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La giornalista napoletana Titti Marrone vince la prima edizione del Premio Letterario Mandrarossa – la Sicilia che non ti aspetti
La Valle dei Templi di Agrigento ha ospitato la cerimonia di premiazione del concorso promosso dall’azienda vitivinicola Mandrarossa di Menfi (Ag). Titti Marrone ha conquistato la giuria presieduta da Aldo Cazzullo con il romanzo Primmammore, edito da Feltrinelli
La prima edizione del concorso letterario Mandrarossa – La Sicilia che non ti aspetti, indetto dall’azienda vitivinicola Mandrarossa, allo scopo di unire la cultura enoica a quella narrativa, ha assegnato il riconoscimento più prestigioso, il Premio Narrativa Mandrarossa, a Titti Marrone, giornalista, a lungo responsabile delle pagine culturali de Il Mattino di Napoli, docente di Storia e tecniche del giornalismo all’Università Suor Orsola Benincasa di Napoli nonché autrice di saggi e romanzi.
Marrone è stata premiata dalla giuria tecnica presieduta da Aldo Cazzullo e composta da illustri esponenti del panorama culturale: Franco Cardini, Neria De Giovanni, Eleonora Lombardo, Carlo Moretti, Christian Rocca e Nadia Terranova, per il romanzo Primmammore, edito da Feltrinelli. Il secondo posto è stato assegnato ex aequo a Michele Ruol, con Inventario di quel che resta dopo che la foresta brucia (edizioni TerraRossa), e Janek Gorczyca, con Storia di mia vita (Sellerio).
Raccontiamo storie e radici del territorio, delle persone che lo vivono e delle sue tradizioni attraverso il vino, che per noi significa innanzitutto cultura – spiega Giuseppe Bursi, Presidente di Mandrarossa. Nello specifico, stiamo parlando dell’antica tradizione viticola di Menfi, in provincia di Agrigento. Con Mandrarossa, brand fiore all’occhiello di Cantine Settesoli, abbiamo deciso di ‘sposare’ la cultura, sinonimo di sviluppo, identità e sguardo al futuro.
Il Premio Letterario Mandrarossa – La Sicilia che non ti aspetti, ha coinvolto per la selezione delle opere le librerie indipendenti delle città italiane già capitali della cultura dal 2015, con l’aggiunta di Roma, Milano e Napoli, non solo per il premio principale ma anche per cinque categorie di generi letterari collegati ad alcune delle etichette di Mandrarossa.
L’ intreccio tra cultura e vino è evidente nelle cinque sezioni tematiche dedicate alle etichette dell’azienda: il premio Cavadiserpe, per i gialli, è stato assegnato a Luca Mercadante, La fame del cigno (Sellerio); il premio Bertolino Soprano, per le favole, a Beatrice Monroy, La verità è moneta perdente (Zolfo Editore); premio Calamossa, per l’opera prima, a Marta Aidala, La Strangera (Guanda); premio Cartagho, per i romanzi storici, a Sabrina Zuccato, La levatrice di Nagyrév (Marsilio); premio Urra di Mare, per la categoria dedicata alla sostenibilità, all’ambiente e alla paesologia, a Laura Calosso, L’agave della regina Vittoria (Aboca Edizioni). Appuntamento al 2026!








