Vi.Nicola, il vino da 5 gradi

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C’è un’idea semplice alla base di Vi.Nicola: creare un vino naturalmente leggero, con appena 5 gradi alcolici, senza ricorrere alla dealcolazione o ad altri interventi correttivi. Un progetto nato dal confronto tra tre fratelli, ognuno con una sensibilità diversa ma con la stessa convinzione: il vino può evolversi senza perdere autenticità.

L’intuizione è partita da Nicola, che immaginava un vino capace di accompagnare nuovi momenti di consumo, più fresco e più leggero. Andrea, profondamente legato alla tradizione e ai vigneti di famiglia, inizialmente era scettico. A trovare il punto d’incontro è stato Francesco, trasformando un’idea apparentemente controcorrente in un prodotto che resta fedele al territorio.

ll risultato è un vino da 5 gradi alcolici ottenuto esclusivamente attraverso il lavoro in vigneto e in cantina. Nasce da uve Moscato coltivate in Alta Langa, a circa 600 metri di altitudine, raccolte con un mese di anticipo rispetto alla vendemmia tradizionale. Una scelta che permette di preservare acidità e freschezza, limitando naturalmente il contenuto zuccherino e, di conseguenza, quello alcolico.

In cantina non si interviene per togliere alcol: il vino nasce così fin dall’inizio. Le tecniche di vinificazione adottate sono frutto di ricerca e sperimentazione, ma l’obiettivo resta quello di valorizzare il carattere del frutto e del territorio, ottenendo un sorso essenziale, dinamico, di grande bevibilità e abbinabile a tutto pasto.

Con appena 46 calorie per 100 ml, Vi.Nicola si rivolge a chi cerca un modo diverso di vivere il vino, senza rinunciare al piacere della degustazione. Non vuole essere un’alternativa “senza”, ma una proposta nuova, pensata per chi desidera bere con maggiore leggerezza mantenendo intatta l’esperienza del vino.

Il progetto apre anche una riflessione sul futuro del settore.

La storia del vino è fatta di cambiamenti, di adattamenti e di innovazioni che, nel tempo, sono diventate tradizione. Vi.Nicola si inserisce proprio in questo percorso: non come una rottura con il passato, ma come un modo contemporaneo di interpretarlo.

C’è infine un aspetto curioso. Pur essendo prodotto esattamente come un vino, la normativa oggi non lo classifica come tale, perché il suo titolo alcolometrico è inferiore al minimo previsto dalla legge. 

È forse proprio questo l’aspetto più interessante di Vi.Nicola: essere un vino in tutto ciò che racconta, nel modo in cui nasce e nell’esperienza che offre, ma non esserlo ancora sulla carta. Un confine che racconta bene quanto il mondo del vino stia cambiando e quanto ci sia ancora spazio per nuove interpretazioni, capaci di guardare al futuro senza dimenticare da le proprie radici.

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