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Mosnel QDE 2001, non solo questione di etichetta
Elegante premiazione, come da tradizione per Mosnel che torna con il concorso Questione Di Etichetta, dopo ben 10 anni, negli splendidi giardini manzoniani del ristorante Voce di Aimo e Nadia a Milano. È stata premiata Lisa Perbellini, giovane designer veronese emergente, per l’etichetta che avvolge il Franciacorta Brut QDE 2001, edizione limitata in formato Magnum di sole 100 bottiglie indetto da Mosnel con il patrocinio di ADI – Associazione per il Disegno Industriale e la partnership di Fedrigoni, carta di qualità. Il tempo ha scolpito l’eccellenza con un tratto grafico efficace e contemporaneo che celebra 23 anni di vita e 21 anni di affinamento sui lieviti.
Un intricato disegno di radici, formato da una rete di linee colorate che si intrecciano, capace di riflettere la profondità e la complessità dell’affinamento che il vino ha attraversato in ventun anni. Le linee colorate che formano la radice rappresentano il sapore, l’aroma e il carattere che hanno maturato nel vino. Ogni colore rappresenta un elemento peculiare, dalle note fruttate ai sentori più freschi, fino alla struttura e all’equilibrio finale. Le ventuno linee oro, che si incrociano con le altre, rappresentano il passare del tempo e mostrano come ogni anno di affinamento arricchisce il profilo sensoriale del vino.
“Per la sesta edizione di Questione Di Etichetta, che torna dopo dieci anni – spiega Lucia Barzanò – abbiamo scelto il lavoro realizzato da Lisa Perbellini grazie alla capacità di sintesi fra la realizzazione grafica e i significati che vengono esplicitati e che uniscono elementi del territorio e della sostenibilità. Il segno, inoltre, è particolarmente efficace, potente, dinamico e contemporaneo. Il giudizio dei giurati è stato pressoché unanime: eravamo tutti d’accordo sul fatto che l’immagine rappresentasse pienamente lo spirito di Mosnel e il valore del tempo, fattore che contraddistingue da sempre la nostra filosofia”
Franciacorta Brut QDE 2001
I fratelli Lucia e Giulio Barzanò ci presentano il contenuto della QDE 2001. Intenso e profondo alla beva mostra classe e personalità evolutiva fascinosa, rafforzando sorso dopo sorso il senso della potenza trasformatrice del tempo. Al primo olfatto giunge la buccia candita del limone di Sorrento insieme alla pera disidratata, al kumquat e la camomilla con un tocco di menta secca, seguito da note più cupe e dolci insieme, come l’albicocca confit, la noce macadamia e il miele di castagno leggero, che al sorso si fondono in un sorprendente crescendo di aromi, sapori e texture.
Potenza, ampiezza ed energia al palato sono segnate da una freschezza decisamente fuori scala rispetto all’età, con una progressione di pepe bianco e grafite che conferisce accenti minerali e solleva nuovamente il frutto agrumato fino al finale di mandorla, camomilla e buccia d’arancia, è fine, cremoso e risonante, dalla persistenza durevole e appagante.
La giuria presente alla presentazione è stata composto da Daniele Cernilli, Federico De Cesare Viola, Benedetta Moro, Dario Moretti, Lucia e il fratello Barzanò, ha premiato la giovane designer con la bottiglia numero 1 e un riconoscimento economico.
Lucia e Giulio Barzano’, patroni di Mosnel, hanno voluto menzionare e accogliere anche gli altri giovani partecipanti e valorizzare anche i loro racconti grafici. Erano presenti: Giulia Falletti e Riccardo Galli con Radici, seguiti da Beatrice Bianchet, ideatrice di Take only pictures. La menzione speciale della giuria è stata assegnata a Claudia Polizzi ed Elisa Grezzani, per la ricerca cromatica attraverso la rottura degli schemi classici.

Jeroboam Mosnel riserva QDE Pas Dosé 2004
La premiazione è stata suggellata dalla degustazione di una Jeroboam Mosnel riserva QDE Pas Dosé 2004, vestita da Francalma Nieddu, destinata alle grandi occasioni e non più in commercio, già di per sé trascendentale. Resta sui lieviti 5 anni, non è dosata, ha base Chardonnay e Pinot Nero, con un piccolo saldo di Pinot Bianco del 5%.
Conduce a fragranze di pasticceria croccanti e nello stesso tempo burrose, accanto ai sentori agrumati di bergamotto, di cedro, a frutta gialla matura come pesche noci bianche, la pera cotta, a fiori bianchi e profumati come il gelsomino, il narciso e la camelia del Giappone, la verbena, la camomilla e un tocco di zenzero e pan di spezie. Note ancor più complesse sul finale gusto-olfattivo di caramello salato dove sosta la salinità e the jasmine. Il sorso è suadente, sapido con una cremosità vellutata al palato e una freschezza tesa e slanciata, che lascia una lunga persistenza e chiude su avvolgenti note di frutta secca.
È piacevolissimo, come aperitivo abbinato ai finger food del ristorante Voce e avvolge sia melone marinato all’ anice stellato, che la panetteria appena sfornata, che le polpettine di vitello e maionese al lime, al bignè ai formaggi, e infine col risotto alla milanese rigorosamente al cucchiaio che abbiamo degustato.
È stato un evento ricco di stile, design, arte, bollicine italiane d’eccellenza e arte culinaria negli splendidi giardini manzoniani. Parole d’ordine: stile, qualità e arte della pazienza di Mosnel. Cosa assai rara oggigiorno. Plauso all’ottima organizzazione.
Monica Tessarolo








