Cinque denominazioni da conoscere per capire il vino del Nord-Est

doc venezia_evidenza_Vigna di Cassone Padovano nel Lison Pramaggiore

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I vini del Consorzio Venezia a Feel Venice 2026

Il Consorzio dei Vini Venezia ha organizzato una nuova edizione di Feel Venice presso il Giardino Mistico dei Carmelitani Scalzi a Venezia. Nell’occasione abbiamo degustato 5 etichette delle denominazioni tutelate dal Consorzio. Oltre a una breve presentazione del Consorzio, delle sue 5 denominazioni, segue il racconto della degustazione di cinque etichette ottenute da 5 differenti varietà.

Consorzio Vini Venezia

Nato nel 2011, il Consorzio Vini Venezia racchiude cinque denominazioni tra Veneto e Friuli Venezia Giulia, nelle province di Treviso, Venezia e Pordenone. Oggi con oltre 200 soci e più di 47 varietà coltivate, si pone l’obiettivo di promuovere e tutelare i vini e i vitigni che contraddistinguono un territorio unico con un importante patrimonio storico, risalente all’epoca pre-romana. In una zona fortemente vocata alla viticoltura, il Consorzio racconta l’identità dei vini Venezia rappresentando le denominazioni Docg Lison, Docg Malanotte del Piave, Doc Venezia, Doc Piave e Doc Lison-Pramaggiore.

Negli ultimi decenni è stato compiuto un grande sforzo da parte delle cantine per preservare il terroir, adottando l’agricoltura biologica o la produzione integrata. Il sapere dei produttori e i risultati degli studi di zonazione hanno reso possibile lo sviluppo di protocolli di vinificazione specifici per gli autoctoni Refosco dal Peduncolo Rosso, Tai, Raboso del Piave e Manzoni Bianco. Tutte le varietà, comprese quelle internazionali come il Pinot Grigio, hanno beneficiato della migliore collocazione d’impianto in modo da esaltare le caratteristiche organolettiche e il loro legame indissolubile con il territorio di appartenenza.

Le 5 denominazioni e i vini simbolo del territorio

Malanotte del Piave

La Docg Malanotte del Piave nasce nel gennaio 2011 e rappresenta la massima espressione del Raboso Piave, vitigno autoctono a bacca rossa che racconta la storia del territorio. Oggi dalla varietà si produce questa Docg, vino che nel nome evoca il borgo medievale situato a Tezze di Piave (Treviso), di proprietà nel XVII secolo dell’omonima famiglia nobile trentina, oggi inserito tra i Borghi Europei del Gusto. Viene prodotta da uve Raboso, di cui una parte – tra il 15 e il 30% – viene posta in appassimento. I suoli, risultato dei depositi alluvionali rilasciati dai ghiacciai prima e dal fiume Piave poi, sono caratterizzati da un’elevata percentuale di scheletro nella fascia settentrionale della denominazione, argille in quella centrale e sabbie fini a sud. Il clima, invece, tipicamente temperato favorisce estati calde e inverni mai troppo freddi.

Malanotte Raboso in appassimento
Raboso in appassimento

Lison

Istituita nel 2011, la Docg Lison è sinonimo di Tai, un tempo noto come Tocai di Lison, tutelato già nel 1971 dalla Doc Lison. La denominazione caratterizzata dalla presenza del caranto e di un microclima temperato tipico della zona, che ha permesso la diffusione del vitigno che dalla metà dell’Ottocento ha trovato qui la sua terra d’elezione. Il caranto è una tipologia di terreno dal color ocra scuro con striature bianche composto da carbonato di calcio, situato a una profondità tra i 30 e i 70 cm, ricoperto in superficie da uno strato argilloso, dove il suolo ha un’importante concentrazione di minerali, come potassio, calcio e magnesio, capaci di arricchire il corredo aromatico delle uve e quindi dei vini del territorio, noti per il loro bouquet ampio, la struttura, la longevità e un tipico finale di mandorla amara. Il clima è temperato, grazie alla vicinanza al mare e alla presenza di aree lagunari, mentre la giacitura pianeggiante favorisce l’esposizione dei vigneti alla Bora e allo Scirocco che soffiano prevalentemente nelle ore serali. Inoltre la menzione Classico viene attribuita solo a una piccola area di produzione racchiusa tra le frazioni di Lison, Pradipozzo e Summaga, Belfiore, Blessaglia e Salvarolo, Carline e Loncon e parte del territorio amministrativo dei comuni di S. Stino di Livenza e Cinto Caomaggiore.

Lison Tocai 3

Venezia

Introdotta a gennaio 2011, la Doc Venezia comprende la Pianura Padana orientale racchiusa tra le province di Venezia e Treviso, incorniciata a nord dalle Dolomiti e a sud dal mare Adriatico e dalle aree lagunari, che garantiscono un clima temperato umido. I terreni presentano composizioni diverse a seguito dello scioglimento dei ghiacciai alpini e dell’azione dei fiumi Piave e Livenza che hanno riversato materiali alluvionali sull’intera area di produzione. I suoli a nord si distinguono per i sedimenti ghiaiosi, nella zona centrale la tessitura più fine è data da limo e argille, mentre a sud è maggiore la presenza di depositi sabbiosi. Il connubio tra clima e suolo ha reso il territorio particolarmente vocato per la viticoltura che qui si sviluppa già durante l’epoca romana e che ha avuto il suo exploit grazie al dominio della Serenissima e al lavoro della nobiltà nella promozione dei vini veneziani all’estero. Dopo i numerosi danni da gelata del 1985, i produttori hanno dato un’impostazione ai vigneti basata su una maggiore densità d’impianto e su scelte clonali mirate per ricercare una qualità sempre più elevata dei vini.

Piave

Risalente al settembre 1971, la Doc Piave prende il nome dall’omonimo fiume sacro alla patria, diventato un punto di riferimento per i soldati che hanno combattuto la Grande Guerra. La denominazione si estende dai confini nord- orientali della provincia di Treviso con il Friuli fino alla foce del Piave e ai dolci pendii di Conegliano e del Montello, per poi arrivare al primo entroterra della città di Venezia. Qui il clima temperato è definito dall’alternarsi di estati calde e inverni mai troppo rigidi in cui le correnti d’aria provenienti da nord-est assicurano escursioni termiche, fondamentali per incrementare la componente aromatica dei vini. Ricchi di minerali come fosforo e magnesio, i suoli presentano un’elevata percentuale di scheletro, favorendo la profondità esplorabile delle radici della vite. Il territorio, per esaltare a pieno la viticoltura locale, ha unito le conoscenze dei produttori agli studi di zonazione condotti dal 2007 per abbinare a ciascun ambiente pedoclimatico e geologico il vitigno più adatto. Così la cultura enologica e le pratiche in vigneto hanno permesso a varietà internazionali (Merlot e Cabernet Sauvignon) e autoctone come Raboso del Piave, Manzoni Bianco e Verduzzo di esprimere l’anima e la vocazione viticola della zona.

Doc Lison-Pramaggiore

Coeve della Doc Piave, la Doc Lison nasce per tutelare il Tocai di Lison e la Doc Pramaggiore, per il Merlot e il Cabernet della zona. Nel 1974 ci fu l’unione delle due denominazioni e l’istituzione della Doc Lison-Pramaggiore. L’area di produzione, come per la Docg Lison, comprende i territori segnati a est dal fiume Tagliamento e a ovest dal Livenza, tra le province di Pordenone, Treviso e Venezia. Il clima è temperato grazie alla vicinanza del mare, alla presenza di aree lagunari e all’esposizione di venti come Bora e Scirocco. Le correnti d’aria, prevalentemente serali, favoriscono l’escursione termica tra notte e giorno e la produzione di precursori aromatici nei vini. I suoli anche qui sono caratterizzati da un sottile strato di caranto (carbonato di calcio), a una profondità di 30-70 cm, e da uno più superficiale prevalentemente argilloso.

La degustazione

Foto bottiglie degustazione Malanotte

Le Carline – Lison Docg Classico 2022

Ottenuto da Tai 100% per la vinificazione dopo la diraspatura viene svolta una criomacerazione per circa 12 ore, una pressatura soffice, ha la fermentazione alcolica a basse temperature. L’affinamento prosegue per alcuni mesi sulla propria feccia fine attivata con frequenti bâtonnage. Dopo l’imbottigliamento sosta almeno un anno prima del consumo. Dopo un giallo paglierino carico con riflessi dorati, ha un profumo intenso, con sentori iniziali di mandorla e nocciola, poi note fruttate di pera e mela verde con chiusura floreale. Al palato è sapido, glicerico, fresco, con una lunga persistenza.

Furlan – Manzoni bianco Piave Doc 2023

Da solo Manzoni bianco (ottenuto dall’incrocio di Riesling renano vs. Pinot bianco) in cantina effettua una vinificazione con lieve macerazione a temperatura controllata prima della pressatura, poi sosta sui lieviti per 6 mesi, con bâtonnage, prima di essere imbottigliato. Dopo un colore giallo paglierino con riflessi dorati, ha al naso profumi di frutta gialla matura tra cui la pesca, sfumature di frutta esotica come ananas, poi floreale di ginestra, lavanda, con a chiudere una nota di the. Al palato ha un estratto importante, struttura, è fresco, glicerico, sapido, elegante, con un’ottima lunghezza.

Castello di Roncade – Raboso del Piave Doc 2020

Da solo Raboso Piave ha una vinificazione con diraspa-piguatura, fermentazione tradizionale con follatura del cappello, a cui segue una maturazione di 36 mesi in botti di rovere di 18 ettolitri, seguito da un ulteriore affinamento in bottiglia per alcuni mesi. Dopo un colore rosso rubino carico con leggeri riflessi granati, ha al naso di frutta piccola in confettura tra marasca, ciliegia e mirtillo, poi una nota floreale di violetta, di spezie tra cui il chiodo di garofano. Al palato ha struttura, è austero, con tannini presenti e setosi, freschezza a equilibrare, lunghezza, un finale presente di frutta rossa.

De Stefani – Refosco Riserva Venezia DOC 2021 Kreda

Da solo Refosco dal peduncolo rosso in cantina la fermentazione e la macerazione avvengono in vasche di cement, per poi essere affinato per 12 mesi in barrique nuove di rovere francese da 225 litri. Segue un ulteriore affinamento in bottiglia di 12 mesi. Dopo un colore rosso granato intenso, con unghia viola, ha al naso profumi di frutta surmatura, di spezie anche orientali, liquirizia, una nota di inchiostro, di tabacco, per poi passare al sottobosco, all’alloro, al rosmarino, poi è balsamico. Al palato ha struttura, eleganza, è avvolgente con tannini presenti e vellutati, un’acidità ben dosata, persistente, con nel retrogusto complessi profumi terziari.

Ornella Molon – Malanotte del Piave Docg 2016

Ottenuto da solo Raboso, in cantina dopo la diraspatura e pigiatura dell’uva, la macerazione in tini di legno per 18 giorni, la fermentazione alcolica, segue la malolattica si sviluppa e si completa in botti di rovere nella primavera/estate successiva alla vendemmia, per poi maturare per 24 mesi in barriques di rovere francese di secondo e terzo passaggio, più altri 12 mesi in botti di rovere da 50 ettollitri. Il vino viene successivamente imbottigliato e fa un ulteriore affinamento in vetro per altri 12 mesi. Dopo un colore rosso rubino profondo, con riflessi granati, ha al naso profumi tra la prugna essiccata, frutta rossa in confettura, un tocco di agrume candito, seguito da un tocco di cacao amaro., di spezie, di corteccia. Al palato è austero, ha struttura, con tannini setosi equilibrati da acidità, poi è sapido, molto lungo, con nel etrobusto la nota di agrume candito che ritorna.

 

 

 

 

credit photo @ConsorzioViniVenezia

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