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Piemonte: analisi vendemmia 2024 e uscita Barolo 2021

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Vendemmia 2024 in Piemonte 

Si stimano oltre 2,25 milioni di ettolitri prodotti nella vendemmia 2024. Piemonte seconda regione italiana con un fatturato vino di 1.248 milioni di euro. Focus sui mercati internazionali di Nomisma. Terminata la vendemmia si traccia il bilancio del 2024: i dati alla mano parlano di un rialzo nella produzione e nell’esportazione ma non è da sottovalutare l’andamento vendemmiale difficoltoso a cui seguono una serie di valutazioni da evidenziare. 

Annata 2024 dall’andamento anomalo che ha messo in seria difficoltà tutte le aree vitivinicole della regione Piemonte, caratterizzato da un clima caldo umido, ha interrotto il trend più siccitoso degli ultimi anni. Il bilancio rimane comunque positivo, come accennato sopra, si stima siano oltre 2,25 i milioni di ettolitri prodotti (+ 5% contro i 2,06 milioni del 2023). Il Piemonte inoltre si conferma come la seconda regione a livello nazionale per impatto di fatturato con un giro d’affari a quota 1.248 milioni di euro.

Secondo i tecnici «fondamentale sarà l’approccio in cantina per valorizzare le peculiarità di un’annata difficile ma non priva di potenzialità. Come sempre, il tempo e l’esperienza enologica sapranno restituire espressioni autentiche e sorprendenti di questa vendemmia».

“L’Annata Vitivinicola in Piemonte 2024″

I dati tecnici a cui facciamo riferimento sono estratti dall’annuale pubblicazione “L’Annata Vitivinicola in Piemonte 2024” curata da Vignaioli Piemontesi e Regione Piemonte in cui si analizzano dati tecnici, valutazioni sulla vendemmia appena trascorsa e andamento economico generale del comparto vitivinicolo. Un lavoro che Vignaioli Piemontesi porta avanti dal 1992.

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Giulio Porzio, Paolo Bongioanni e Marina Chiarelli

L’assessore all’Agricoltura della Regione Piemonte Paolo Bongioanni: «Il vino è al centro della visione che ho in mente per lo sviluppo dell’agricoltura del Piemonte. Con questa legislatura sono infatti riunite per la prima volta in un unico Assessorato le deleghe regionali a Commercio, Agricoltura e Cibo, Caccia e Pesca, Parchi. Sono tutti settori strettamente interconnessi … sono soprattutto l’espressione di eccellenze che il Piemonte sa offrire a livelli assoluti, e che intendo per questo sviluppare in un disegno organico. Con i 750 milioni di euro del Complemento di Sviluppo Rurale 2023-27 la Regione rinnova il suo sostegno di sempre all’impresa agricola, ai consorzi e alle enoteche regionali, dalla vigna alla promozione finale. Contemporaneamente, però, stiamo dando forma a un salto qualitativo senza precedenti nella valorizzazione dell’agroalimentare piemontese: la rivoluzione della Filiera corta.» 

L’assessore al Turismo della Regione Piemonte Marina Chiarelli: «Il Piemonte si conferma una delle regioni leader a livello nazionale per produzione e fatturato nel settore vinicolo. L’impatto significativo anche sui mercati internazionali è il risultato di una sinergia … il nostro impegno è di continuare a promuovere e sostenere questa eccellenza. Vogliamo rafforzare la presenza del nostro Piemonte nei mercati globali per valorizzare le nostre straordinarie produzioni locali che attraggono un turismo di qualità.» 

Qualche dettaglio in più sull’andamento climatico

«L’annata viticola appena conclusa ci ha visti produrre di più, ma non senza grandi difficoltàha detto Giulio Porzio di Vignaioli Piemontesi – soprattutto nel raggiungere la vendemmia a causa delle piogge abbondanti. Sul fronte della sostenibilità economica, però, il nostro comparto è ancora lontano da una situazione ottimale. I mercati e i consumi stanno cambiando rapidamente, e questo richiede un approccio più veloce e deciso nell’affrontare le problematiche che abbiamo davanti. Dobbiamo rivedere le nostre strategie con una visione d’insieme, come una squadra coesa. In questo contesto, il ruolo della Regione diventa cruciale… è un momento in cui serve coraggio per credere nel nostro lavoro e scommettere sul futuro della viticoltura piemontese». 

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Giulio Porzio Vignaioli Piemontesi

Rilievo dei dati termopluviometrici

L’andamento termopluviometrico nel complesso porta a classificare l’annata corrente come caldo-umida. Un’annata iniziata presto e finita tardi, con raccolta delle uve tra settembre e ottobre. L’accumulo termico durante tutta la stagione è stato superiore alla media ma di molto inferiore a confronto con le annate precedenti. In alcune zone si è evidenziato un deficit termico tra maggio e giugno con una risalita tra luglio e agosto.

È importante fare un distinguo tra le diverse macro aree regionali, in quanto alcuni territori possono aver beneficiato di condizioni lievemente favorevoli ma nel complesso, possiamo supporre di assistere a una sorta di sub tropicalizzazione climatica. Per esempio, venendo a mancare le forti oscillazioni termiche mensili (con le t° medie lievemente al di sotto dei valori storici dai primi mesi dell’anno fino al periodo tardo primaverile e, al contrario, notevolmente superiori nei mesi centrali estivi di luglio agosto). 

Tutto questo affiancato da fenomeni pluviometrici cospicui che hanno caratterizzato l’annata, sopratutto per la distribuzione di esse, più concentrate nella fase primaverile. I quantitativi di precipitazione – da inizio anno – sono stati pari a circa il doppio della media degli ultimi 25 anni. Provare a mettere a paragone la 2024 con annate precedenti non è cosa semplice, si possono trovare similitudini con la più recente 2014 o la 2002 oppure c’è chi rievoca vendemmie della fine anni ’80 o primi ’90. 

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precipitazioni mensili rispetto alla media storica_grafico estratto da “L’annata Vitivinicola in Piemonte”

Nell’insieme le condizioni meteorologiche non sono state del tutto favorevoli per l’ottimale svolgimento dei processi produttivi della vite, dallo sviluppo fenologico, alla gestione della cultura fino al rischio fitopatologico (particolare attenzione alla peronospora nella zona sud est della regione). Annate come questa offrono la possibilità di riflettere su quello che si sta verificando, col fine di prevedere e pianificare possibili misure per fronteggiare adeguatamente i rischi che ormai sono sempre più frequenti.

Ad ogni modo un’annata che ha messo a dura prova la caparbietà dei viticoltori piemontesi nella quale si sono dovute affrontare, in successione, una serie di difficoltà tecniche rendendola un’ardua sfida ma al contempo unica.

Il posizionamento dei vini piemontesi

Denis Pantini, responsabile Nomisma Wine Monitor, ha analizzato le performance e il posizionamento dei vini piemontesi, in particolare modo all’estero. Il Piemonte, è la seconda regione italiana – dopo il Veneto – per valore dell’export di vino.

Europa, Canada, Giappone, Stati Uniti e Russia

I primi 9 mesi segnalano un leggero calo a valore (- 0,4% dopo un 2023 che ha visto arretrare le vendite oltre frontiera dei propri vini di quasi il 6%). Crescono i rossi Dop piemontesi di circa l’1% a valore (a fronte di un +4,4% a volume), trainati da un forte recupero del Canada (+49%) e da importanti crescite in Svezia (+14%), Giappone e Stati Uniti (+10% entrambi). Sotto la parità invece l’Asti spumante (-1,7%), trascinato al ribasso da Germania (-9%), Austria (-14%) e Polonia (-20%). Corrono invece le esportazioni in Russia (+51%) sebbene abbia avuto un ruolo importante l’incremento della accise del governo di Putin.

Al di là delle tensioni geopolitiche e degli effetti, di rimando, nelle dinamiche internazionali, è evidente come l’impatto sui consumi di vino derivi in modo preponderante dal consumatore e dal cambiamento strutturale nell’approccio al prodotto.

I trend d’acquisto

I principali driver che influiscono sugli acquisti di vino in Italia sembrerebbero essere: attenzione alla sostenibilità, al salutismo e l’interesse per i territori di produzione. Traslando l’asticella dei consumi verso vini bio, sostenibili e ottenuti da vitigni autoctoni ma soprattutto a vini con minor gradazione alcolica, se non dealcolati (un trend che trova riscontro anche in altri mercati mondiali, come negli Stati Uniti, per esempio).

I dati della vendemmia 2024 in sintesi

Sulla base delle valutazioni condotte dal servizio tecnico di Vignaioli Piemontesi, l’annata può essere valutata complessivamente come più che discreta. «Il carattere più apprezzabile del 2024 – sostengono i tecnici – potrebbe essere quello delle “ridimensionate” potenze alcoliche anche più in sintonia con le nuove richieste di mercato».

Si stima che la produzione di vino abbia avuto un incremento del 5% rispetto all’anno passato attestandosi a oltre 2,25 milioni di ettolitri. In Italia la produzione 2024 è stimata a circa 41 milioni di ettolitri (+7% rispetto all’anno precedente). Il dato definitivo sugli ettari vitati in Piemonte si stima siano 44471 (in lieve aumento rispetto allo scorso anno). La produzione stimata di vini a denominazione di origine è di 2,10 milioni di ettolitri. Ci sono 60 denominazioni con 19 Docg e 41 Doc che coprono circa l’83% della produzione regionale; quasi tutta da vitigni autoctoni storici (Arneis, Cortese, Erbaluce, Favorita, Moscato Bianco, Nascetta e Timorasso; Barbera, Brachetto, Dolcetto, Freisa, Grignolino, Malvasia, Nebbiolo, Ruché, Pelaverga, Vespolina).

Secondo gli ultimi dati della Regione Piemonte, il valore della produzione piemontese è di 1.248 milioni di euro su un totale di euro 9.084 milioni. Il Piemonte si conferma come seconda regione a livello nazionale per impatto di fatturato. L’export interessa circa il 60% del vino prodotto in Piemonte, di cui il 70% nei paesi comunitari e il 30% nei paesi extra Ue.

Il 33% della produzione vitivinicola in Piemonte arriva dal mondo della cooperazione: 33 cantine cooperative piemontesi sono associate e rappresentate da Vignaioli Piemontesi con circa 6.000 soci. Presenti sul territorio inoltre 15 tra grandi e piccoli Consorzi di Tutela incaricati che coprono tutte le Doc e Docg piemontesi.

Siamo in Piemonte, parliamo (anche) di Barolo 

Dove aver visto una panoramica generale dell’andamento vendemmiale 2024, vogliamo porre l’accento sul vino noto come il “Re dei vini”, il Barolo con l’annata uscente, la 2021. Un vino che rappresenta infatti una delle realtà più celebri e significative, sia nel contesto nazionale che in quello internazionale.  

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È uscito finalmente il Barolo 2021

La tanto attesa annata 2021 è stata messa in commercio a partire dal 1° gennaio 2025, e qualche giorno prima della conclusione del 2024, si è tenuto a Barolo, presso l’Enoteca Regionale del Barolo, l’evento antologico intitolato “L’annata che verrà. Cosa aspettarsi dal Barolo 2021?”, dove produttori, critici e enologi hanno avuto l’opportunità di discutere e condividere le loro aspettative riguardo questa nuova uscita. Tra i partecipanti all’evento spiccava la figura di Michele Longo, noto critico enologico ed esperto di Barolo, che ha espresso alcune considerazioni sul potenziale della vendemmia 2021, preannunciandola come memorabile! 

Posso affermare con certezza che l’annata 2021 del Barolo avrà il potere di rivelarsi uno dei vini più straordinari di questo inizio di millennio, e potenzialmente una delle migliori di sempre. Questa annata si distingue per la sua unicità e la sua diversità rispetto a quelle che l’hanno preceduta. Per apprezzare a pieno le sue caratteristiche, sarà indispensabile avere una certa sensibilità, per saperla ascoltare mentre si svela, lentamente, di anno in anno. Sono certo che ci regalerà un equilibrio perfetto tra eleganza, potenza, profondità e carattere.” 

Tale dichiarazione alimenta la fiducia riguardo alla qualità delle nuove bottiglie, destinate a essere conservate per un lungo periodo, offrendo sorprese e un’esaltazione di profumi e aromi negli anni a venire.

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Michele Longo e Ian D’Agata

Secondo Longo, la 2021 rappresenta un’annata che si prevede essere tra le migliori degli ultimi decenni: È una vendemmia eccellente e molto intrigante. Nonostante un avvio climatico non particolarmente facile, grazie a un abbassamento delle temperature e a significative escursioni termiche che si erano registrate dalla seconda metà di settembre in poi, il risultato finale della vendemmia è stato complessivamente ottimale.”

Condizioni climatiche

Durante questo incontro ricco di spunti di riflessione, si è anche discusso ampiamente delle analisi qualitative e quantitative legate alle condizioni climatiche, un aspetto fondamentale da prendere in considerazione negli ultimi anni. Questo fattore è diventato, come detto anche in precedenza, un vero e proprio elemento di rischio per i produttori, i quali si trovano nella necessità di esplorare nuove metodologie in modo da raggiungere i risultati sperati in bottiglia. A tal proposito, Luca Rostagno, tecnico enologo, ha messo in evidenza come alcuni eventi meteorologici abbiano influito sull’annata 2021, citando le nevicate di gennaio che hanno assicurato una buona disponibilità idrica, il ritorno del freddo all’inizio di aprile e il caldo della prima metà di settembre, dettagliando ulteriormente come le buone escursioni termiche siano state accompagnate da piogge a fine settembre e inizio ottobre. Rostagno ha inoltre aggiunto come le condizioni climatiche degli ultimi due mesi avessero contribuito a rendere i grappoli di nebbiolo particolarmente ricchi, concentrati e con una perfetta maturazione fenolica.

“Oltre l’annata: viaggio nel terroir e nelle MGA comunali del Barolo 2021”

La manifestazione ha rappresentato anche una preziosa occasione per presentare il nuovo progetto intitolato “Oltre l’annata: viaggio nel terroir e nelle MGA comunali del Barolo 2021”, curato da Michele Longo e da Cristiana Grimaldi, direttrice dell’Enoteca Regionale. 

Inoltre, durante l’incontro è stata ufficializzata la nuova Commissione Tecnica di Degustazione A. Cordero, la quale avrà il compito non solo di valutare le nuove ammissioni all’Enoteca Regionale, ma anche di identificare i Barolo istituzionale, rappresentativi delle annate future. La Commissione sarà composta da esperti del settore: Michele Longo (presidente), Rosalba Rolando, Elena Bonelli, Federico Oberto, Giancarlo Germano, Luca Rostagno e Federico Scarzello, mentre Claudio Botto e Luca Marenco sono stati nominati membri interni.

Le MGA raccontano tutte le sfumature del terroir

Per quanto riguarda il nuovo progetto, l’obiettivo è quello di far conoscere e apprezzare le diverse espressioni dei terroir locali delle Langhe attraverso le MGA (Menzioni Geografiche Aggiuntive) comunali, creando una cartina delle varie sfumature del Barolo, e aiutando così il consumatore ad avere più consapevolezza durante l’assaggio. 

La Grimaldi ha commentato con entusiasmo quest’iniziativa: “Ci sono progetti che evolvono lentamente, come un buon Barolo. ‘Oltre l’annata’ è un’idea che porto con me da molto tempo, e mira a esplorare e valorizzare il legame con le MGA, che spesso non ricevono l’attenzione che meritano. Negli ultimi mesi questa sfida ha preso forma e sostanza grazie alla partecipazione di Michele Longo e la supervisione di Ian D’Agata (autore e critico di fama internazionale, che partecipava alla manifestazione in collegamento video da Shangai), fondamentali per trasformare questa mia visione in realtà.” Le attività inizieranno già quest’anno, con quattro incontri programmati per sabato 8 marzo, 14 aprile, 10 maggio e 14 giugno. 

Claudio Botto, presidente dell’Enoteca Regionale, ha terminato l’evento sottolineando l’importanza del coinvolgimento dei produttori: “Crediamo sia fondamentale dare loro spazio per condividere non solo i loro vini, ma anche le storie e il legame con il territorio. Da parte nostra continueremo a creare opportunità in cui possano essere protagonisti, perché sono proprio i vignaioli, con il loro lavoro e la loro passione, i veri ambasciatori del Barolo.” 

Grandi Langhe, tutto il Piemonte che ci aspetta nel calice nel 2025 

Da segnare in agenda uno dei primi appuntamenti importanti del nuovo anno. Il 27 e 28 gennaio, alle OGR di Torino, si terrà Grandi Langhe 2025, una due giorni organizzata dal Consorzio Tutela Barolo Barbaresco Alba Langhe e Dogliani e quello di Tutela Roero, con il patrocinio della Città di Torino, dove saranno presenti quasi 500 cantine piemontesi, pronte a far conoscere in anteprima le nuove annate delle Docg e Doc a un pubblico italiano e internazionale. Ovviamente, ça va sans dire, non mancherà il Barolo 2021, il Re dei Vini.

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Grandi Langhe 2025

credits photo: Vini e Percorsi Piemontesi e langhevini.it  

testo di riferimento scaricabile dal sito www.vignaioli.it

Giulia Carelle 

Alfonso Mollo 

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