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Quando il Monferrato che diventa casa
Tra Nizza Monferrato e Calamandrana, dove le colline disegnano orizzonti morbidi e i filari seguono il ritmo naturale delle stagioni, prende forma un progetto che racconta il vino come parte di una storia ben più grande. LHV Avezza non è semplicemente una realtà produttiva o un punto sulla mappa dell’accoglienza, ma il frutto dell’unione tra radici, visione internazionale e passione, nata attorno alla giovane coppia formata da Lisette Lyhus e dallo chef Davide Tinazzo.
Una norvegese, uno chef e un sogno che mette radici
Lisette Lyhus giunge in Piemonte con un bagaglio esperienziale solido: formazione imprenditoriale, anni nel settore del real estate e un’infanzia trascorsa a viaggiare insieme ai genitori, Helle e Vidar, alla ricerca di un luogo da poter chiamare casa. Il Monferrato la conquista con la sua eleganza sobria, discreta e autentica; non un semplice paesaggio da ammirare, ma uno spazio ideale in cui fermarsi e costruire un progetto di vita.
L’occasione di dare forma a questo percorso si presenta nel 2018 con l’acquisto, a Calamandrana, della Residenza San Vito e del suo ristorante. Successivamente, il legame con il territorio si consolida con l’acquisizione della storica cantina Avezza — tra i pionieri nella produzione dell’Alta Langa — evoluta nel tempo affiancando al marchio originale l’acronimo LHV, dalle iniziali della famiglia Lyhus.

Proprio tra le mura di San Vito avviene l’incontro decisivo con lo chef Davide Tinazzo. Da quell’intesa nasce un sodalizio professionale e umano che unisce ricerca gastronomica e vita privata, con la nascita del figlio Kenzo, fondendo affetti e visione imprenditoriale in un unico percorso.
L’incanto del soggiorno, il calore della tavola
Oggi il progetto si articola su più livelli coordinati, offrendo un’esperienza integrata nel cuore del territorio.
La Residenza San Vito si presenta come una dimora tipica delle campagne monferrine: legno, mattone e tante scalini che accolgono una stile rustico contemporaneo caratterizzando undici camere, incastonate nella quiete. Concepita per proporre un’ospitalità al contempo raffinata e internazionale, dove gli elementi, la cura nell’arrendo e il paesaggio, diventano parte integrante dell’esperienza.

Il Ristorante La Camendra propone una cucina che interpreta i classici piemontesi con sensibilità contemporanea e un guizzo di personalità multietnica, affidata alla guida dell’executive chef “GGG – grande gigante e gentile”, Mamadou Kone. È proprio tra i fornelli e nella brigata che il progetto rivela la sua anima più autentica: aprire le porte della cucina a giovani talenti provenienti da ogni angolo del mondo significa trasformare il lavoro quotidiano in un atto d’amore e condivisione, creando una vera e propria comunità in cui culture differenti si incontrano, crescono insieme e arricchiscono ogni piatto di nuova energia.

Attorno a questo nucleo opera un’équipe giovane e multiculturale, che spazia dalla sala al team di cantina — guidato dagli enologi Gianmarco Mannoni e Filippo Genzano, dall’agronomo Umberto Barisone e dalle responsabili eventi Giulia Cervetti e Vanessa Pratico. Un mosaico umano che dalla Norvegia abbraccia quattro continenti, apportando freschezza e pluralità di prospettive.
La Cantina LHV Avezza: la gamma dei vini

La produzione vitivinicola della Cantina LHV Avezza, che conta oltre 13 ettari vitati e una produzione annua di circa 80.000 bottiglie, si concentra sulla valorizzazione dei vitigni autoctoni con una spiccata proiezione verso i mercati esteri.
La linea degli Alta Langa Docg esprime il carattere spumantistico della tenuta attraverso il Brut (95% Pinot Nero, 5% Chardonnay, con 36 mesi sui lieviti e un profilo floreale e fragrante), la Riserva (dosaggio zero con affinamento fino a 78 mesi, contraddistinto da struttura, note evolutive di panificazione e spiccata acidità) e il Rosé Brut da uve Nebbiolo, caratterizzato da sfumature buccia di cipolla e freschezza fruttata.
I vini fermi completano il quadro espressivo del territorio: lo Chardonnay “Radici”, impostazione che guarda alla Borgogna, con fermentazione in acciaio e passaggio in barrique; la Barbera d’Asti Docg, vinificata ed affinata in acciaio per preservarne la componente giovanile e fruttata; le declinazioni del Nizza Docg e Nizza Riserva Docg, che prevedono affinamenti prolungati in legno per far risaltare struttura, trama tannica e complessità aromatica; infine il Moscato d’Asti Docg, da uve Moscato Bianco di Canelli, improntato su note aromatiche varietali e bilanciamento tra dolcezza e acidità.
L’idea di territorio attraverso lo loro sguardo
LHV Avezza definisce un modello d’accoglienza in cui la dimensione enogastronomica, la qualità del soggiorno e il fattore umano si integrano reciprocamente. La struttura propone un concetto di lusso discreto, ma come cura del dettaglio, tutela del paesaggio e attenzione alle relazioni umane, restituendo una lettura del Monferrato dinamica e aperta al mondo.

Perché nel Monferrato gli incontri non sembrano mai casuali. E allora, con l’autunno alle porte, non resta che seguirne le tracce e vedere dove ci porteranno.







