Declinare lo sviluppo sostenibile nel settore vitivinicolo

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Tempo di Lettura: 5 minuti

Cosa si intende per dimensioni dello sviluppo sostenibile, Agenda 2030 e SDGs? Sono utili per produrre vino sostenibile? 

In un precedente articolo abbiamo cercato di tratteggiare un quadro chiaro e sintetico dei tre ambiti o pilastri nei quali è necessario declinare, secondo le indicazioni dell’ONU, gli approcci alla sostenibilità produttiva. Le prime indicazioni sui tre ambiti – sociale, economico ed ambientale, ove agire per assicurare lo sviluppo economico sostenibile – risalgono agli ultimi 15 anni del secolo scorso, mentre l’ONU ha atteso fino al 2015 per presentare delle linee guida quantitative ed operative di indirizzo per gli operatori economici per la progettazione e costruzione di piani di sviluppo sostenibili.

Agenda 2030 e SDGs

Il 25 settembre 2015, l’ONU approvò l’Agenda Globale 2030 e i relativi 17 SDGs (Sustainable Development Goals), a loro volta articolati in 169 Target, da raggiungere, come suggerisce l’etichetta, entro il 2030, ma in riferimento a 12 dei 17 SDGs le prime scadenze su obiettivi parziali furono fissate al 2020. Siglarono l’accordo 193 nazioni aderenti all’ONU, tra cui l’Italia. Con la firma, ogni Paese si impegnò a definire una propria strategia di sviluppo sostenibile che consenta di raggiungere alcuni scopi generali, risalenti alle tre dimensioni: rispettare i diritti umani, porre fine alla povertà e alla fame, assicurare la gestione sostenibile delle risorse naturali, assicurare il progresso economico, sociale e tecnologico in armonia con l’ambiente circostante, promuovere società pacifiche, giuste, inclusive, libere dalla violenza, con un rendiconto sui risultati conseguiti. A causa del Covid le prime scadenze del 2020 sono state posticipate, e il 2030 è ormai alle porte e il dibattito sullo sviluppo sostenibile non sembra occupare le posizioni più importanti delle agende politiche dei Paesi. 

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Ma quali sono i 17 SDGs dell’Agenda 2030?

Di seguito l’elenco reperibile sul sito web del Dipartimento per le Politiche di Coesione e per il sud.

  • Goal 1: Porre fine ad ogni forma di povertà nel mondo.
  • Goal 2: Porre fine alla fame, raggiungere la sicurezza alimentare, migliorare la nutrizione, promuovere un’agricoltura sostenibile.
  • Goal 3: Assicurare la salute e il benessere per tutti e a tutte le età.
  • Goal 4: Fornire un’istruzione di qualità, equa e inclusiva, promuovere opportunità di apprendimento permanente per tutti.
  • Goal 5: Raggiungere l’uguaglianza di genere e l’empowerment di tutte le donne e le ragazze.
  • Goal 6: Garantire a tutti la disponibilità e la gestione sostenibile dell’acqua e delle strutture igienico-sanitarie.
  • Goal 7: Assicurare a tutti l’accesso a sistemi di energia economici, affidabili, sostenibili e moderni.
  • Goal 8: Incentivare una crescita economica duratura, inclusiva e sostenibile, un’occupazione piena e produttiva, un lavoro dignitoso per tutti.
  • Goal 9: Costruire infrastrutture resilienti e promuovere l’innovazione e un’industrializzazione equa, responsabile e sostenibile.
  • Goal 10: Ridurre le disuguaglianze all’interno di e fra le Nazioni.
  • Goal 11: Rendere le città e gli insediamenti umani inclusivi, sicuri, duraturi e sostenibili.
  • Goal 12: Garantire modelli sostenibili di produzione e di consumo.
  • Goal 13: Adottare misure urgenti per combattere il cambiamento climatico e le sue conseguenze.
  • Goal 14: Conservare e utilizzare in modo durevole gli oceani, i mari e le risorse marine per uno sviluppo sostenibile.
  • Goal 15: Proteggere, ripristinare e favorire un uso sostenibile dell’ecosistema terrestre, contrastare la desertificazione, arrestare il degrado del terreno, fermare la perdita della diversità biologica.
  • Goal 16: Promuovere società pacifiche e più inclusive, offrire l’accesso alla giustizia per tutti e creare organismi efficienti, responsabili e inclusivi a tutti i livelli.
  • Goal 17: Rafforzare i mezzi di attuazione e rinnovare il partenariato mondiale per lo sviluppo sostenibile.

Agenda 2030 e il vino

A questo punto sorgono spontanee un paio di domande: quale contributo può fornire la filiera produttiva del vino? Gli SDGs offrono un piano operativo utile alla filiera produttiva del vino affinché possa dare il suo contributo alla causa della sostenibilità?

Sul web si trovano alcuni studi che cercano di rispondere a queste domande. Vi indirizzo la mia personale sintesi delle principali tesi al riguardo. Se la vitivinicoltura cerca un “modello di sviluppo in grado di assicurare il soddisfacimento dei bisogni della generazione presente senza compromettere la possibilità delle generazioni future di realizzare i propri”, gli spazi di intervento riguardano l’intera filiera vitivinicola, dalla coltivazione delle vigne alla produzione del vino, e influenzano la gestione del suolo, dei vigneti, il vino, il rapporto con il territorio e la società.

I legami tra il mondo del vino e la sostenibilità ambientale sono analizzati da tempo, in termini di capacità di preservare nel tempo l’ambiente come fornitore di risorse, come sole, acqua, aria e suolo, ma anche ricettore di rifiuti e fonte diretta di utilità: ciò implica la tutela della biodiversità, degli equilibri ecosistemici e la possibilità di riprodurre le risorse utilizzate. Il settore vitivinicolo è quindi chiamato a ridurre l’impatto della produzione su suolo, aria, acqua, biodiversità e paesaggio.

La sostenibilità sociale deve assicurare alle generazioni future le stesse opportunità di sviluppo delle generazioni passate. In questo contesto la consapevolezza che l’attività vinicola possa avere un impatto anche sulle persone che abitano l’ambiente fisico è alla base di un approccio aziendale virtuoso, di sostegno e sviluppo delle realtà rurali in cui sono inserite, con particolare attenzione alle risorse umane e alle loro condizioni di lavoro, all’ambiente socioeconomico e culturale locale e alla salute e sicurezza dei consumatori. Per quanto riguarda la sostenibilità economica, il fine ultimo di un’azienda vitivinicola resta quello di produrre reddito per se e per i propri dipendenti, avendo riguardo alla fattibilità economica di lungo periodo delle decisioni prese per raggiungere gli obiettivi di sostenibilità. Le scelte operate dovranno essere capaci di determinare una crescita sostenibile che offra reddito e occupazione nel futuro. 

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In riferimento ai singoli SDGs

Si riconosce che la vitivinicoltura contribuisce a ridurre povertà e fame (SDG 1 e 2) attraverso un aumento delle rese e un miglior accesso al mercato, le iniziative aziendali per un’educazione inclusiva e di qualità (SDG 4) e per la parità di genere (SDG 5) affrontano le disuguaglianze sociali strutturali, la gestione sostenibile dell’acqua e la riduzione dell’inquinamento (SDG 6), l’uso di energie rinnovabili (SDG 7) e la creazione di condizioni di lavoro sicure (SDG 8) rafforzano lo sviluppo sostenibile, le innovazioni tecnologiche e le pratiche sostenibili favoriscono infrastrutture resilienti (SDG 9), l’occupazione locale e il commercio secondo principi equi riducono le disuguaglianze sociali ed economiche (SDG 10), il settore del vino può promuovere l’economia circolare e consumi responsabili (SDG 11 e 12), le azioni per il clima (SDG 13) e la tutela degli ecosistemi terrestri e marini (SDG 14 e 15). L’elenco è parziale e suscettibile di integrazione. 

Al termine di questa sintetica panoramica, qual è l’opinione dei produttori sullo sviluppo sostenibile? È un obiettivo condiviso? È utile? L’Agenda 2030 e gli SDGs sono utili per la produzione di un vino sostenibile? Non ci resta che porre a loro queste domande.

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