azzolini

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“L’itinerario delle mie emozioni”

Un progetto che sa di autenticità, come l’autrice di questo libro. Elisabetta è una donna e una professionista leale, autentica e piena di energia che esprime tutta la sua luce da un paesino di 2000 abitanti nel Canavese, Tonengo di Mazzè in provincia di Torino. Proprio nel territorio in cui risiede è scattata la scintilla che ha fatto si che di Lei oggi si parli.

Sommelier presso il Ristorante Gardenia * a Caluso, inizia il suo percorso nell’ambito della ristorazione da adolescente, muovendo i suoi primi passi in un agriturismo vicino a casa. Da lì è stato un crescere di emozioni e forte determinazione che l’hanno portata a focalizzarsi sulla sua passione: raccontare il vino e il suo territorio. Essenziale fu l’incontro e la collaborazione, durata anni, con la famiglia Morbelli che la segnò profondamente come persona e professionista, instaurando un rapporto di empatia e fiducia con il prossimo e verso se stessa.

Quando Elisabetta, “Betta” per gli amici, inizia a descrivere un vino sembra che narri di una novella; le sue movenze, il suo non riuscire a contenerne l’entusiasmo nel perimetro di una mattonella permettono di coinvolgerti a tutto tondo nell’esperienza della degustazione. Il luogo da cui parla non ha importanza, Betta irradia la stanza facendosi ricordare per la sua essenza.

Elisabetta Azzolini all’anagrafe, sente di aver trovato il suo posto nel mondo quando indossa la divisa da sommelier – per molti può sembrare un orpello per lei è vita, storia, fatica e pathos.

Di pari passo all’accrescere della sua figura professionale, cresceva in lei l’amore per il territorio. Ecco l’idea di dare vita a un libro che desse lustro ad un areale ancora inesplorato e sottovalutato; un enciclopedia che documentasse ogni singolo angolo del Canavese, la terra tra Torino e la Valle d’Aosta .

“L’itinerario delle mie emozioni” è un volume unico che racchiude le storie dei viticoltori della nuova e vecchia generazione, ma non solo, è una panoramica di ciò che circonda il territorio visto dalla prospettiva di chi crede fermamente nel potenziale della sua terra d’origine.

Spesso viene considerata una limitazione il non aver visto troppe cose al di fuori della propria  “confort zone” ma in realtà per imparare, andare oltre, viaggiare e essere dei bravi professionisti non è necessario allontanarsi troppo… basta avere anima, fantasia e creatività. Il limite non risiede nel conoscere ciò che ci circonda, il limite sta nel non voler comprendere ciò che abbiamo a portata di  mano. Una bella scommessa quella su cui punta l’autrice, valorizzando e apprezzando anche le cose più piccole.

“Per saperne parlare bisogna conoscere – in questi capitoli c’è tutto a 360 gradi… mi è capitato di scontrarmi con persone che non conoscevamo il proprio territorio ma questo mi ha spinta ancor di più a portare a termine il mio progetto”

Un volume coraggioso quello che vi ritroverete a sfogliare fatto di persone, luoghi, odori e sapori che vi guideranno tra la storia, la geografia, l’ ampelografia e la degustazione dei prodotti del Canavese.

Viaggerete tra i vitigni di Erbaluce e Nebbiolo, tra le cantine dei produttori che più hanno emozionato l’autrice attraverso i cui occhi coglierete l’anima orchestrale degli assaggi. Incontrerete un sorprendente capitolo dedicato alle erbe aromatiche e alla mixology e… una conclusione originale e inaspettata.

Nulla viene lasciato al caso persino la scelta dell’editore è stata volutamente fatta verso una casa editrice della zona: il forte legame tra anime simili può spezzare le catene di chi ha paura di apprendere.

Primavera del 2021:

Elisabetta Azzolini  “L’itinerario delle mie emozioni” – Atene del Canavese Editore