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Vignaioli Valle di Mezzane si raccontano

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Tempo di Lettura: 5 minuti

Il racconto “nero su bianco” dei Vignaioli Valle di Mezzane

Il percorso dalla Carta dei Suoli alla prova del bicchiere ha permesso di scoprire la matrice territoriale dei vini dei Vignaioli Valle di Mezzane. Il loro gruppo ci ha raccontato “nero su bianco” le espressioni della vallata in cui lavorano, con l’obiettivo di dare risalto alle sue unicità. Al tempo stesso stanno profondendo il loro impegno per il processo di definizione delle “Vallate della Valpolicella”, delle future sottozone, valorizzando al tempo stesso le migliori aree di produzione del Soave. La degustazione, di cui segue un resoconto, di 4 vini Soave Doc e di 9 Valpolicella Superiore Doc, delle tredici aziende dei Vignaioli Valle di Mezzane, ha voluto evidenziare i caratteri identitari: sapidità, freschezza acida e la piccantezza della speziatura. 

Vignaioli Valle di Mezzane 

I “Vignaioli Valle di Mezzane” riuniscono tredici aziende con 2 importanti elementi in comune: si trovano nella Valle di Mezzane – territorio ad est di Verona in cui producono vini Doc Valpolicella e/o Soavee sono aziende agricole, quindi vinificano esclusivamente uve dei vigneti che coltivano. Differenti per storie, origini, obiettivi e conduzione del vigneto, sono uniti dalla volontà di approfondire insieme la conoscenza del loro territorio e di valorizzarlo mettendone in evidenza peculiarità e identità, anche sostenendo e sollecitando il Consorzio di Tutela Vini Valpolicella nella definizione di Sottozone che rispecchino la morfologia del territorio, attualmente oggetto di studio della “Commissione Vallate” dello stesso organo consortile.

Lo studio dei suoli 

Il Gruppo “Vignaioli Valle di Mezzane” – costituitosi alla fine del 2022 – ha commissionato all’inizio del 2023 lo studio dei suoli aziendali al pedologo Giuseppe Benciolini, già autore di mappature simili per zonazioni vitivinicole in diversi territori produttivi, tra cui Soave, Valpolicella, Prosecco, Cartizze, in Veneto, e Lambrusco Reggiano. Un lavoro lungo e accurato che si è sviluppato con l’analisi di numero elevatissimo di profili di terreno nelle 13 aziende coinvolte. 

Ne è scaturita una Carta dei Suoli della Vallata e 13 carte dei suoli di dettaglio dei vigneti di ogni singola azienda. Si tratta di uno strumento importante per orientare ulteriormente la conduzione del vigneto alla qualità e per fronteggiare i cambiamenti climatici che ha, peraltro, confermato le conoscenze dei vignaioli circa la relazione tra le condizioni pedoclimatiche dei loro vigneti e i profili dei vini. 

A questa ricerca è stata dedicata la degustazione “nero su bianco”, titolo che fa riferimento ai colori dei suoli vulcanici e calcarei che costellano la Valle di Mezzane e alla volontà del Gruppo di fissarne le espressioni con i loro vini. In genere, nella ricerca delle caratteristiche identitarie dei vini è d’abitudine soffermarsi su tutti gli aspetti sensoriali – visivi, olfattivi e gustativi – e in particolare sugli indicatori aromatici, ossia su specifici sentori fruttati, floreali o speziati. 

In questo caso, guidati da Angelo Peretti, giornalista e scrittore, la ricerca delle peculiarità territoriali di vini così differenti tra loro – Soave Doc e Valpolicella Superiore Doc – è stata affidata a cercare anche le sensazioni tattili. 

A definire il carattere identitario dei vini di uno specifico terroir – ha spiegato Peretti – sono soprattutto le sensazioni tattili ponendo attenzione al loro particolare equilibrio di matrice territoriale, che rimane pressoché costante anche al variare delle percezioni aromatiche e delle tecniche di vinificazione e di affinamento, come dimostra l’esperienza borgognona consolidata da secoli. Nei vini dell’areale della Valle di Mezzane spiccano la sapidità più o meno accentuata, la freschezza acida e la piacevole piccantezza della speziatura”.

Delimitazioni territoriali e UGA

Si aggiungono, quindi, nuovi elementi a supporto delle delimitazioni territoriali che sono già realtà per la denominazione Soave – che ha scelto la strada delle Unità Geografiche Aggiuntive (UGA) identificandone 33 – e che sono in discussione percorrendo la strada delle Sottozone per i vini delle Doc Valpolicella.

Il percorso verso le Sottozone per i vini Valpolicella – ha raccontato Christian Marchesini, Presidente del Consorzio – è partito tempo fa ed è stato più recentemente ripreso con uno studio pedologico che ha messo in luce delle difficoltà di definizione delle aree. Abbiamo, inoltre, già una sottozona, la Valpantena, peraltro poco rivendicata, che ha la sua storicità e quindi definendo altre 11-12 sottozone-vallate dovremo tenere presente i diritti acquisiti. Quindi esistono aspetti politici complessi da affrontare puntando alla condivisione e all’inclusione. Si sta discutendo nelle diverse Vallate e spero che questo fermento si estenda per arrivare a un progetto unitario e siamo convinti che le Sottozone ci daranno un’opportunità in più di raccontare i vini Valpolicella”.

Il lavoro di definizione territoriale nella Doc Soave tramite le UGA ha già qualche anno alle spalle, ma pretende ulteriori specifiche. 

Abbiamo 33 UGA, alcune delle quali coincidono con cru storici, ma siamo agli inizi e stiamo lavorando per definirle ulteriormente – ha sottolineato Cristian Ridolfi, presidente del Consorzio Vini Soave. Non è facile raccontarne le specificità anche perché non sono sancite specificatamente dal disciplinare e per definirle mi piacerebbe andare oltre gli aspetti pedoclimatici evidenziando le tradizioni produttive anche perché si prestano al racconto. Esistono tanti luoghi belli in tutto il mondo, ma a fare la differenza è il lavoro dell’uomo”. 

La degustazione “nero su bianco”

Degustazione di 4 vini Soave Doc e di 9 Valpolicella Superiore Doc, suddivisi in batterie. In questa prima parte vi raccontiamo i vini Soave; torneremo da voi con le due batterie di Valpolicella Superiore.

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Batteria Soave, Benini, Corte Sant’Alda Camerani, Carlo Alberto Negri, Roccolo Grassi

Benini Alessandro, Soave Balinda 2023 

Prodotto da solo uve Garganega, provenienti da un vigneto allevato a pergola veronese, fermenta e affina in acciaio, dove il vino sosta per 5 mesi sulle fecce fini con bâtonnages settimanali. Dopo un giallo paglierino, ha un naso intenso di frutta a polpa gialla, poi di agrumi, di lieve speziatura. Al palato è fresco, sapido, persistente con un retrogusto tra accenni piccanti e note ammandorlate.

Camerani Marinella, Soave Fienile 2023 

Prodotto da Garganega 80% e Trebbiano di Soave 20%, fermentazione con lieviti indigeni, poi affinare in acciaio sulle fecce fini. Nel calice è di un giallo paglierino, con lievi riflessi verdolini. Il naso è giocato su frutta a polpa gialla tra cui la mela matura, agrumi del cedro, leggeri accenni di erbe, chiude sulla mandorla amara. All’assaggio ha buona struttura, è fresco, appena glicerico, sapido, con una buona persistenza e un retrogusto tra la frutta e la mandorla.

Carlo Alberto Negri, Soave 2021 

Prodotto da uve Garganega provenienti da un vigneto di 30 anni d’età allevato a pergola veronese con una resa è di soli 15 ettolitri/ettaro. Durante la vinificazione affina per 12 mesi con il 30% in tonneaux francesi, il restante 70% in acciaio, poi 3 mesi in bottiglia. Dopo un giallo paglierino scarico, ha un naso con sentori di frutta a polpa bianca, agrumi canditi, una nota lievemente piccante, seguita da accenni floreali e di vaniglia. Al palato è fresco, sapido, verticale, con una lunga persistenza dalle note vanigliate e accenni piccanti.

Roccolo Grassi, Soave Broia 2022 

Prodotto da uve Garganega, provenienti dall’omonimo vigneto (una delle 33 UGA del Soave), a 100 metri d’altitudine. La fermentazione è in botti da 20 hl di rovere di Slavonia (di quattro e dieci anni di età) per il 50 % del prodotto, l’altro è fermentato in cemento, poi resta sur lies per 12 mesi. Dopo un giallo paglierino non troppo intenso, il naso ha note di agrumi, poi frutta tropicale, una sensazione di spezie tra cui zenzero che sfuma sulla vaniglia. All’assaggio è strutturato ed elegante, fresco, glicerico, sapido, con una lunga persistenza dai sentori leggermente amaricanti e speziati.

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