Piccoli produttori canavesani crescono: i fratelli Borsetto

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Due fratelli che proseguono le tradizioni vinicole di famiglia e realizzano il sogno di imbottigliare le loro uve

La passione, l’occasione, l’ammodernamento

Siamo a Piverone, nel Canavese, vicino a Ivrea, importante zona vinicola del Piemonte, regno dell’ erbaluce di Caluso. I fratelli Borsetto sono canavesani doc: Alberto, il maggiore, e Marcello, di tre anni più giovane, sono la quinta generazione di vignaioli Borsetto. Nonno Italo coltivava la vigna e produceva vino sfuso. A causa di alcuni problemi di salute, riduce l’attività produttiva e le superfici coltivate mentre i papà di Alberto e Marcello scelgono attività diverse. Marcello e Alberto sono animati da una profonda passione e non si fanno sfuggire l’occasione che si presenta nel 2004: si vende mezzo ettaro di vigna di San Pietro di Navione a Piverone dove la famiglia Borsetto già possiede mezzo ettaro.

Nel 2004, i fratelli Borsetto sono ancora giovani, nonno Italo non è favorevole all’acquisto ma Alberto e Marcello lo convinsero dietro promessa dell’impegno nell’aiutarlo, e, forse, dopo aver constatato che la passione è autentica. Dopo aver acquistato la particella di vigna, nonno Italo, Alberto e Marcello vendemmiano, portano le uve alla Cantina della Serra, dove ancora oggi è conferito il 50% dell’erbaluce di Caluso, e partono con il progetto di ammodernamento del vigneto aziendale che coinvolge anche gli altri vigneti aziendali, il vigneto La Biona, storica proprietà familiare, e il vigneto in gestione di Montechiaro. Alberto e Marcello si focalizzano su erbaluce, pinot nero e nebbiolo, che prima convivevano con barbera, le nerette locali, il picotendro, la chiavennasca, la freisa, i lambruschi, l’albana di Romagna.

Ad oggi, i Fratelli Borsetto lavorano tre ettari di vigneto: a San Pietro in Navione a Piverone coltivano l’erbaluce di Caluso e il pinot nero, il vigneto Montechiaro, a 450 metri s.l.m. e il vigneto La Biona sono dedicati al nebbiolo. I vigneti hanno principalmente esposizione a sud e l’altitudine si colloca tra i 250 e i 400 metri s.l.m. I suoli sono i classici morenici, con l’80% di sabbia, il restante di argilla e “una marea di pietre e ciottoli”, per terreni ricchi di scheletro.

Fino al 2020 le uve erano interamente conferite alla Cantina della Serra: nello stesso anno  Marcello e Alberto decidono di vinificare e imbottigliare la metà delle uve prodotte. La prima uscita delle etichette Fratelli Borsetto avviene nel 2022 con 1500 bottiglie, cresciute fino alle 5.000 attuali. All’inizio, le operazioni di vinificazione sono condotte presso un’amica produttrice, Elisa Pozzo, a Viverone, poi nel 2023 entra in funzione l’attuale cantina di Palazzo Canavese, a pochi minuti da Piverone. La conduzione agronomica è convenzionale ma solo con uso di rame e zolfo senza ausilio della chimica.

Alla ricerca della qualità, Alberto e Marcello usano la forma di allevamento a spalliera e le rese sono tenute basse, massimo 50 quintali per ettaro. Fondamentale è il supporto di Giorgio Barbero, enologo albese, profondo conoscitore del nebbiolo e dell’erbaluce dopo quarant’anni di esperienza in Canavese.

Gli assaggi

A impreziosire gli assaggi contribuiscono le etichette delle bottiglie, che conferiscono un’impronta precisa e riconoscibile, perché sono un vero e proprio racconto dei luoghi. Inoltre, mettono allegria, il che non guasta. Sono opera di Eugenio Pacchioli, pittore, grafico, impegnato nella valorizzazione della memoria e dell’identità territoriale canavesana.

Il Pinot Nero

Vitigno che Alberto e Marcello amano e sul quale profondono molto impegno. I cloni impiantati sono borgognoni, scelti personalmente tra quelli che meglio si adattano ai suoli e al microclima del Canavese. Le uve trascorrono una notte in cella frigo, dieci giorni di fermentazione e altri dieci giorni di macerazione, affinamento in barriques esauste. Riposa sei mesi in bottiglia.

Piemonte Pinot Nero Pivrun Doc 2025 – 100% pinot nero – assaggio da botte

Pinot Nero già ben delineato, che evidenzia il classico profilo olfattivo di frutta rossa macerata o pestata, cenni di pepe nero e di cumino, curry. Sullo sfondo, rosa e iris. Sorso già intrigante, piacevole, che presenta la freschezza adeguata a rendere dinamici tutte le componenti gusto olfattive, dal tannino fitto e fine.

 

Il Nebbiolo

Nebbiolo giocato più sulla finezza che sulla potenza, con quella combinazione di fragranza, acidità e tannino che rende i rossi del Canavese immediatamente riconoscibili. Macerazione di 15 – 20 giorni, poi il 60% della massa in barrique esauste e il 40% in Winglobe e acciaio per mantenere la freschezza.

Canavese Nebbiolo Biona Doc 2024 – 100% nebbiolo – assaggio da botte

Rubino filigranato e luminoso. Naso che evoca la roccia e i ciottoli, la rosa, la viola, la fragolina di bosco e da qualche spunto balsamico. Il sorso evidenzia una gradevole essenzialità che, dopo l’ulteriore affinamento, diventerà generosità gustativa.

Canavese Nebbiolo Biona Doc 2023 – 100% nebbiolo

Rubino luminoso. Il bouquet olfattivo è molto gradevole: ciliegia e lampone incontrano rosa, violetta e le erbe aromatiche. Poi giunge il pepe nero e una fine scia terrosa e ciottolosa. Al palato è agile, teso, con la vibrante freschezza che porta all’attenzione le componenti fruttate. Il tannino è sottile e progressivo, fornisce struttura senza appesantire la beva; anche la sapidità accompagna la progressione gustativa e assicura una buona persistenza con ritorni fruttati e floreali.

L’erbaluce di Caluso

Le uve trascorrono una notte in cella frigo. Fermentazione in barrique di primo passaggio, poi affina fino all’estate successiva. Ulteriore affinamento di alcuni mesi in bottiglia.

Erbaluce di Caluso Docg Navione 2024 – 100% Erbaluce di Caluso

Paglierino luminoso. Bouquet olfattivo di salvia, pompelmo rosa, mandarino, fiori gialli, su sfondo di idrocarburo e roccioso. In bocca la freschezza e la sapidità sono complici nel creare un sorso intenso ed elegante che termina con un persistente finale.

Erbaluce di Caluso Docg Navione 2023 – 100% Erbaluce di Caluso

Paglierino intenso con riflessi dorati. Da annata difficile causa intense grandinate. Olfatto molto gradevole di frutta a polpa gialla, salvia, sfondo minerale. Il sorso è sapido, gradevole, sostenuto dalla spalla acida che lascia spazio alla struttura e alluna il finale.

Erbaluce di Caluso Docg Navione 2021 – 100% Erbaluce di Caluso

Paglierino luminoso con trame dorate. Note aromatiche di pompelmo, scorze di agrumi, mela Golden, salvia, gelsomino. Vino di corpo e di decisa sinergia tra l’acidità e la sapidità che rendono elegante il sorso. Persistenza fruttata nel finale.

Erbaluce di Caluso Docg Navione 2020 – 100% Erbaluce di Caluso

Paglierino brillante con sfumature dorate. Profumi di frutta gialla, mela golden, su raffinate note agrumate, di fiori gialli e di salvia. Bocca dinamica, di piacevole tessuto fresco-sapido, con decisa persistenza fruttata.

L’Erbaluce Passito

I grappoli selezionati sulle piante sono appesi sui graticci in solaio. L’appassimento dura fino a Natale. Diraspatura e pigiatura con una vecchia pigiatrice a rulli. La torchiatura è ripetuta più volte al fine di estrarre quanta più materia è possibile. Cinque settimane di fermentazione al caldo poi affinamento in acciaio.

Erbaluce di Caluso Passito Docg San Carlo 2025, 2024 e 2023 – in affinamento in acciaio

100% Erbaluce di Caluso. In tutte le annate l’affinamento sta procedendo molto bene. Bel colore dorato, aromi gradevoli di miele, fiori di camomilla e erbe aromatiche. Si percepisce il sorso equilibrato tra la dolcezza e la decisa trama fresco- sapida.

Erbaluce di Caluso Passito Docg San Carlo 2022 

100% Erbaluce di Caluso. Dorato. Naso di dattero, albicocca disidratata, frutta secca, miele, erbe aromatiche e grafite. Al palato è in piacevole equilibrio tra la decisa acidità e la presente dolcezza; il sorso è molto gradevole e chiude con lunga persistenza alimentata dai ritorni di frutta secca e miele.

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