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La sostenibilità parla sempre più al femminile
In un momento storico complesso per il comparto agricolo e vitivinicolo, tra crisi climatica, instabilità dei mercati e indicazioni tecniche spesso contraddittorie, la risposta non è chiudersi ma aprirsi. È con questa visione che l’Associazione Donne della Vite annuncia il proprio ingresso in The Porto Protocol, rafforzando il proprio impegno verso una viticoltura scientificamente fondata, condivisa e sostenibile.
La scelta de Le Donne della Vite
L’adesione al network internazionale segna un passaggio strategico: da realtà nazionale impegnata nella diffusione della cultura vitivinicola e nella valorizzazione della professionalità femminile, a protagonista attiva di una comunità globale che lavora per mitigare il cambiamento climatico e promuovere modelli produttivi più responsabili lungo l’intera filiera del vino.
Fondata nel 2018 da Taylor’s Port, The Porto Protocol riunisce oggi oltre 250 membri distribuiti in cinque continenti e venti Paesi. Si tratta di una piattaforma aperta e dinamica che mette al centro la condivisione di soluzioni concrete, con solide basi scientifiche, per ridurre l’impatto ambientale e generare un effetto positivo che vada oltre il settore vitivinicolo, contribuendo alla salute del pianeta.
Per le Donne della Vite, che da sempre favoriscono il dialogo tra ricerca, produzione e territorio, l’ingresso rappresenta una naturale evoluzione. L’associazione ha infatti tra i propri pilastri la sostenibilità, la tutela del paesaggio viticolo e la diffusione di buone pratiche fondate su conoscenza tecnica e aggiornamento continuo.
A rappresentare The Porto Protocol in Italia è Antonella Manuli, titolare della Fattoria La Maliosa e socia dell’associazione, che sottolinea come l’ingresso nel network “segni una tappa importante per il gruppo italiano, che grazie all’alto profilo delle sue socie potrà apportare un contributo significativo, sia scientifico sia pratico, alle attività internazionali”.







