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La Garganega e le sue sfumature dal paglierino all’ambrato
Un viaggio tra le colline vulcaniche di Gambellara ci ha portato a scoprire un territorio dalla grande bellezza, dove la Garganega si esprime a seconda della tipologia di suoli. Nel nostro approfondimento raccontiamo di come, a seconda che ci sia il basalto, in percentuali maggiori rispetto al calcare nei suoli, la varietà si esprima in modo veramente diverso. Ma non solo vi raccontiamo come il basalto si trovi, in alcuni contesti, in formazioni colonnare.
Il vitigno è realizzato in diverse espressioni: da vino bianco secco Gambellara Doc, al Recioto che dal 2008 è Docg oltre a essere prodotto sia nella versione tradizionale che in quella spumante. Inoltre diverse cantine, socie del Consorzio, realizzano la loro versione di Vin Santo, unica Doc di questa tipologia di vini in Veneto. Abbiamo visitato tre aziende del territorio in Contrada Selva a Montebello Vicentino, di cui in chiusura d’articolo trovate, per ognuna di esse, una recensione di un vino, in tre tipologie diverse.
Consorzio Tutela Vini Gambellara
Nato nel 1972 il Consorzio Tutela Vini Gambellara riunisce i viticoltori della zona del Gambellara, svolgendo un’attività di tutela e valorizzazione dei vini prodotti all’interno della Doc che comprende i comuni di Gambellara, Montorso Vicentino, Montebello Vicentino e Zermeghedo.
Nei primi anni 2000 è stato poi realizzato un progetto di zonazione viticola del territorio che ha portato alla suddivisione del territorio di produzione dei vini della Doc Gambellara in 8 sottozone, ognuna caratterizzata da condizioni pedoclimatiche e quindi prodotti finali differenti, tra cui Selva zona dei nostri tre vini recensiti di seguito. Oggi la realtà consortile può contare su 180 viticoltori e 230 ettari di terreno vitato a Doc e Docg nei comuni interessati dalla denominazione, con una qualità dei vini in costante crescita grazie all’entusiasmo e all’impegno di produttori che si impegnano giorno per giorno alla caratterizzazione dei loro vini.
Il territorio
Dominato dal complesso vulcanico del monte Calvarina e di quello di San Marco, il territorio è caratterizzato dalla forte presenza di basalto, roccia di colore nero che si è originata a seguito di una forte attività vulcanica sottomarina durante il periodo eocenico, circa 45 milioni di anni fa. Il magma, una volta a contatto con l’aria o con l’acqua, si è rapidamente solidificato e ha assunto la caratteristica forma a prisma esagonale dei basalti colonnari, di cui accennavamo nel sommario. Con il passare dei secoli la roccia si è in parte sgretolata, dando vita a quei terreni dove oggi vengono allevati i vigneti, con altitudini variabili da 50 a 400 metri d’altitudine, con pendenze dei versanti comprese tra il 10% e il 70%.

Le tipologie di Gambellara
Approfondendo le diverse tipologie il Gambellara Doc è un vino bianco asciutto, che si può fregiare della menzione Classico quando deriva dalla zona collinare storica di più antica tradizione. Le origini del nome Recioto di Gambellara sono da attribuire probabilmente all’utilizzo, per produzione di questo vino, solo delle recie del grappolo, termine veneto utilizzato per indicare le orecchie, ovvero la parte più alta del grappolo, quella meglio esposta.
Nel 2008 si è arrivati alla Docg che comprende le versioni tradizionale e spumante del Recioto. Questo prodotto nasce da un’accurata selezione dei grappoli più sani di Garganega, raccolti leggermente in anticipo rispetto alla vendemmia delle uve per il Gambellara Doc. I grappoli così selezionati vengono fatti appassire appesi a delle corde sopranominate picài nei granai, dove restano per tre/quattro mesi, poi per essere delicatamente pigiati.
Il Vin Santo di Gambellara è un prodotto di antica tradizione. Le uve, dopo la raccolta, vengono messe ad appassire appesi al soffitto, in locali ben aerati. La pigiatura avviene più tardi rispetto al Recioto, intorno a marzo-aprile, dopo che gli acini hanno perso gran parte del loro contenuto in acqua. Il mosto ricavato dalla pigiatura viene quindi trasferito in piccoli caratelli e chiuso ermeticamente per permettere l’avvio della fermentazione grazie ai lieviti indigeni non selezionati. Il tempo di permanenza minimo nei caratelli da disciplinare è di due anni.
Il nostro percorso in compagnia del Direttore Giovanni Ponchia ci ha fatto scoprire un territorio in cui i produttori sono impegnati, con ottimi risultati a nostro avviso, a valorizzare il vitigno che esprime l’unicità del contesto Gambellara, dove le dolci colline sono rivestite perlopiù di filari a pergoletta veronese (così chiamata dai viticoltori), sistema di impianto ideale per quest’uva e le sue diverse espressioni. L’esordio del nostro viaggio è avvenuto al Consorzio con l’assaggio di tre espressioni di Gambellara Doc Classico di Dal Maso, Virgilio Vignato e Sordato.

La degustazione, tre espressioni di Gambellara
Tenuta Tarcisio Maule, Terraraldo Gambellara Classico Doc 2023
vol. 12,5%
Le uve di Garganega coltivate su terreni di origine vulcanica ricchi di basalto, sono raccolte a mano. In cantina dopo la diraspatura, il raffreddamento immediato, l’uva viene successivamente sottoposta a criomacerazione e, infine, a una pressatura soffice. Prosegue con la fermentazione in acciaio e la successiva sosta sulle fecce nobili per 8 mesi, con batonnage ogni due giorni.
Dopo un colore paglierino scarico, ha un naso di frutta tra cui spicca l’albicocca, un tocco agrumato, di mandorla e chiude con un tocco di erbe e menta. Al palato ha struttura, sapidità, freschezza, con un sorso di personalità e bella lunghezza, dal ritorno tra agrumi e menta.
Dal Maso, Recioto di Gambellara Classico Docg Spumante dolce
vol. 12%
Ottenuto dalla vendemmia 2023, anch’esso da terreni di origine vulcanica, ricchi di basalto, da pergola veronese, i cui grappoli, raccolti a mano, vengono messi in appassimento. Nel mese di dicembre dopo una pressatura soffice, una successiva sedimentazione statica a bassa temperatura, avviene l’inoculo sul limpido mediante lieviti selezionati. Segue la presa di spuma con Metodo Martinotti e un affinamento sui lieviti per 6 mesi.
Dopo un colore giallo paglierino intenso, con perlage fine e persistente, ha un naso con profumi intensi di frutta esotica matura, di miele, floreale di biancospino, con una lieve sensazione vulcanica date dal contesto territoriale. All’assaggio è fresco, cremoso, equilibrato, persistente con un retrogusto di frutta tropicale e una dolcezza non esagerata.
Cavazza, Selva Gambellara Vin Santo Classico Doc 2004
vol. 14%
Da solo Garganega allevata a pergoletta veronese, su colline esposte a sud/sud – ovest, da viti di 40 anni. Prodotto solo nelle annate migliori, dalle zone più vocate, in cui i migliori grappoli, selezionati e vendemmiati a mano.
Secondo l’antica tradizione l’uva viene messa in appassimento col sistema dei picai, con i grappoli che vengono attorcigliati con uno spago e attaccati al soffitto. Il mosto viene messo a fermentare per un anno con i lieviti autoctoni, noti come Zygosaccharomyces gambellarensi, quindi a maturare per ulteriori 3 anni in piccole botti di rovere da 228 lt. Viene poi imbottigliato non prima di 4 anni e fa un successivo affinamento in bottiglia.
Dopo un colore ambrato, ha un naso ampio e concentrato, con note di confettura di fichi, frutta secca tostata, seguiti da miele di castagno, sentori terziari di smalto e idrocarburo. In bocca è intenso, glicerico, tuttora fresco e sapido, armonico, di lunghissima persistenza e un retrogusto giocato su note di confettura di fichi e miele di castagno.








