ovadaincontratorino_copertina

“Ovada incontra Torino” 

ovadaincotratorino_evidenza

Tempo di Lettura: 4 minuti

Il dolcetto dell’Alto Monferrato Ovadese

Giovedì 5 settembre, nella sede torinese dell’Associazione Italiana Sommelier, si è svolto l’evento “Ovada incontra Torino” , durante il quale è stato possibile degustare alcune delle migliori espressioni della denominazione Ovada Docg. Nello spazio di Ais Piemonte, in via Modena 23 a Torino, si sono riunite alcune cantine del territorio piemontese, con l’obiettivo di mettere nuovamente sotto i riflettori la versione più nobile di uno dei suoi vitigni storici, il dolcetto.

L’Ovada Docg, prodotto interamente con uve dolcetto, si sviluppa in 22 comuni della collina nell’Alto Monferrato Ovadese e dintorni, tra Acqui e Gavi, dagli Appennini verso la valle del Po. Dal 2013 il Consorzio di Tutela dell’Ovada Docg, con sede ad Ovada e attualmente presieduto da Daniele Oddone, e che ad oggi raggruppa circa 30 aziende vinicole, si occupa di preservare e tutelare la denominazione, con l’obiettivo di promuovere la conoscenza dell’Ovada Docg in Italia e nel mondo.

I produttori totali presenti sul territorio sono circa cinquanta, per un totale di centomila bottiglie, quasi tutte a conduzione famigliare e impegnate a seguire interamente tutte le fasi e di produzione, vinificazione e imbottigliamento.

Evento “Ovada incontra Torino”

Di queste, diciannove le aziende ritrovate all’evento torinese. Un’idea promozionale creata dal Consorzio, con la collaborazione di Ais Piemonte, per esplorare e conoscere meglio un terreno da sempre risultato più ostico per il vino locale. Un pomeriggio dedicato all’approfondimento di una denominazione che vuole accrescere i propri orizzonti e farsi conoscere da un pubblico sempre più appassionato e competente.

Proprio per questo, negli anni il Consorzio ha lavorato per imporre la visione di un dolcetto diverso, non più vino esclusivamente vocato a un consumo immediato ma in grado anche di dare soddisfazioni con un orizzonte temporale più ampio. E promuovendo ogni anno le cantine associate in una grande città: dopo Milano e Roma, questa volta è stato il turno del capoluogo piemontese.

A rendere molto interessante l’iniziativa, in parallelo ai banchi d’assaggio con i produttori, in Sala Barolo, che ha permesso di confrontare le diverse versioni tra le etichette, si sono svolte due masterclass, presentate da Oddone e Mauro Carosso, presidente di Ais Piemonte, e condotte da Andrea Dani.

AndreaDani_MauroCarosso_ovadaincontratorino_testo
Andrea Dani e Mauro Carosso

Le masterclass

Ostinati e (ri)belli: l’Ovada incontra il Beaujolais

Aperta solo agli operatori di settore, ha visto protagonista un insolito, ma simpatico e anche divertente, parallelo con il il Gamay, vitigno francese che dà vita al Beaujolais. Due vini che hanno sicuramente delle analogie, visto che sono entrambi considerati un po’ i parenti poveri rispetto ai loro cugini più famosi delle Langhe e della Borgogna. Ed entrambi, solo fino a poco tempo fa, ricordati sempre con il rischio di essere sminuiti, visti come “Il vino del contadino” per quanto riguarda il vitigno piemontese, e “il Nouveau” per quello d’oltralpe, da aprire e bere solo all’inizio della stagione delle nebbie.

Un assaggio di otto vini, quattro per denominazione, dal 2022 fino al 2017, che ha permesso di fare questo confronto, tra similitudini e differenze gustative. Da segnalare:

Ovada Riserva 2020 “MoonGiardin” Ca Bensì: prodotto con uve dolcetto da vigneto selezionato, imbottigliato e commercializzato dopo un affinamento di almeno due anni, di cui uno in botte grande di rovere, e almeno sei mesi di riposo in bottiglia. Rosso rubino intenso con riflessi granata, dal profumo intenso con note speziate, vaniglia e sfumature di frutti di bosco. I tipici tannini del dolcetto risultano molto morbidi e piacevoli e spicca la sua grande struttura e intensità, che fa prevedere un’ottima resistenza nel tempo.

Beaujolais Chenas Aoc 2017 “Vieilles Vignes” Domaine Anthony Thevenet: 100% di uve Gamay provenienti da viti ultra cinquantenni, nel cuore di Chénas, il più piccolo dei dieci crus del Beaujolais.Dopo la macerazione carbonica a grappolo intero, la fermentazione malolattica completa è seguita da un affinamento di 7 mesi in antiche botti di rovere. Si apre con intensi profumi di mirtilli e violette, che poi evolvono in una sinfonia di frutti rossi, pepe bianco, china, assenzio e delicate note di salvia al palato. La profondità e la persistenza del gusto, oltre una struttura setosa e un buon tannino integrato, sono testimonianza della qualità che questo cru può offrire. 

“Ovada: il racconto di un terroir che sfida il tempo”

Per l’occasione aperta a tutti gli appassionati, ha regalato la possibilità di assaggiare otto vini, creando un excursus tra annate più o meno datate di Ovada Docg, e che ha permesso di scoprire le diverse espressioni di invecchiamento del dolcetto, raccontandone il sorprendente potenziale, in parte ancora da scoprire. Come in precedenza si segnalano alcuni vini che hanno colpito nella degustazione:

Ovada 2016 “Tre Lustri” Ca del Bric: bio, vinificato in acciaio, matura e si affina in botti grandi di rovere per cinquanta mesi, e in bottiglia per almeno altri dodici mesi. Rosso rubino intenso tendente al granato, con un profumo ricco, fresco e fragrante con note fruttate di sottobosco, sentori di frutta secca e spezie, dalla cannella alla vaniglia, e balsamico in chiusura. In bocca risulta essere fresco, estremamente vivo ed armonico, con tannini estremamente eleganti che donano persistenza e finezza.

Ovada 2008 “Du Riva” Luigi Tacchino: fermentazione svolta in vasca di acciaio inox, e affinamento in botti di rovere da 500 litri per un periodo variabile a seconda dell’annata. Rosso rubino intenso alla vista. Profumo di ciliegie nere mature, more e ribes, fiori rossi, erbacei di prugnolo e sentori speziati di vaniglia e liquirizia, di cioccolato con note legnose ben integrate. In bocca fresco, fruttato, una grande struttura con tannini potenti, maturi e rotondi con persistenza media e acidità bassa.

Ad accompagnare la masterclass, lo chef del ristorante Mirepuà Food Lab di Cremolino, in provincia di Alessandria, che ha preparato un piatto di accompagnamento ai vini proposti, in un momento di live show cooking.

ovadaincontratorino_testo
Mirepuà Food Lab

Aziende presenti

Alvio Pestarino, Ca’ Bensi, Ca’ del Bric, Casa Nuova, Cascina Belvedere 1932, Cascina Bisceto, Cascina Gentile, Cascina San Martino, Castello di Grilllano, Castello di Tagliolo, Ghera, Ghio Vini, La Piria, La Valletta, Paschetta Vini, Rocca Rondinaria, Tacchino , Tenuta Gaggino, Tenuta Gualco.

Hai un azienda?

Vuoi far conoscere la tua passione, il tuo territorio e la qualità dei tuoi vini a un pubblico più vasto? Se la tua cantina merita più visibilità online e notorietà, possiamo aiutarti.

Non Lasciarti Sfuggire Nulla!

Per ricevere contenuti esclusivi, anteprime e offerte dedicate, entra a far parte della nostra comunity. Iscriviti e scopri il nostro prossimo segreto!

kombucha

Fermentazione inoculata di lieviti e batteri che lavorano in sinergia

Germania
Verbena Jasmine Riesling Sparkling Juicy Tea
Spumanti

van Nahmen

Marche
San Paolo Riserva Verdicchio Classico Castelli di Jesi Docg
Vino Bianco

Pievalta

Iscriviti alla Newsletter

Per non perderti i contenuti e le promozioni di GiuColVino, iscriviti alla nostra Newsletter mensile!