ingresso balmetto

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Erbaluce Changes, passione e incoscienza

Michele Melfa è un sognatore, visionario ma fortemente legato al flusso di cambiamenti che la vita ti porta ad attraversare. E lui, con la musica di David Bowie nella cuffie (e nel cuore) ha compiuto un passo inaspettato forse anche a se stesso, ma per lungo tempo desiderato. 

Da questo nasce Changes, il vino della sua azienda Sopravvento, un vino “ fatto da un sommelier” négociant, aspirante vigneron. 

Una decisione nata quasi per caso:

“ un giorno mi trovavo in macchina e guidavo per andare al lavoro e ricevetti una chiamata da un caro amico che tra le tante cose mi disse “…ma perché non ti metti a fare vino?” Preso dalla fretta, gli risposi “ si, si” – poi, soffermandomi a guardare il paesaggio di fronte a me, pensai che forse la vita non era solo quella che fino a quel momento mi ero prospettato”

Il Canavese è un luogo ricco di storia antica ancora inesplorato ma con tante cose da raccontare, a partire dal terreno. Un luogo rustico, timido, cinto e protetto dalle sue mura montuose. Metaforicamente potrebbe essere paragonato ad un giovane uomo che deve ancora prendere consapevolezza di sé. 

I terreni del Canavese sono più giovani rispetto alle vicine Langhe o Monferrato. Un tempo in questi luoghi vi era il mare, ma non solo. L’anfiteatro Morenico che abbraccia i terreni canavesani di formazione più recente, è di origine glaciale risalente al Pleistocene medio (dai 750-800 mila anni fa fino alle ultime glaciazioni). Qui si è sviluppato un terreno morenico di origine glaciale con prevalenza di sabbia e limo, andando a ricoprire lo strato di argilla pre esistente. 

Nell’Alto Canavese infatti, i terreni sono caratterizzati da una componente argillosa maggiore. 

Questo sovrapporsi di rocce di epoche geologiche differenti (pre e post glaciali) ha portato alla formazione di una corrente d’aria che viaggia tra i segmenti liberi del Mombarone, la montagna punto di riferimento del Canavese. 

In questo luogo di congiunzione tra la placca africana e quella continentale e più precisamente a Borgofranco, è possibile assistere al fenomeno della corrente d’aria chiamata L’ora e dei Balmetti. 

I Balmetti sono delle cantine scavate all’interno della montagna, da cui affluisce una corrente d’aria, L’ora, che garantisce umidità e temperatura costante tutto l’anno in base alle condizioni esterne. Un posto ottimale per conservare i vini; un tempo utilizzato anche per conservare i cibi. Essi si estendono all’incirca per un km, nella località Borgofranco per l’appunto. Esistono due tipi di Balmetti, quello in cui L’ora affluisce direttamente o “di seconda”, come dicono loro, indirettamente. 

L’azienda Sopravvento ha la fortuna di poter affinare il proprio Erbaluce “Changes” in un Balmetto con corrente d’aria diretta. 

interno balmetto

interno Balmetto Sopravvento

Michele è il principale fautore, insieme al fratello Matteo (sommelier a Londra presso LMP Restaurant & Bar)  e al padre Oreste, della produzione del loro primo ed unico – al momento – vino, l’Erbaluce “Changes” 2019. 

Le uve vengono da loro attentamente selezionate e vendemmiate manualmente, vinificate poi all’Officina del Vino (con la collaborazione di Luca Gili) e affinate nei Balmetti. Una produzione ridotta e apparentemente “spartana”, che in realtà cela verità, dedizione e una grande scommessa con se stessi e con il territorio. Un Erbaluce atipico, alle volte saccente tanto ostenta il suo non voler omologarsi, un vino che vuole essere a se stante, che parla di sé autenticamente. 

Recentemente la sfida della famiglia è proseguita con l’acquisto di un nuovo appezzamento di terreno in Regione Sillanc a Carema: 4000 m di terrazzamenti a corpo unico, una vera rarità da trovare a Carema. Un impianto di nebbiolo varietà Picotendro di un anno, con l’ambizione di diventare un giorno un cru. Il loro punto di partenza primordiale, dalla vigna alla bottiglia – qui la vera sfida. 

Ma perché il nome Sopravvento?

Prendere il sopravvento. Il nome l’ho dato grazie ad Elio Altare. Ascoltando una sua intervista in cui recitava “triste è il giorno in cui sai quello che guadagni” – il pericolo è fossilizzarsi e privarsi dell’avere ambizioni, legandosi ad uno stipendio fisso e all’effimera idea di stabilità. Fare qualcosa, far si che prenda il sopravvento, questo significa Changes. 

Nell’etichetta l’evidente richiamo a David Bowie, dalla citazione della sua canzone in retro etichetta e alla grafica realizzata da Stefano Tortini, nulla è fraintendibile. 

Un Erbaluce diverso da quelli in commercio, estremo – così lo definisce Michele. 

Erbaluce Changes 2019, Sopravvento

100% erbaluce, fermentazione spontanea, 44 giorni di macerazione

Non è un Orange, non è un vino etichettatile come “naturale” è qualcosa di diverso, un Erbalcue “entry level” – così ama definirlo Michele. 

Non diraspa, no pied de cuve; 44 giorni di macerazione, svinato e posto 7 mesi in affinamento in botti di acacia esauste, imbottigliato e lasciato a riposo nel Balmetto per un totale di 18 mesi. 

Dal colore giallo brillante con timidi riflessi aranciati, dietro una lieve nota ossidativa, il primo impatto è dolce – possibile concausa dell’uso della botte in acacia. Note floreali di gelsomino, mimosa e mughetto si susseguono incalzanti unite a un’impronta di frutto che risale sul finire. In bocca ha carattere, sapido e astringente. Una leggera nota di macerazione caratterizza il finale, che risulta lievemente amaricante ma morbido.

Sarà interessante scoprire nell’annata 2020 a fronte delle considerazioni fatte e per la sfida che rappresenta per Michele, ma soprattutto perché le uve conferite avranno una provenienza diversa. Le viti si troveranno nella zona di Cavaglià, conosciuta in passato per il Passito di Cavaglià e ora zona di rossi. Un terreno più argilloso a confronto di quello su cui poggiano le viti per Changes 2019. 

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Changes! erbaluce sopravvento