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Storia, territorio e innovazione: Mintriga, il progetto che valorizza la menta piemontese attraverso una filiera che parte dai campi e arriva alla trasformazione
Nella zona del Pancalierese la menta fa parte del paesaggio, della memoria agricola e dell’economia locale. D’estate, nella pianura a sud di Torino, ci sono momenti in cui il paesaggio si riconosce prima ancora di essere visto. È il profumo a raccontarlo. Quando nei campi si lavora la menta, l’aria cambia e porta con sé quell’aroma fresco e balsamico che da generazioni appartiene a questa parte di Piemonte.
È qui, a Osasio, che nel 2023, grazie ad Alberto Ferrero e all’amico e socio Loris Bergese, nasce Mintriga, un progetto che unisce agricoltura, trasformazione e identità piemontese. Non una storia costruita lontano dal territorio e poi portata qui, ma un percorso che parte proprio dalla terra: dalla coltivazione della Menta Piperita Piemonte e dalla volontà di trasformare una materia prima profondamente legata al territorio in qualcosa di nuovo.

Una pianta, un territorio e una storia agricola antica
La menta non è una coltura qualunque da queste parti. Il Pancalierese, conosciuto anche come “Isola d’erba”, è uno dei territori storicamente vocati alla coltivazione delle erbe officinali. La sua presenza è documentata da lungo tempo e la tipica menta coltivata nell’area è legata a un patrimonio agricolo tutelato anche attraverso precise regole di produzione dell’olio essenziale. Il piccolo comune di Osasio rientra proprio nell’area individuata dalla normativa regionale per la sua coltivazione, destinata alla produzione dell’olio essenziale.
Alberto conosce bene questo mondo, perché già proprietario di un’azienda agricola che coltiva la menta e lavora le erbe aromatiche. L’idea di Mintriga nasce così quasi naturalmente, ma con un’ambizione precisa: non limitarsi a vendere una materia prima, bensì costruire attorno ad essa un’identità riconoscibile.

Il marchio arriva sul mercato nel 2023, dopo un percorso di sperimentazione durato circa tre anni. Accanto a lui c’è Loris, responsabile della parte commerciale. Il nome stesso gioca tra il mondo internazionale e quello piemontese: “mint”, menta in inglese, si incontra con “riga”, richiamo a un’espressione dialettale piemontese utilizzata per qualcosa che incuriosisce, prende, appassiona.
È una sintesi che racconta bene la filosofia dell’azienda: radici molto locali e uno sguardo che non vuole fermarsi ai confini del Piemonte.
Dalla terra al prodotto
Il cuore del progetto rimane naturalmente la menta coltivata a Osasio. Mintriga segue direttamente le diverse fasi della filiera, dalla coltivazione alla trasformazione, con l’obiettivo dichiarato di mantenere il controllo sulla materia prima e sulla sua tracciabilità. La scelta produttiva punta a valorizzare l’olio essenziale grezzo ottenuto dalla Menta Piperita Piemonte. È un elemento centrale del carattere del prodotto e, soprattutto, del racconto che l’azienda vuole costruire attorno alla propria materia prima.
Anche l’estetica guarda al passato, la bottiglia del prodotto principale richiama lo stile Liberty, una scelta tutt’altro che casuale: proprio i primi decenni del Novecento rappresentarono uno dei periodi più importanti per la coltivazione e la trasformazione della menta piemontese. L’etichetta riporta inoltre l’annata legata al periodo di coltivazione, creando un collegamento diretto tra il contenuto e il ciclo agricolo da cui nasce.

Ma Mintriga non si ferma al liquore. Nel catalogo è entrato anche Mintriga 00, uno sciroppo naturale di Menta Piperita Piemonte, oltre a prodotti legati alla dimensione olfattiva della pianta, come il profumatore per ambiente realizzato con olio essenziale di menta piemontese. È forse questo uno degli aspetti più interessanti dell’evoluzione del progetto, la menta non viene considerata soltanto come ingrediente, ma come una materia prima capace di raccontare il territorio attraverso prodotti differenti.
Un Piemonte che guarda fuori
La sfida di Mintriga è quindi quella di trasformare una coltura profondamente locale in un’identità contemporanea. È una filosofia che i fondatori hanno definito “glocal”: partire da una materia prima legata a un territorio preciso per costruire qualcosa che possa essere riconosciuto anche al di fuori di quel territorio.
È un percorso particolarmente interessante in una regione come il Piemonte, dove il rapporto tra prodotti agricoli e identità territoriale è spesso molto forte. Qui, però, il punto di partenza non è una denominazione vinicola o una specialità gastronomica già affermata: è una pianta aromatica che per decenni ha fatto parte del paesaggio agricolo di questa pianura. E forse è proprio questo il tratto più piemontese della storia di Mintriga. La capacità di prendere qualcosa che appartiene alla quotidianità di un territorio, conoscerlo profondamente e provare a dargli una nuova forma.
A Osasio la menta continua così a crescere nei campi ma, oggi, attraverso aziende come Mintriga, quella stessa pianta prova anche a raccontare il luogo da cui arriva con un linguaggio diverso; non soltanto agricolo, ma imprenditoriale, contemporaneo e aperto a nuovi mercati.








