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Barolo e Barbaresco a Ba&Ba 2024

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Barolo e Barbaresco, annata 2020 e 2021

In un’ipotetica classifica dei molti eventi dedicati al Barolo e al Barbaresco che sono organizzati sul territorio nazionale, a mio parere merita un posto di rilievo Ba&Ba – Barolo Barbaresco, organizzato da AIS Piemonte, giunto nel 2024 alla venticinquesima edizione, un invito all’élite delle Langhe a presentare l’ultima annata di Barolo e Barbaresco, in quest’occasione l’annata 2020 del Barolo e 2021 del Barbaresco, vendemmie ottime, tra le migliori degli ultimi anni, e l’anteprima delle riserve. 

Perché Ba&Ba merita il rilievo? 

Tutti i produttori delle Langhe che negli anni ho interpellato sono concordi nell’affermare che l’evento Ba&BA – Barolo Barbaresco rappresenta una grande occasione di promozione, alla quale sono lieti di partecipare, spesso più volentieri di altre sparse per il territorio nazionale e all’estero, anche se altrettanto prestigiose, per due motivi. 

In primo luogo, perché l’organizzazione di AIS Piemonte, anno dopo anno, si conferma ottima e portata avanti da persone che hanno a cuore il vino nella sua globalità: enologica, produttiva e culturale. In secondo luogo, Ba&Ba rappresenta l’evento per antonomasia, sia per le prestigiose location torinesi scelte, sia perché si svolge nella prima capitale d’Italia, prossima ai luoghi di elezione del vitigno nebbiolo: ciò rende i produttori orgogliosi di presentare le loro eccellenze “a casa”, dove sono ben contenti di ricevere il mondo.

Dal 2023 Ba&Ba è tornata a Palazzo Carignano, a Torino, sede del primo Parlamento italiano e luogo di nascita di Vittorio Emanuele II, luogo ideale per una manifestazione che rappresenta un appuntamento sentito ed imperdibile per i grandi appassionati dei vini più celebri del Piemonte, e non solo. 

Oltre al consueto walk around tasting, Ba&Ba propone delle masterclass di approfondimento sui principali terroir del comprensorio, quest’anno il focus era dedicato a Barbaresco, nonché la ormai celebre e ricercatissima sessione di Amarcord Vecchie Annate, evento in cui pochi fortunati hanno la possibilità di degustare bottiglie di annate celebrate: l’edizione del 2024 di Amarcord dava la chance di degustare, a titolo di esempio, il Sorì San Lorenzo 2011 di Gaja, il Barolo 1996 di Bartolo Mascarello, il Barolo Tettimorra 1990 di Scarpa e il Barolo Monfalletto 1998 di Cordero di Montezemolo. 

Tra le precedenti location di prestigio scelte per ospitare Ba&Ba – Barolo Barbaresco, possiamo citare la Galleria di Diana all’interno della Reggia di Venaria, utilizzata per tantissimi film e fiction televisive, mentre in epoca Covid Ba&Ba non si fermò, anzi stuzzicò la fantasia organizzativa di AIS Piemonte, che diede vita al format Ba&Ba Revolution: cinque giornate nella sede di AIS Piemonte, oltre cento postazioni per il pubblico, servizio dei vini a cura dei sommelier AIS, maestri nel servire i vini alla temperatura di servizio ideale per apprezzare il corredo aromatico del Barolo e Barbaresco. Degustazioni condotte con calma, senza fretta, comodamente dal proprio desk, con la presenza del produttore che aveva cinque minuti di tempo per raccontare i vini, a fare la differenza. Un format destinato ai cultori della materia, mentre la formula standard permette di coinvolgere anche il curioso e gli appassionati.

Nessuna manifestazione vinicola esisterebbe senza le star: i vini

Iniziamo dal Barbaresco 2021

L’annata duemilaventuno è iniziata con un inverno mite seppur ricco di precipitazioni, che hanno garantito un’ottima dotazione idrica essenziale per il resto dell’annata, dimostratasi per la restante parte la meno piovosa degli ultimi anni. La ripresa vegetativa è stata regolare e nei tempi tradizionali, non anticipata come la precedente: ciò ha consentito di fronteggiare bene l’ultima ondata di freddo che si è verificata a inizio primavera, limitando i danni da gelo sui germogli appena sviluppati. 

Anche il Nebbiolo, varietà a sviluppo precoce e quindi potenzialmente più esposta, non ha risentito in maniera significativa dell’abbassamento di temperatura, con danni lievi e circoscritti ai vigneti situati a quote altimetriche inferiori. Nelle fasi fenologiche successive si è potuto osservare un carico produttivo non eccessivo, stimato in un -10% rispetto al 2020, che ha limitato il successivo lavoro di diradamento consentendo comunque di raggiungere le produzioni previste dai disciplinari di produzione.

Con la primavera è arrivato il bel tempo, protratto per tutta l’estate dove si sono registrate temperature in linea con le medie del periodo e senza eccessi, soprattutto nelle ore notturne. I temporali e le grandinate del mese di luglio hanno risparmiato i vigneti di Barolo e Barbaresco. L’estate è poi proseguita regolarmente con scarse precipitazioni, contribuendo ad una vendemmia svolta nelle ottimali condizioni fitosanitarie e qualitative, che per quanto riguarda il Nebbiolo è cominciata gli ultimi giorni di settembre e ha avuto il suo culmine nella seconda settimana di ottobre. Grappoli sani, con una maturazione fenologica ottimale; carico produttivo ottimale e ben equilibrato, con acini visivamente più piccoli rispetto allo scorso anno.  Questi fattori hanno determinato una dotazione polifenolica importante, essenziale per produrre vini strutturati ed equilibrati, destinati a durare nel tempo.

In conclusione, nonostante l’annata caratterizzata da un’importante alternanza climatica, con gelate tardive, temporali, grandinate estive ma anche siccità, i produttori hanno ottenuto risultati sorprendenti in termini di qualità dell’uva forse anche in virtù della quantità di produzione non eccessiva.

Senza la pretesa di aver degustato i migliori Barbaresco 2021 – difficile trovarne uno cattivo – citerò il Barbaresco Rocche dei 7 fratelli dell’Azienda Walter Lodali di Treiso, il Barbaresco Pajorè della Cantina Rizzi di Treiso e dell’Azienda Mura Mura il Barbaresco Serragrilli.

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grappolo di nebbiolo – credits foto Consorzio di Tutela Barolo e Barbaresco

Passiamo al Barolo 2020 

L’annata duemilaventi è iniziata all’insegna di un inverno caratterizzato da temperature miti e poche precipitazioni, specialmente a carattere nevoso. La prima parte della primavera è stata relativamente asciutta e soleggiata, garantendo una ripresa vegetativa omogenea che è iniziata alla fine del mese di febbraio e si è conclusa, per le varietà più tardive, verso la seconda metà di marzo. I mesi di marzo ed aprile sono trascorsi all’insegna del bel tempo e delle temperature miti, con scarse precipitazioni, lasciando presagire, in prima battuta un’annata precoce. La previsione è stata smentita a maggio, quando il clima instabile ha fatto registrare un numero considerevole di giorni piovosi, situazione che si è protratta fino a giugno inoltrato.

Questo, da un lato ha determinato un rallentamento nello sviluppo vegetativo e dall’altro ha consentito un importante accumulo idrico nel terreno, che unito alle temperature non eccessive dell’estate ha scongiurato fenomeni di stress idrico. Dal punto di vista della quantità di produzione, mentre le prime stime tendevano ad evidenziare livelli importanti specialmente sulle varietà precoci, il ricorso alla pratica ormai tradizionale del diradamento ha ricondotto la situazione alla normalità, privilegiando ulteriormente la qualità delle uve. In generale l’andamento climatico è stato ideale, con qualche difficoltà nella gestione agronomica sul finire della primavera e dovuta agli attacchi fungini precoci per le piogge di maggio e giugno, fortunatamente non accompagnate da grandinate o altri eventi atmosferici rilevanti.

Per quanto concerne il Nebbiolo, vitigno dal ciclo lungo, si è subito avuta la sensazione di un’annata precoce vista l’invaiatura avvenuta tra l’inizio e la metà del mese di agosto. Successivamente il calo delle temperature ha determinato un rallentamento temporaneo della maturazione che è poi ripresa in modo esponenziale nella seconda parte del mese di settembre. 

Il Nebbiolo si è presentato alla raccolta in condizioni ottimali: le temperature notturne non eccessive hanno portato ad un rapido accumulo di polifenoli che si attestavano già su valori ottimi attorno alla metà di settembre. La crescita non è stata esponenziale ma costante così da arrivare a maturazione tecnologica tra la fine del mese di settembre e l’inizio del mese di ottobre. Anche dal punto di vista delle acidità il Nebbiolo non ha avuto quel calo tipico delle annate calde caratterizzate da un ciclo abbastanza breve. Questo effetto può essere dovuto al vigore vegetativo iniziale causato dalla dotazione idrica abbondante con la quale è iniziata l’estate e che ha consentito alle viti di svilupparsi al meglio. In conclusione, un’ottima annata, con punte di eccellenza specialmente sui vini da medio lungo invecchiamento. 

Senza ombra di dubbio, non riuscirei a trovare un Barolo 2020 che non meriti di essere degustato, quindi di seguito alcuni dei Barolo che ho assaggiato, in rappresentanza di tutti quelli che ho degustato.

Azienda Livia Fontana di Castiglione Falletto – Barolo Fontanin 2020 e Barolo Villero 2020; Giacomo Fenocchio di Monforte d’Alba – Barolo Bussia 2020; Luigi Vico di Serralunga d’Alba – Langhe Nebbiolo 2020, Barolo del comune di Serralunga d’Alba 2020 e Barolo Prapò 2020 (nonché il Vermouth rosso); Amalia Cascina in Langa di Monforte d’Alba – Barolo Bussia Vigna Fantini 2020 e Barolo Le Coste di Monforte 2020; Azienda Elvio Cogno di Novello – Barolo Ravera 2020 e Barolo Cascina Nuova 2020.

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