Cosa significa produrre e certificare un vino biodinamico?

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Tempo di Lettura: 5 minuti

Vini biodinamici e certificazione Demeter

In questo approfondimento su cosa sono e come vengono ottenuti i vini biodinamici, partiamo dal presupposto che un vignaiolo dopo avere scelto di seguire i principi delineati, nel 1924, da Rudolf Steiner nelle sue pratiche agricole, comincia a rispettare i ritmi naturali, sia in vigna che in cantina, per ottenere una gamma di vini sani e genuini. In seguito opta di certificarle per tutelare e aumentare il valore delle sue etichette, per garantire al consumatore la massima affidabilità, la qualità della sua produzione. Dopo una presentazione di diversi concetti sull’agricoltura biodinamica, su come ottenere etichette di qualità e specchio del territorio da cui provengono, riportiamo qualche passaggio di una breve intervista a Giovanni Buccheri, Direttore di Demeter Italia, che abbiamo incontrato qualche giorno fa a Bologna dove esponeva all’interno di SANA Food.

Il vigneto come organismo vivente, non come monocoltura

I vini ottenuti da coltivazioni biodinamiche provengono da terreni con una buona vitalità nel suolo, da viti resistenti ai parassiti, da coltivazioni influenzate dal calore del sole, dai cicli della luna, senza l’uso assoluto in campagna di pesticidi di sintesi o di altri prodotti chimici. Le misure preventive di protezione delle piante, una buona conoscenza delle condizioni e del microclima locali, una gran quantità di lavoro manuale riducono infatti la necessità di intervenire sul vino durante il processo di vinificazione. Percepiamo da questo che i viticoltori biodinamici considerano i loro vigneti come ecosistemi, come un organismo vivente.

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Invece di una monocoltura, puntano alla massima diversità possibile di piante e di seminativi per le interfila, con una presenza di insetti per creare un ambiente equilibrato e stabile per le viti. Traspare anche che il viticoltore restituisce al vigneto più di quanto gli sottragga con la raccolta delle uve in vendemmia, con la coltivazione nel periodo vegetativo e produttivo, supportato dai preparati biodinamici per il terreno e per le viti.

Infatti i viticoltori biodinamici si assicurano che lo strato di humus del terreno cresca continuamente, permettendo a una varietà di microrganismi di insediarvisi, in modo che il loro vigneto sia vitale e possa così resistere sia alla siccità che alle piogge violente. I viticoltori biodinamici si adattano al percorso della vite nella sua crescita secondo il corso del sole, anche quando potano, applicano i preparati e vendemmiano, modulando le loro azioni anche in base alle fasi lunari, come sosteneva Steiner. Evitano quindi di basare le fasi di produzione su criteri puramente economici.

Personalità nel calice: differenza o scelta culturale?

Riflettendo sulle degustazioni di vini biodinamici che abbiamo assaggiato nel corso degli anni troviamo che fossero, con le dovute eccezioni, diversi da quelli ottenuti da una viticoltura convenzionale, che avessero perlopiù una personalità evidente, che fossero interpreti del territorio da cui provenivano, raccontando la storia del vignaiolo dedito prima alla cura delle vigne, poi alla trasformazione dell’uva in vino. A tal proposito in cantina viene fatto uso di fermentazioni spontanee con lieviti indigeni, con un tenore di solfiti tenuto volutamente basso, senza chiarifiche drastiche, per poi seguire i cicli lunari sia per travasi che per imbottigliamento. Nei travasi in particolare alcuni utilizzano la bentonite, materiale naturale, per ottenere vini limpidi. 

La voce di Giovanni Buccheri: valore, tutela, mercato

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Giovanni Buccheri, Direttore di Demeter Italia

Demeter è un’associazione privata di produttori, trasformatori e distributori di prodotti agricoli, alimentari e vini biodinamici. I soci che gestiscono la propria azienda conformemente a precisi standards internazionali per la produzione, trasformazione ed etichettatura hanno diritto di fregiare con questo marchio i propri prodotti.

“Il nostro disciplinare italiano riflette in linea di massima quelle che sono le linee guida standard internazionali. Per quanto riguarda il settore vino le differenze non sono macroscopiche. La cornice in cui operiamo noi è quella del biologico con il regolamento 848/2018 dell’Unione Europea, identificato dalla fogliolina verde che troviamo su diverse tipologie di prodotti. Sottolineo che un’agricoltura biodinamica certificata Demeter è al tempo stesso biologica. A testimonianza di questo il coltivatore, già certificato biologico, non si accontenta, ma sceglie di avviare tutta una serie di processi che restituiscono fertilità al terreno e così, tramite le attività in vigna abbia le forze, la possibilità di esprimere il potenziale del suo territorio. La differenza tra diversi territori dal Trentino Alto Adige alla Sicilia, per fare un esempio, condiziona senza dubbio il viticoltore e la sua sensibilità ad adattarsi dall’ambiente pedoclimatico al suolo”.

“In ogni situazione il benessere della vigna, delle sue viti, ottenuto tramite l’applicazione delle pratiche biodinamiche a 360°, permette poi di contenere le pratiche di cantina sull’uva, accompagnandone il processo di vinificazione con minori interventi. Insisto su questo perché ritengo che il vero valore dei vini che noi certifichiamo, sta nel fatto che in cantina vogliamo che vengano rispettate ed esaltate le caratteristiche dei grappoli sani, ottenuti grazie alla cura e all’attenzione che il viticoltore ha in vigna. Ritengo quindi che ogni vino biodimanico sia l’espressione di un determinato territorio, della cura che il viticoltore prima, il vignaiolo in cantina poi, mettono nel trasformarlo, con delicatezza, attenzione, nell’etichetta che vuole ottenere”.

Per poi affermare Ho notato che sta crescendo nelle carte di vini della ristorazione lo spazio dedicato sia ai vini biodinamici che ai biologici. Ritengo che anche se siamo in un momento di passaggio, sempre più persone scelgono di degustare vini di qualità, tra cui quelli certificati da noi, in quanto si sentono tutelati nella loro scelta”.

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OGM e trasparenza, chi decide cosa beviamo?

Al convegno “Nuovi OGM, vecchie logiche: nella biodiversità il futuro dell’agricoltura” ha poi dichiarato:

“Parliamo di un argomento apparentemente tecnico, ma che in realtà ha conseguenze e un impatto su tutto il nostro sistema agroalimentare, come cittadini e come consumatori. La proposta europea sulla deregulation dei nuovi OGM rischia di intaccare garanzie fondamentali come la tracciabilità e la possibilità di distinguere chiaramente i prodotti. Se vengono meno etichettatura e trasparenza, si toglie al consumatore la possibilità di capire cosa mangia e di scegliere consapevolmente”.

In conclusione Demeter Italia, fondata nel 1985, per portare il marchio di qualità dell’agricoltura biodinamica sul territorio nazionale, oggi, dopo trent’anni di attività, dispone di una struttura organizzativa interna con sede a Sorbolo, in grado di rispondere a ogni esigenza degli affiliati, con l’obiettivo di comunicare e promuovere al meglio i propri valori nel contesto in cui opera. A testimonianza di questo oggi conta di più di 1000 aziende, di cui un po’ meno di 200 viticoltori. Un dato che senza dubbio ne esemplifica la portata.

 

 

credit photo @Demeter @Pascal Mora @YOOLGmbH

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