Alice Paillard

Tempo di Lettura: 3 minuti

Passione e competenza

Incontriamo Alice Paillard, direttrice generale, sin dal 2018, della Maison di famiglia, fondata nel 1704 e resa nel 1981 quello che rappresenta oggi dal padre Bruno che ha allora personalizzato il marchio aggiungendo il suo nome di battesimo al cognome.

La sua formazione e il suo inserimento nel team

Dopo una laurea magistrale in management, con un anno svolto presso Cà Foscari a Venezia, un master sul commercio internazionale, due esperienze annuali tra Londra e New York, è rientrata nel 2007 in Champagne diventando quell’anno parte attiva sia in campagna che in cantina, iniziando al tempo stesso a imparare l’arte dell’assemblage. Nei cinque anni successivi ha continuato queste attività seguendo anche alcuni mercati esteri.

Come è diventata un personaggio degno di nota

In questo modo ha saputo dopo i suoi studi e le sue esperienze internazionali, coniugare il patrimonio della tradizione con una visione contemporanea, la passione con la competenza, la famiglia, essendo madre di tre figli, con il suo successo imprenditoriale. La sua storia racconta anche di un’instancabile attività di apprendimento, tra i mercati francesi e quelli internazionali, una profonda conoscenza del settore, sostenuti da un carattere forte e determinato, che l’hanno portata a essere un personaggio degno di nota nel mondo dello champagne.

I principi rigorosi che guidano la Maison

Prima di presentare la maison evidenziamo quali sono i principi rigorosi alla base della filosofia di produzione avviati dal padre Bruno e proseguiti con lei. Tutto ha inizio in campagna dove viene praticata una viticoltura lenta e sostenibile, certificata, senza uso di pesticidi ed erbicidi, utilizzando invece arature leggere, suoli erbosi e compost organico. In cantina vien fatto un uso esclusivo della prima spremitura, con l’80% del succo più puro.

Tutti i loro champagne sono composti tra il 25 e il 50% di vini di riserva, conservati in una «riserva perpetua» sia in vasche d’acciaio che in botti di legno, risalenti fino al 1985. In questo modo i vini più vecchi educano quelli più giovani oltre a conferire maggiore complessità all’assemblaggio. Grande attenzione è fatta anche al dosaggio mantenuto sempre extra-brut, con meno di 6 g/L, per preservare la purezza del vino. Inoltre tutte le cuvées beneficiano di un invecchiamento sui lieviti particolarmente lungo, da 3 a 12 anni, e di un ulteriore periodo di maturazione post-sboccatura che va da 6 a 18 mesi.

I loro vigneti

Essi si estendono su 25 ettari da cui ottengono il 50% dell’approvvigionamento di uve. Una superficie composta da 89 parcelle ripartite su 19 crus, di cui 6 sono Grand Cru e 5 Premiers Crus, siti su terreni ricchi di gesso come sulle Montagne de Reims, all’inizio della Vallée de la Marne, nella Côte des Blancs, ne Les Riceys della Côte des Bar. In ognuno di essi la posizione geografica del vigneto, l’orientamento delle parcelle, la natura dei suoi suoli determinano quale varietà è stata impiantata tra il 50% di Pinot Noir, 37% di Chardonnay e 13% di Meunier. Attualmente l’età media del vigneto è di 32 anni. Il resto proviene da coltivatori fedeli che collaborano con la Maison sin dal 1981. Un altro aspetto importante è che le cuvée sono ottenute da un assemblaggio di oltre 30 prestigiosi crus, vinificati separatamente, di cui una percentuale viene affinata in botti di rovere usate.

L‘etichetta rappresentativa

Champagne Bruno Paillard – Blanc de Blancs 2015

Ottenuto esclusivamente dalla prima spremitura dei Grand Cru e dei Premier Cru della Côte des Blancs, di cui il 25% ha fatto un passaggio in piccole botti di rovere invecchiato nella prima fase della vinificazione, nella seconda fermentazione è rimasto per più di 7 anni sui lieviti, per poi essere sboccato con un dosaggio extra brut di 3 g/L, avendo poi un ulteriore riposo in bottiglia di minimo 24 mesi dopo la sboccatura. La sua etichetta, modulata sul tema “Presenza”, porta la firma di Jeff Kowatch, artista nato in America, rinomato per le sue composizioni solari, dato che le sue opere emanano un’energia molto forte.

Dopo un aspetto oro pallido brillante, con riflessi giallo intenso, ha bollicine fini, regolari e persistente. Al naso appare da subito come uno Chardonnay espressivo dove prima troviamo note di frutta gialla tra prugna Regina Claudia, albicocca candita, l’agrume di arancia sanguinella, poi fiori bianchi d’acacia, miele. Seguono sensazioni affumicate, alga nori, vaniglia, legno di cedro, tabacco biondo, con crema pasticcera a chiudere. Al palato è consistente, sapido, glicerico, fresco, tratti conferiti dai suoli gessosi, persistente in un’esperienza degustativa di ottima espressività.

 

 

credit photo: @studiocabrelli

 

Hai un azienda?

Vuoi far conoscere la tua passione, il tuo territorio e la qualità dei tuoi vini a un pubblico più vasto? Se la tua cantina merita più visibilità online e notorietà, possiamo aiutarti.

Non Lasciarti Sfuggire Nulla!

Per ricevere contenuti esclusivi, anteprime e offerte dedicate, entra a far parte della nostra comunity. Iscriviti e scopri il nostro prossimo segreto!

kombucha

Fermentazione inoculata di lieviti e batteri che lavorano in sinergia

Veneto
Bonomo Sexaginta Custoza Riserva Doc
2022
Vino Bianco

Monte del Frà

Friuli Venezia Giulia
Friuli Colli Orientali DOC Schioppettino di Prepotto
2020
Vino Rosso

Vigna Traverso

Toscana
Biancone Toscana IGT Chardonnay
2024
Vino Bianco

Vecchie Terre di Montefili

Emilia Romagna
Squilla Mantis Romagna Docg Albana secca
2014
Vino Bianco

Tenuta del Paguro

Germania
Verbena Jasmine Riesling Sparkling Juicy Tea
Spumanti

van Nahmen

Marche
San Paolo Riserva Verdicchio Classico Castelli di Jesi Docg
2021
Vino Bianco

Pievalta

Iscriviti alla Newsletter

Per non perderti i contenuti e le promozioni di GiuColVino, iscriviti alla nostra Newsletter mensile!