Cocconato d’Asti ospita la 24^ edizione di Cocco Wine

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Cocconato d’Asti, il borgo del Monferrato dove la vite è tradizione e futuro

Adagiato sulle dolci colline del Monferrato astigiano, Cocconato d’Asti è uno di quei borghi che sembrano custodire il segreto dell’armonia tra uomo, natura e vino. Soprannominato la “Riviera del Monferrato” per il suo microclima mite e ventilato, il paese è una destinazione che unisce fascino medievale, vocazione agricola e una produzione vitivinicola in costante crescita qualitativa.

Ubicato a circa 500 metri di altitudine, su un crinale che domina la valle del torrente Versa, le sue colline hanno esposizioni multiple, suoli variabili e ventilazione costante. Un mosaico pedoclimatico che conferisce ai vini profili aromatici sfaccettati e grande freschezza. I terreni alternano marne calcaree, sabbie e argille, con pendenze che costringono a una viticoltura attenta, quasi artigianale, ma dove la vite beneficia di escursioni termiche tra giorno e notte che esaltano i profumi e la finezza tannica. È questo mix che spiega perché, pur essendo un piccolo comune, sia diventato negli ultimi decenni un riferimento del Monferrato per qualità e identità.

Storia di vigne e di comunità

La sua tradizione vitivinicola affonda le radici nel Medioevo, quando il borgo era feudo dei Radicati, signori che promossero lo sviluppo agricolo. Nel tempo, la viticoltura è rimasta il cuore economico del paese, integrandosi con allevamento e produzione casearia (celebre la robiola di Cocconato).

Negli anni più recenti, alcune famiglie storiche e nuove realtà hanno puntato sulla qualità, rivalutando vitigni autoctoni e adattando le tecniche di cantina alle esigenze contemporanee. Il risultato è una gamma di vini che esprime al meglio le potenzialità di questo terroir, con un equilibrio raro tra eleganza e bevibilità.

I vitigni e i vini di Cocconato

Il patrimonio ampelografico della zona riflette la ricchezza del Piemonte, con un ventaglio ampio e vario. A cominciare dalla barbera, la regina del territorio, e che qui trova una delle sue espressioni più raffinate, con un colore intenso, profumi di frutta rossa matura e spezie, acidità vivace che sostiene il sorso. Le versioni più strutturate, affinate in legno, mostrano longevità e complessità.

La malvasia, nella sua denominazione di Castelnuovo Don Bosco Doc, vitigno aromatico e fragrante. È il vino della festa, che conserva un’anima popolare e identitaria, ed è capace di conquistare anche i palati meno esperti.

La freisa, rustica e nobile al tempo stesso, con tannini decisi e profumi di lampone, violetta e pepe. Un vino che, soprattutto nelle versioni secche, si sta rivalutando molto negli ultimi anni.

E per finire con il grignolino, che qui offre espressioni fini, con le sue note di rosa, spezie e tannini sottili, e gli spumanti Metodo Classico, da quando alcuni produttori hanno scelto di sperimentare con chardonnay e pinot nero, dando vita a bollicine di livello grazie al clima fresco che favorisce acidità e fragranza. Questa diversità rende Cocconato un piccolo laboratorio enologico, dove la tradizione convive con la ricerca.

Vino e turismo, l’anima di un borgo vivace

Cocconato è anche uno dei borghi più belli d’Italia e ha saputo unire l’attrattiva storica con l’enogastronomia. Le cantine accolgono visitatori con degustazioni e passeggiate tra i filari, mentre ogni anno eventi animano il paese con banchi d’assaggio e iniziative culturali.

Tra questi Cocco Wine: promosso dall’associazione Go Wine, e organizzato d’intesa con il Comune e con il Consorzio Cocconato Riviera del Monferrato, è giunto quest’anno alla sua XXIV edizione, nei giorni 6 e 7 settembre, e che ha anche avuto come ospiti i vini della Sardegna, i vini eroici e quelli dell’Alta Langa.

Le strade del borgo si sono trasformate in una cantina a cielo aperto, accogliendo in gran parte le aziende che fanno parte del Consorzio locale, nato alcuni fa proprio per promuovere la viticoltura e gli artigiani del gusto del territorio.

Da segnalare che il 5 settembre si è svolta un’anteprima dedicata a operatori del settore e giornalisti, con una degustazione guidata di approfondimento sulla Barbera d’Asti Superiore di Cocconato, guidata da Luigi Dezzani, dell’omonima cantina e direttore del Consorzio, e da Gianpiero Gerbi, enologo e consulente di diverse aziende del territorio. A seguire il “Salotto di Cocco…Wine”, una cena in compagnia dei produttori presso il Ristorante il Cannon d’Oro.

Parlare di Cocconato significa parlare di un microcosmo che rappresenta, in miniatura, tutta la ricchezza del Piemonte vitivinicolo. Dalla barbera alla malvasia, dai vini più popolari alle etichette di punta, questo borgo ha saputo costruire un’identità precisa: qualità, autenticità e legame con il territorio.

Per i wine lover è una tappa imperdibile, perché qui ogni calice racconta non solo un vitigno, ma un paesaggio, una storia e una comunità che ha scelto di far convivere tradizione e futuro. E dove il turismo non è mai invasivo, ma fatto di passeggiate tra le colline, soste in trattoria e incontri con i produttori. Un modello che valorizza la sostenibilità e mette al centro la comunità locale.

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