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Lo scrigno di Torino
“Il Caffè Baratti & Milano è una tappa importante nella storia della città di Torino. Il traguardo di questo compleanno è motivo di orgoglio e siamo entusiasti di offrire alla città, dopo ben 150 anni, il locale storico immutato nelle sue parti caratteristiche, sia rispetto all’inaugurazione di fine 800, sia rispetto ai rinnovamenti di inizio ‘900.
Così ha esordito il dott. Guido Repetto, in qualità di Presidente, per inaugurare il periodo di festeggiamenti per l’anniversario del Caffè Baratti & Milano. A lui si sono aggiunte le parole di Manuela Viglione, Direttore Creativo del Caffè: “In questo compleanno importante, il Caffè Storico si apre sempre di più alle arti e ai nuovi mestieri (come fece nel 1874 e poi di nuovo nel 1911), impegnandosi sulle collaborazioni con artigiani locali, creativi, disegnatori e confezionatori per arrivare ad artisti di fama internazionale che restituiscono alla città la bellezza che merita”.
Il celebre Caffè Baratti & Milano deve il suo nome a due confettieri canavesani: Ferdinando Baratti, originario di Piverone, ed Edoardo Milano (strana coincidenza per uno dei locali storici torinesi), originario di Bollengo. Eravamo nella seconda metà dell’800, quando, in uno di quelli che diventerà tra le location più belle ed eleganti di Torino, diedero vita a una storica caffetteria.

Baratti & Milano, l’inaugurazione
La loro bottega apre il 31 dicembre 1874, inizialmente per accogliere gli ospiti della Banca Industriale Subalpina, il passage vetrato e monumentale che negli anni a venire prende il nome di Galleria dell’Industria Subalpina, costruita da Pietro Carrera, e a due passi dalla centralissima Piazza Castello. Ancora non lo sanno i giovani Ferdinando ed Edoardo, ma questo locale diventerà uno dei simboli della città sabauda, amato per la sua eleganza e raffinatezza, e segnerà la storia dell’arte dolciaria italiana.
È il primo febbraio 1875 quando si inaugura questa caffetteria, dove oltre poter accomodarsi sui comodi divanetti, per degustare un pranzo o prendere un caffè chiacchierando, si potranno acquistare cioccolato, confetti, canditi, caramelle, liquori e vini prestigiosi.
Baratti & Milano avevano fondato nel 1858 la loro azienda di arte dolciaria, dopo essersi trasferiti a Torino, aprendo la prima bottega in Via Dora Grossa, oggi Via Garibaldi, con il motto “La nostra qualità fa storia”. Sono anni di grande fermento sociale, con il primo ministro sabaudo Cavour che tesse l’unità d’Italia, mentre la città di Torino conosce un eccezionale sviluppo economico. È questo il contesto in cui si fa presto notare il laboratorio di pasticceria dei due giovani confettieri.
Infatti fin dall’inizio si potrà fregiare dello Regio Stemma della Casa Reale di Savoia, diventando ufficialmente “Provveditori di Sua Maestà il Re d’Italia e dei Reali Principi”, grazie alla bontà e all’altissima qualità dei suoi prodotti. E dato il grande successo la Baratti & Milano decide di trasferirsi da Via Garibaldi alla più centrale Galleria Subalpina.
A questa, nel 1905 si aggiunge lo stabilimento di Corso Mediterraneo, dove vengono lavorati i prodotti tradizionali, i vermouth e gli aperitivi. Nel 1909, grazie al progetto di Giulio Casanova e Pietro Fenoglio, e con la collaborazione dello scultore Edoardo Rubino per quanto riguarda gli interni, viene eseguito un ampliamento, trasformando il locale, come appare attualmente. Specchi, marmi, bronzi, dorature stucchi e mosaici, lo fanno diventare un elegantissimo ambiente architettonico e artistico, rendendolo anche protagonista come ambientazione di riprese cinematografiche.

Ricostruzione e visione futura
Purtroppo, durante la Seconda Guerra Mondiale, entrambi gli edifici saranno soggetti ai bombardamenti, venendo devastati e causando un quasi totale arresto della produzione.
Riaperto nel 1948, dopo un accurato restauro, nel 1985 viene posto dal Ministero dei beni culturali il vincolo di tutela storica sul locale e sugli arredi. Nei decenni successivi si assiste a una ricostruzione dello stabilimento e della bottega, con vari spostamenti e rinnovamenti aziendali. Anche il marketing diventerà fondamentale per ridare vigore a Baratti & Milano, come l’indimenticabile manifesto di Armando Testa, con l’iconico copricapo di Gina Lollobrigida, che contribuirà al rilancio del marchio torinese.
A questi si aggiungeranno anche cambiamenti aziendali, con passaggi di proprietà, prima all’azienda veneta Toulà, e poi quella definitivo nel 1999 al Gruppo Elah Dufour Novi. La famiglia Repetto, prima con Flavio e poi con il figlio Guido, nella figura di patron della Elah Dufour, si impegnano in un impegnativo restauro, sia di design, tra gli arredi, i decori e le facciate, che nel business aziendale, dandogli un respiro più internazionale.
150 anni dopo l’apertura
Tra l’800 e il 900 il Caffè è diventato un fiore all’occhiello di Torino, centro della sua vita culturale, e ritrovo di intellettuali, artisti e politici. Da Massimo D’Azeglio a Giolitti, a Einaudi, a Pietro Mascagni, dalla Montalcini e Eleonora Duse, da Pavese a Nietzsche, la lista di personalità è sempre più numerosa. Guido Gozzano lo celebra addirittura nella poesia “Le Golose”, facendone un protagonista della letteratura italiana. E ancora adesso, 150 anni dopo l’apertura, rimane uno dei locali più belli e prestigiosi d’Italia, ritrovo tra i più eleganti del capoluogo piemontese.
I suoi interni in Art Noveau sono diventati un simbolo e la cornice perfetta per l’assaggio dei gianduiotti, dei cremini (fu proprio Ferdinando Baratti a crearli, diventando poi con il gianduiotto uno dei grandi classici fra i cioccolatini italiani), e per le ormai mitiche “Classica” e “Barattina”, le caramelle con l’iconico incarto a farfalla. Una caramella, la “Classica”, che dal 1906 delizia i palati non solo dei torinesi, e che si è trasformata in un vero e proprio stemma di Torino, a cui si aggiunsero le Gelée Giada, le morbide al gusto frutta.

Baratti & Milano e i progetti dell’anno che verrà
Per dare inizio ai festeggiamenti per i suoi 150 anni, martedì 10 dicembre, davanti alle storiche vetrine si sono riuniti il patron Guido Repetto, il Sindaco di Torino Stefano Lo Russo, e il Presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio. Un saluto istituzionale per Baratti & Milano che ancora oggi si dimostra un “vecchietto in formissima”, con le sue tipiche insegne, il marchio, e gli arredi immutati, che permettono di fare un viaggio indietro nel tempo.
Il 2025 diventerà protagonista di un anno di eventi e di novità, a cominciare dall’apertura del nuovo spazio ristorante il 28 gennaio. Successivamente in corrispondenza dell’anniversario, il 1 febbraio, il locale si aprirà a festa per tutta la città con un evento speciale. L’anno che verrà vedrà anche la nuova collaborazione con lo chef stellato Ugo Alciati, membro di una delle famiglie più prestigiose della cucina piemontese, che presenterà un menù che racchiude tradizione e contemporaneità. Con lui il maestro pasticcere Marco Raimondo, a capo dello staff tutto al femminile del laboratorio di pasticceria, con i classici pasticcini e bignè che hanno segnato la storia del gusto italiano.
Le novità non riguarderanno solo la gastronomia
Da gennaio verrà lanciato un innovativo progetto artistico di Helga Faletti e a cura di Luca Beatrice, dal titolo “Vetrinista sarà lei”, con l’idea di trasformare le sue vetrine in un’esposizione d’arte contemporanea che celebrerà l’identità storica e culturale del marchio.
Sarà un modo per raccontare la sua storia attraverso le stesse vetrine, che nel corso del XX secolo sono diventate vere e proprie tavole da disegno per gli artisti. Ad aggiungersi, a maggio 2025, in collaborazione con il Museo Egizio di Torino (di cui ricorre allo stesso modo il compleanno), comincerà una serie di mostre dedicate per esporre documenti storici, stampe e locandine d’epoca, a testimonianza del rapporto stretto che intercorre da sempre con il territorio.
Un anno ricco di iniziative per omaggiare una realtà storica, culturale e imprenditoriale, dove la tradizione dolciaria si è intrecciata con l’innovazione e l’arte, per uno dei luoghi culto della città dei Savoia.In quel piccolo scrigno che è la Galleria Sabauda, a sorseggiare un caffè e assaggiare una Classica.








