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Dalla passione del gelato al progetto d’amore per Cocconato
Non poteva che essere già scritto il suo destino, dietro il bancone di una gelateria, per uno nato lo stesso giorno in cui il papà inaugurava la sua nuova cremeria a Nichelino, paese dell’hinterland torinese. È lì che ha trascorso la sua adolescenza, vicino al laboratorio, tra i compiti e gli assaggi dei gelati. E proprio il gelato è diventato parte integrante della sua vita, fino a diventare il suo lavoro.
Gusto, accoglienza e artigianato
Da quando era piccolo sono cambiate tante cose: ha conosciuto Alessia, diventata poi sua moglie, e insieme a un team appassionato e compatto ha aperto il suo primo negozio di Torino, in Corso Vittorio Emanuele. E poi a Milano, ad Alassio, e a Cocconato, luogo che tornerà prepotentemente nella sua vita anche nel futuro. Quello che però non è cambiato è la sua passione, il suo gelato con ingredienti genuini, selezionati da lui stesso nei Presidi di Slow Food in giro per l’Italia. E la continua ricerca di nuove ricette, seguendo sempre lo stesso obiettivo: il gelato artigianale fresco, semplice e buono.
Le sue ultime creazioni del 2025 sono lì a testimoniarlo. La Robiola di Cocconato è un inno e un omaggio al Piemonte e soprattutto al borgo del Monferrato, dove Alberto è cresciuto con i nonni e che ama profondamente. L’Uva Fragola, un sapore che ricorda i vigneti delle colline piemontesi. E i due nuovi dolci, lo Zabasù, dove il tiramisù incontra lo zabajone in un classico reinterpretato come dolce al cucchiaio, e la Panna Cotta al Caramello, dessert semplice che rinnova la tradizione della sua regione.
Il progetto nel cuore del Monferrato
Ma Alberto non si è fermato qui. Proprio il suo amore per Cocconato, soprannominato “Riviera del Monferrato” grazie al suo piacevole clima, e il tempo passato tre le sue colline e le sue botteghe, lo ha portato a creare un progetto coraggioso e ambizioso, per rivitalizzare il centro storico e il tessuto sociale del borgo. È nato così Cocconato bell’e buono, un villaggio diffuso nel centro del paese con nuove attività artigianali ed eventi per abitanti e turisti.
Due anni fa cercavo una seconda casa: volevo portare la mia famiglia nelle colline in cui ho trascorso i weekend e le lunghi estati dai nonni, quando il gelato per me non era ancora mestiere, ma solo un affare di famiglia. Nel passeggiare cercando di individuare il posto perfetto per noi, sono tornato a Torino senza trovare la seconda casa, ma con un progetto che mi tiene sveglio la notte.
Ad accompagnarlo in questa avventura Fabio Digilio, proprietario del ristorante Diecicento, e Leo Longo del Bicierin, entrambi torinesi, con cui ha dato vita alla Combriccola Marchetti, una Società Benefit che ha come obiettivo la creazione di un’imprenditorialità attenta alle persone, al paesaggio e al territorio. Il risultato è stata la realizzazione di una formula che coniuga l’enogastronomia e l’artigianato, l’ospitalità diffusa e il turismo culturale sostenibile.
Dal gelato alla comunità, la rinascita di Cocconato
Non poteva mancare la Gelateria di Alberto Marchetti, dove l’arte del gelato artigianale si incontra con i sapori del territorio. Al Combrì, con le pizze di Diecicento cotte nel forno a legna, accompagnate dai vini del Monferrato e dalle birre di Baladin, o i piattini da gustarsi durante la merenda sinoira nel dehors della piazza di Cocconato.
Ma l’offerta gastronomica non si ferma qui. Nella via centrale c’è il Pastificio di pasta fresca e del tipico agnolotto cocconatese, e la Salumeria, con la gastronomia e l’osteria, che propone prodotti tipicamente locali.

A far da cornice le botteghe artigiane, dove si possono trovare libri, design, ceramiche e i prodotti di Slow Food, e la Ciclofficina, curata da Leo Longo, che propone il noleggio di bici elettriche, e i tour organizzati per gruppi appassionati che vogliono godersi le colline sulle due ruote.
L’ospitalità si è ampliata anche grazie all’Albergo diffuso, dove gli appartamenti, integrati nella vita del borgo, regalano al turista un’esperienza da protagonista e a misura d’uomo. Un look rinnovato per un progetto territoriale futuristico e di rigenerazione di uno dei borghi più belli d’Italia, grazie alla passione di Alberto per le terre della sua infanzia.
Ma anche una sfida e un ritorno al passato, fatto di cultura, territorialità, accoglienza, sapori gastronomici autentici, immersi tra le colline da godersi lentamente e con la meraviglia negli occhi. E, tema ancora più importante, non parla solo di Cocconato, e non cerca di “mettere in vetrina” un paese, ma di renderlo nuovamente vivibile, stimolando una frequentazione autentica e non occasionale.
In questo senso, un progetto che dialoga con un assunto sempre più centrale nel dibattito di oggi: il futuro dei borghi italiani e il ruolo che l’enogastronomia può giocare come leva di sviluppo sostenibile.







