Tempo di Lettura: 5 minuti
E il Cerasuolo di Vittoria, un vino per l’estate
In Sicilia l’unica Docg riconosciuta nel registro nazionale è il Cerasuolo di Vittoria, che rientra nell’omonimo comune, dove vanta l’appellativo Classico. Tra Acate e Licodia Eubea, in un triangolo di territori virtuosi, ci sono aziende che lo producono senza la menzione “classico”, ma possiamo assicurare essere altrettanto valido e buono.
Ci troviamo a sud est dell’isola, nella campagna Iblea, in provincia di Ragusa, a ridosso delle coste africane. Qui il caldo si sente ma è secco, arido, e i venti pomeridiani spazzolano i vigneti; i paesaggi si confondono in un orizzonte polveroso e rustico.
L’Enoteca Regionale a Vittoria
Lo scorso 26 giugno, un evento ha scosso gli animi briosi di questa parte di isola: l’inaugurazione dell’Enoteca Regionale della Sicilia, sede del Sud Est proprio a Vittoria. Dove con il taglio del nastro e successivamente una breve masterclass, il sindaco, Francesco Aiello, ha reso omaggio a tutte le personalità che hanno concorso alla realizzazione di questo importante progetto.
Vittoria è un piccolo paese gioiello che al tramonto si tinge di tutte le sfumature del rosa e l’aria rarefatta si riverbera sui palazzi d’epoca, fatti di una pietra immortale, nelle strade ancora intatte e profonde, dove i racconti del passato si intrecciano alle visioni del presente.
Vittoria città del vino
Come poteva mancare il vino, che qui è parte fondamentale della vita di tutti, Vittoria è infatti città del vino. Fu nel 1606 che la contessa Vittoria Colonna Enriquez- Cabrera concesse ai contadini dei pezzi di terra, purché questi fossero destinati alla viticoltura. Nel 2005 il Cerasuolo di Vittoria diventa Docg e da allora nessun altro sull’isola.

Un vino che nasce dalle autoctone Nero D’Avola per il 60% e il Frappato nella misura restante, almeno stando alla tradizione che vede le percentuali oscillare ma di poco. Vinificazioni e affinamenti sono a sentimento del produttore, e quello che abbiamo apprezzato di più è proprio la versatilità di questo vino che sembra fatto apposta per essere bevuto a temperatura di servizio più bassa e quindi adatto per l’estate.
Gli assaggi che vi consigliamo
Durante la giornata di apertura, gli assaggi alla cieca hanno dimostrato come queste due varietà si leghino bene andando a creare un bell’abbraccio tra leggerezza di beva e profondità di sentori, tra frutto e spezie, sostenuti da un’acidità costante.
Cerasuolo di Vittoria Docg, Santa Tresa
Un esempio è il Cerasuolo di Vittoria Docg di Santa Tresa, una realtà esistente dal 1697 e recuperata nel 2001 dai fratelli Stefano e Marina Girelli. Loro dall’esperienza in Trentino, si sono diretti a sud alla conquista della Sicilia, e oggi sono anche titolari della vicina Azienda Agricola Cortese.
Un uso del legno calibrato, tra botti di rovere di Slavonia e minima parte di barrique di rovere francese, dona un risultato fatto di complessità suadente, interessanti profumi scuri, toni che ricordano resina e balsamicità. Eppure, la freschezza che sprigiona in bocca è fragrante, la mineralità spiccata, in un sorso dalla piena gradevolezza.

Cerasuolo di Vittoria Docg, Cantina Horus
A conquistare e convincere, anche in vista di piaceri estivi, è senza dubbio Cerasuolo di Vittoria Docg, Pittore Contadino di Cantina Horus, azienda agricola di Acate, quindi fuori dalla zona del classico, che con l’annata 2020 affida il vino solo all’acciaio, riuscendo a firmare un sorso leggiadro, impalpabile e intenso allo stesso tempo. Un assaggio autentico senza trucco, ricco di frutta come prugna, melagrana, sferzante con un’acidità tagliente ma non estrema. Servito fresco ci è piaciuto tantissimo.
Sempre di Cantina Horus, consigliamo per la freschezza e la leggerezza del sorso anche il Vittoria Doc Frappato, Sole e Terra, 2024. Privato del Nero d’Avola, il Frappato in purezza è il vino della spensieratezza, tanto che viene definito un red wine chillable, tenuto nella glacette e bevuto con piatti di pesce fresco e formaggi. Un vino che genera passione, dalla forte impronta fruttata che richiama decisamente alla fragola, con cenni floreali piacevoli e intriganti, fintanto sensazioni di arancia sanguinella, e tanto equilibrio.

Cerasuolo di Vittoria Docg Maskarya, Terre di Giurfo
Se si vuole sostare su note più scure e avere un rosso fresco ma di concentrazione, allora potete assaggiare il Cerasuolo di Vittoria Docg Maskarya, 2020 di Terre di Giurfo, a Licodia Eubea. Il nome in etichetta che indica le due maschere, in questo caso le due varietà che compongono il vino, è anche simbolo di due facce diverse che vanno a definire i sentori tipici dello stesso.

Il Cerasuolo di Vittoria è fuorviante, perché esce sempre in una versione diversa dalla precedente, laddove si pensa di averlo definito, ecco che stupisce. In questo caso il sorso ha note di macchia mediterranea e cenni balsamici intensi come resina e conifere. La sua natura però tende sempre alla freschezza, anche dopo qualche anno in bottiglia, e non disdegna abbinamenti con pasta al pomodoro secco e ricotta salata oppure un semplice arrosto di vitello con pomodori freschi e olio di Tonda Iblea.
Vittoria Jazz Festival Music and Wine
A Vittoria, in occasione dell’apertura dell’Enoteca Regionale si è affiancato il Vittoria Jazz Festival Music and Wine. Con danze e concerti che hanno animato le silenti strade della città in un turbinio di euforia sempre spontanea. Il direttore artistico e jazzista di fama internazionale Francesco Cafiso ha realizzato un connubio perfetto tra musica e vino, in un evento nato da un’idea del 2008 e che fino a oggi non ha mai smesso di far ballare e sognare.
Le nostre impressioni
L’impressione è stata quella di un evento che ha concretizzato un sogno immaginato da tempo, per celebrare il Cerasuolo di Vittoria che è capace di unire gli opposti; un rosso in parte rivoluzionario, da non comparare ad altre varietà in Italia e nel mondo, ma che deve continuare a raccontarsi con un linguaggio personale e sincero, senza filtri e senza maquillage. E ora che l’Enoteca Regionale ha riunito gli intenti, sarà ancora più facile farsi conoscere e diventare vino simbolo della Sicilia e, perché no, dell’euforia e della leggerezza estive.







