L’Altra Toscana 2026

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Tempo di Lettura: 3 minuti

Come una passeggiata tra i vigneti di Toscana alla ricerca di particolarità e rarità

Ecco, è così che potremmo definire la manifestazione “L’Altra Toscana” che si svolge all’interno delle “Anteprime di Toscana”. Durante questo evento vengono presentate alla stampa le produzioni di alcune Denominazioni piccole o particolari, che, normalmente, restano ai margini dei grandi circuiti comunicativi. 

La Doc Maremma Toscana, che certamente non può essere definita piccola, ha assunto il ruolo di capofila di questa bella iniziativa. Siamo andati, quindi, alla scoperta di alcune tra queste denominazioni scoprendo identità sconosciute o quasi.

Terre di Casole Doc

Una denominazione nata nel 2007 che è limitata solo al territorio di Casole d’Elsa, in alta val d’Elsa tra Siena e San Gimignano, Volterra e San Galgano. Il paesaggio è collinare e ricco di biodiversità grazie alla presenza di bosco, prati, oliveti e pascoli. Questo permette che buona parte dei vigneti siano condotti in regime biologico o sostenibile. Le vigne sono coltivate tra i 150 e i 450 metri sul livello del mare e il vitigno prevalente è il sangiovese; altri autoctoni coltivati sono il canaiolo nero, il colorino, la malvasia nera, la malvasia bianca lunga e il trebbiano toscano oltre alle solite varietà internazionali che sono presenti su tutto il territorio regionale. 

I vini degustati, nella grande maggioranza a base sangiovese, hanno presentato un olfatto fragrante di frutta rossa eventualmente marcato dalle note del passaggio in legno. L’aspetto più rustico del vitigno, a volte, emergeva così come i suoi tannini. Nella globalità vini di buona fattura e coerenti nel connubio vitigno/territorio.

  • Terre di Casole Doc Sangiovese Alberaia 2022, CaciorgnaProfumi fragranti di frutta matura, di ciliegia, che ritroviamo anche al palato nel quale il tannino, varietale e ancora scalpitante, porta a una chiusura asciutta. Persistente e in equilibrio tra sapidità e freschezza.

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Chianti Rùfina Docg 

È la più piccola tra le sette specificazioni del Chianti: solo 750 ettari per una produzione di circa 3.500.000 bottiglie. Al fine di ricercare una maggiore caratterizzazione territoriale, il Consorzio ha creato il marchio collettivo volontario “Terraelectae” che vuole essere sinonimo di un vino che esprime tutte le migliori caratteristiche del Sangiovese di Toscana. I vini che riportano questo marchio devono rispettare regole più stringenti: sangiovese 100%, resa massima 70 quintali/ettaro, uve da singola “vigna”, maturazione di almeno 30 mesi di cui 18 in legno e 6 in bottiglia e una sola etichetta per azienda.

I profumi sono raffinati, floreali e fruttati maturi. Vigore e morbidezza insieme nella buona persistenza della trama vibrante. Ottimo potenziale di tenuta allo scorrere del tempo.

  • Chianti Rufina Docg Riserva Vigna Erchi Terraelectae 2021, Fattoria Selvapiana
    Olfatto che profuma di agrume, tannino vellutato; ottimo equilibrio, persistenza e piacevolezza.
  • Chianti Rufina Docg Riserva Vigna Casanova Terraelectae 2022, Fattoria di Lavacchio
    Complessi aromi fruttati, balsamici e speziati. Elegante nella sua potenza il tannino, la freschezza accompagna la persistenza che chiude con sentori di frutta matura. 

Orcia Doc

Nata nel 2000, la denominazione raccoglie i vini prodotti in 12 comuni del sud della Toscana, nel bacino del fiume Orcia e tra i due distretti di Montalcino e Montepulciano. Le tipologie ammesse dal disciplinare prevedono, per quelle rosse o rosata, una importante quota di sangiovese mentre il trebbiano toscano è prioritario in quella bianca. A complemento possono essere usati i vitigni idonei alla coltivazione in Toscana. Questo comporta che vi sia una forte variabilità nei blend e quindi nelle interpretazioni di ogni produttore.

  • Orcia Doc Sangiovese Scorbutico 2022, Poggio Grande
    Pieno e dalla lunga persistenza che chiude piacevole di frutta rossa. Tannino e acidità ben bilanciati.
  • Orcia Doc Sangiovese Sasso di Sole 2023, Sassodisole
    Sottile e gradevole, dal buon equilibrio e dai tannini integrati; ottima persistenza.

Suvereto Docg

Posta sul punto di congiunzione tra la maremma pisana e quella grossetana, la denominazione Suvereto si estende solo sul territorio dell’omonimo comune e vanta una storia vitivinicola che può essere fatta risalire alla presenza degli Etruschi e dei Romani. La base ampelografica è costituita unicamente da vitigni a bacca rossa: sangiovese e gli internazionali merlot e cabernet sauvignon. È prevista la tipologia Riserva per quei vini che maturano almeno 18 mesi in botti di rovere.   

  • Suvereto Docg Cabernet Sauvignon Quintisassi 2022, Tenuta La Batistina
    Le tostature integrano i profumi di frutta nera matura. Equilibrio al palato e piacevole persistenza.

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