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Oltre 600 campioni degustati, 118 Standing Ovation e sette vini perfetti: la nona edizione della Guida Vinodabere racconta una Sardegna del vino sempre più identitaria e sorprendente
La nona edizione della Guida ai Migliori Vini della Sardegna di Vinodabere racconta un’isola sempre più consapevole della propria identità enologica. La Sardegna del vino continua a crescere. Lo raccontano i numeri, ma soprattutto lo raccontano i calici. È online la Guida ai Migliori Vini della Sardegna 2027 di Vinodabere, giunta alla nona edizione, un progetto nato nel 2019 e diventato negli anni una fotografia puntuale dell’evoluzione del comparto vitivinicolo isolano.
Oltre 600 campioni sono stati testati, 331 dei quali hanno trovato spazio nella Guida con una recensione. Di questi, ben 118 hanno conquistato una Standing Ovation, pari al 35,6% dei vini recensiti: più di un riconoscimento d’eccellenza ogni tre etichette. Un dato che, secondo la Guida, conferma una crescita costante della qualità media dei vini sardi, nonostante il lieve calo dei campioni ricevuti rispetto alla precedente edizione.

Gallura protagonista, ma l’isola non smette di sorprendere
Se c’è un territorio che quest’anno fa la parte del leone è la Gallura, soprattutto attraverso il suo vino simbolo: il Vermentino. Sono 19 le Standing Ovation conquistate su 38 vini presenti in Guida. Un risultato favorito anche da un’annata 2025 particolarmente propizia per i bianchi, ma capace di regalare soddisfazioni importanti anche sul fronte dei rossi, con il Cannonau protagonista di interpretazioni eleganti.
E poi c’è Mamoiada, che continua a dimostrare la propria forza: 11 Standing Ovation su 20 vini presenti. Ottima la performance del Carignano, con 12 vini premiati su 24, mentre il Cagnulari si conferma in ascesa con 6 riconoscimenti su 23. Mamoiada torna inoltre protagonista con la Granazza, capace di ottenere 4 Standing Ovation su 6 vini recensiti.
Numeri che restituiscono una Sardegna enologica tutt’altro che monocorde, dove vitigni, territori e interpretazioni costruiscono una geografia del vino sempre più ricca.

I sette vini perfetti
Al vertice della Guida ci sono sette etichette capaci di raggiungere il punteggio massimo: 100/100. Una selezione che attraversa l’isola e diverse anime della produzione sarda:
- Vermentino di Gallura Vendemmia Tardiva Campianatu 2024 – Campianatu
- Vermentino Ruinas del Fondatore 2023 – Depperu
- Vernaccia di Oristano Riserva 2016 – Fratelli Serra
- Vino da uve stramature Latinia 2021 – Cantina Santadi
- Moscato di Sorso Sennori Antas 2024 – Cantina Sorso Sennori
- Carignano del Sulcis Superiore Arruga 2022 – Sardus Pater
- Cannonau di Sardegna Ghirada Elisi Sa’e Antoni 2024 – Francesco Cadinu
Sette vini, dunque, ma soprattutto sette modi diversi di raccontare la Sardegna: dal Vermentino al Cannonau, dal Carignano alla Vernaccia di Oristano, fino ai vini dolci e da uve stramature. Una varietà che diventa il vero punto di forza dell’isola.
Quando il vino diventa paesaggio
La particolarità della Guida non sta soltanto nei punteggi. Il progetto sceglie infatti di raccontare il vino attraverso il suo legame con le sottozone, il paesaggio e l’identità dei luoghi. Le diverse puntate sono introdotte da fotografie reali dei vigneti e ogni vino recensito è accompagnato dall’immagine della bottiglia, con uno sguardo anche all’evoluzione del packaging.
Perché in Sardegna il vino non è soltanto ciò che arriva nel bicchiere: è territorio, memoria, bellezza. Ed è proprio questo intreccio a rendere la Guida uno strumento interessante anche per chi guarda all’isola attraverso la lente dell’enoturismo.

La Guida ai Migliori Vini della Sardegna 2027 è disponibile gratuitamente online sul sito di Vinodabere.







