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Il nuovo corso dell’Oltrepò Pavese, tra rimpianti per il passato e sogni per il futuro
È iniziata con gli interventi istituzionali della Presidente e del neo Direttore del Consorzio Tutela Vini Oltrepò Pavese, Francesca Seralvo e Riccardo Binda, e dell’assessore all’Agricoltura, Sovranità alimentare e Foreste Alessandro Beduschi, la quarta edizione dell’evento “Oltrepò – Terra di Pinot Nero, un territorio, un vitigno, due eccellenze” nell’Antica Tenuta Pegazzera di Casteggio, in provincia di Pavia, il 30 settembre.
La manifestazione, organizzata dal Consorzio, e quest’anno patrocinata dalla Regione Lombardia e dal Comune di Casteggio, è stata anche il modo di presentare il nuovo il direttore Binda, di ritorno nella sua terra natale dopo undici anni trascorsi in Toscana, con la stessa funzione, nel Consorzio per la Tutela dei Vini Doc Bolgheri e Bolgheri Sassicaia.
Un Binda quasi emozionato, che ha ringraziato Presidente e Consiglio di Amministrazione, oltre gli stessi produttori, per la possibilità di intraprendere questo nuovo ruolo, definendolo il momento giusto per tornare.
“Lo è perché i tre presupposti su cui il nuovo lavoro del Consorzio si basa, filiera, qualità e trasparenza, hanno trovato proprio adesso la maniera di sbocciare. Iniziamo dalla filiera, che non può non passare da una realtà fondamentale per il territorio, che è ed è sempre stata: la realtà cooperativa. L’Oltrepò è un territorio di aziende, ma è soprattutto un territorio di agricoltori e di vignaioli. Il ruolo di Terre d’Oltrepò è stato fondamentale per dare la svolta di cui questo territorio aveva bisogno verso la filiera, che è il primo mattone, la pietra angolare su cui noi costruiremo tutti i nostri progetti futuri. Il lavoro di tutte le cooperative, poi, deve andare di pari passo con tutto quello dei produttori di filiera, quelli di qualità, che ci sono sempre stati, ma che hanno bisogno del tessuto produttivo e del territorio per emergere tutti insieme. Infine la trasparenza, quella che ci deve consentire di scrollarci di dosso le ombre e la “sporcizia” di un passato che non ha fatto onore a questo territorio. Anche su questo noi non avremo nessun margine di cedimento, non faremo alcun passo indietro .”
L’intervento di Binda ha seguito il saluto iniziale di Francesca Seralvo, alla sua prima edizione in qualità di presidente del Consorzio, che ha sottolineato l’importanza dell’evento, definendolo il giorno del rinnovamento e della rinascita per il territorio, e ricordando il cambio di governance nel 2024 che ha portato anche a una revisione dello statuto consortile, già approvato dal CdA, e le profonde revisioni di modalità di tutela e di promozione di un brand che è simbolo di pinot nero in Italia “per vocazione, superficie vitata, e storicità .”
Aggiungendo poi:
“Un evento che abbiamo creato per dare finalmente visibilità alla qualità del Pinot Nero in Oltrepò Pavese, e che potrà iniziare a dare valore a vini, uve, vigne, creando un percorso e un cambiamento che non riguardano solo la qualità ma la consapevolezza delle potenzialità inespresse. L’obiettivo è quello di promuovere non solo il vitigno, ma l’intero territorio e le sue denominazioni, con un nuovo approccio, fiduciosi che l’Oltrepò Pavese del vino trovi la sua strada definitivamente .”
A terminare gli interventi istituzionali l’assessore Beduschi, che ha voluto sottolineare come la Regione Lombardia sostenga con convinzione questo nuovo corso volto a riacquisire credibilità e far emergere la sua eccellenza vitivinicola.
“Il sistema produttivo dell’Oltrepò ad oggi è un incompiuto, soprattutto nel settore vitivinicolo che rappresenta la nostra eccellenza, non solo della Lombardia, ma di tutto il nostro Paese. È un classico esempio di come si può, per una congiuntura complessa, dissipare una grande fortuna con delle scelte che guardano agli egoismi personali, ai singoli potentati e non a una visione alta e bella del territorio, che avrebbe tutte le carte per andare incontro a ciò che chiede oggi il mercato. Si beve meno, questo è il trend, ma si beve sicuramente meglio e quindi una scelta che asseconda la qualità del lavoro… ossia la scelta di valorizzare la filiera nella sua interezza è vincente e consente di puntare ad una qualità produttiva … Regione Lombardia vuole assecondare la scelta che il nuovo corso del Consorzio ha intrapreso, perché riteniamo che sia la più etica, la più giusta e la più prospettica .”
Oltrepò Terra di Pinot Nero

La manifestazione è stata un successo per numero di partecipanti, oltre 300 tra operatori selezionati, sommelier e rappresentanti della stampa nazionale. Presenti 32 aziende virtuose del territorio, divise nei loro banchetti d’assaggio, e che durante il walk around tasting hanno presentato 121 etichette, declinate nelle versioni Oltrepò Pavese Metodo Classico DOCG e Pinot nero dell’Oltrepò Pavese DOC. Un’occasione unica per far conoscere questo piccolo territorio lombardo, facendone un riferimento per un vitigno di qualità come il pinot nero. L’evento ha messo in evidenza il forte legame tra il territorio e la sua capacità di raccontare l’eccellenza di questa cultivàr in tutte i suoi aspetti, confermando il suo alto potenziale. Il Consorzio adesso si pone proprio l’obiettivo di sviluppare tutto questo e continuare con una strategia di valorizzazione a lungo termine.
Ad accompagnare questi assaggi due masterclass alla cieca, guidate da Valentina Vercelli (giornalista e curatrice della guida Slow Wine) e Filippo Bartolotta (giornalista, docente specializzato nella comunicazione del vino e del suo territorio, e coinvolto nel progetto “Oltrepò” fin dalla prima edizione), dedicate a un approfondimento del Pinot Nero dell’Oltrepò Pavese Doc e dell’Oltrepò Pavese Metodo Classico DOCG.

“Quattro anni fa cominciavamo quasi in maniera carbonara” ha esordito, scherzando, Bartolotta “Adesso è bello vedere, come da un piccolo progetto, la partecipazione si è allargata, tra istituzioni, operatori e colleghi giornalisti. Questo rimane uno dei pochi territori di scoperta, tra le influenze della Lombardia, il Piemonte, la Liguria e l’Emilia Romagna” – aggiungendo poi durante la masterclass dedicata al pinot nero vinificato in rosso: “c’è molta sensibilità, un’interpretazione sempre più autentica delle caratteristiche identificative del Pinot Nero in Oltrepò. I vini risultano più eleganti, con al centro il frutto, senza essere troppo marcati con i legni. Sono curioso di scoprire cosa succederà nei prossimi anni .”
Valentina Vercelli, commentando la sua partecipazione all’evento e alla masterclass, ha sottolineato:
“Questa è una zona che amo molto, sia per motivi professionali che personali. E la conosco molto bene, perché, lavorando per una guida, ogni anno vengo nel territorio a degustare i vini delle varie cantine. Sono molto contenta, perché in 15 anni ho visto una grande crescita qualitativa, con un grande sforzo dei produttori, e sottolineo che per la stessa guida Slow Wine del 2025, questo è l’anno in cui ci sono stati più pinot nero premiati in assoluto. Questo è un bellissimo segnale di un territorio che ha iniziato finalmente una crescita, e sta andando avanti in questo senso…
I Metodo Classico che abbiamo assaggiato hanno profili molto diversi, ma sono tutti legati da un filo conduttore dato dall’alta qualità ed eleganza che sono in grado di esprimere. Sono prodotti che hanno un rapporto qualità prezzo incredibile, perfetti per la ristorazione grazie alla grande abbinabilità.”
Per curiosità, entrambe le masterclass hanno avuto un “intruso” tra le etichette degustate, come sfida dei relatori per cercare di riconoscerlo, e percepirne le differenze.
Masterclass Pinot Nero in Rosso – Oltrepò Pavese Doc
- “NEOS” 2023 – Montelio
- “IL MARCOVALDO” 2023 – Finigeto
- “LUIGI PADROGGI” 2021 – La Piotta
- “PINOT NERO” 2021 – Castello du Cigognola
- “V18″ 2021 – Cordero San Giorgio
- “NOIR” 2021 – Tenuta Mazzolino
- “LES JAROLLIÈRES” 2021 – La Pousse d’Or Pommard 1er Cru Pinot Nero
- “TAVERNETTO” 2020 – Conte Vistarino
- “POGGIO DELLA BUTTINERA” 2019 – Travaglino
- “GIORGIO ODERO” 2014 – Frecciarossa
Masterclass Pinot Nero in versione spumante – Oltrepò Pavese Metodo Classico Docg
- “LA GENISIA” Extra Brut Sans Année – Torrevilla La Genisia
- “DRAPPIER CHAMPAGNE BRUT NATURE” Sans Année – Maison Drappier
- “VERGOMBERRA” Dosaggio Zero 2019 – Bruno Verdi
- “1870 GRAN CUVÈE STORICA” Brut 2019 – Giorgi
- “PINOT NERO” Brut 2017 – Cà del Gè
- “COLLEZIONE 2008” Brut 2008 – Terre d’Oltrepò La Versa
- “NOTE D’AGOSTO” Extra Brut Sans Année – Alessio Brandolini
- “CRUASÈ” Brut Rosè 2021 – Azienda Agricola Pietro Torti
- “LA BOLLA ROSE” Brut Rosè Millesimato 2020 – Cantine Cavallotti
- “CUVÈE ROSÈ” Pas Dosè 2017 – Calatroni
L’evento “Oltrepò – Terra di Pinot Nero, un territorio, un vitigno, due eccellenze” è stato un viaggio tra le sue diverse sfumature. Le diverse sfumature di un vino, in un lembo di terra, sui cui puntano le culture e le tradizioni di quattro diverse regioni, e di si sono potuti degustare prodotti di ottima qualità, verificando come le aziende, e il Consorzio a sostegno, stiano facendo un buon lavoro. Adesso l’obiettivo del futuro dovrà essere continuare con questa sinergia, lasciando da parte individualismi ed egoismi, che nel passato hanno portato a risultati quasi catastrofici. E soprattutto continuare con lo stesso motto di oggi: “Meno quantità, più qualità”.
Cantine partecipanti
Alessio Brandolini, Bertè & Cordini, Bosco Longhino, Bruno Verdi, Cà del Gè, Calatroni, Castello di Cigognola, Cavallotti, Conte Vistarino, Cordero San Giorgio, Ersaf Riccagioia, Fiamberti, Finigeto, Frecciarossa, Giorgi, La Genisia – Torrevilla, La Piotta, La Travaglina, Le Fiole, Le Fracce, Manuelina, Montelio, Monsupello, Oltrenero, Azienda Agricola Pietro Torti, Prime Alture, Quaquarini Francesco, Tenuta Mazzolino, Terre Bentivoglio, Terre d’Oltrepò – La Versa, Torre degli Alberi, Travaglino.








