica minerale lunga e appagante.

Julius Igp Lazio Rosso 2020 

Da uve Cesanese, l’orgoglio dell’azienda, rosso di gran carattere e audacia sensoriale. Passa nove mesi in botte usata, respira il legno senza assorbirne la parte predominante, si affina e si leviga al punto giusto, per raccontare storie e tradizione di un sentire antico. Il colore rubino intenso ci apre la strada a un viaggio percettivo memorabile, compatto alla vista, si dispiega al naso con note pulite, balsamiche. In bocca scorrevole e dal tannino ben fatto, parte di corteccia, sottobosco, resina, si addentra in note fruttate, balsamiche, boiserie e tabacco in chiusura. Un vino sontuoso e affascinante per la sua gradevolissima mineralità in chiusura. 

Osservare il cielo 

L’azienda permette anche di intrattenersi dopo la cena, illuminati dalla luna, i vigneti sono ancora più belli, con le loro screziature argentee. Un astrofilo messo a disposizione da Luigi e la sua famiglia è attrezzato con un telescopio e racconta di luna e di stelle e pianeti nell’universo, mentre gli astanti, seduti su comode coperte, ascoltano inebriati dal vino. Sembra una scena d’altri tempi, dove luogo spazio e orologi perdono le coordinate e, attraverso una lente, è possibile immaginare e sognare, cosa rara come mai prima d’ora. 

Ringraziamo per la meravigliosa accoglienza e il piacere insolito di un’esperienza totalizzante e unica. Con Luigi Lulli, il papà Marino e il fratello Sasha che potete vedere in foto. 

 

credit photo: azienda e autrice

 

 

Susanna Schivardi 

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