Festival delle Sagre Astigiane e la Douja d’Or

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Asti in settembre, tra profumi rurali e vini d’eccellenza

Ogni anno, con l’arrivo di settembre, Asti diventa il palcoscenico vibrante di due manifestazioni che ormai sono più che semplici eventi: sono un inno al gusto, alla tradizione e al vino. Il Festival delle Sagre Astigiane e la Douja d’Or, due appuntamenti che si intrecciano, si completano e rendono la città una meta imperdibile per gli amanti del buon cibo e del buon bere.

Festival delle Sagre, la festa del territorio che si assaggia

Il Festival delle Sagre si tiene la seconda domenica di settembre, ma già dal sabato sera precedente le strade di Asti respirano un’aria speciale: l’attesa, la curiosità, il profumo delle cucine che affacciano su Piazza Campo del Palio. È la serata in cui l’antico villaggio gastronomico prende vita: Pro Loco da oltre 40 zone della provincia allestiscono stand, si accendono fuochi, si mescolano risate e odori di cucina contadina e ricette della tradizione.

La domenica si apre con la sfilata, con centinaia di figuranti in abiti d’epoca che rappresentano antichi scorci di vita contadina, carri, animali, e i vecchi attrezzi agricoli. Così Asti rivive le atmosfere del mondo rurale tra Otto e Novecento.Un crogiolo di personaggi, una sorta di museo ambulante che attraversa le vie del centro come un ponte tra passato e presente, tra lavoro rurale e feste popolari.

Ma il cuore della Sagre è la tavola, l’ “open air restaurant” più grande d’Italia. Piatti semplici di una volta, quasi dimenticati, ma cucinati secondo ricette tramandate di generazione in generazione. Polenta con spezzatino, i famosi agnolotti d’asino, i tajarin, il bollito con bagnetto verde, le alborelle fritte, il bunèt e tanti altri, preparati con materie prime locali e legati a una storia che si rinnova di anno in anno.

Quest’anno anche con un ospite forestiero, la Pro Loco di Milena (Caltanissetta), con i suoi tradizionali piatti siciliani, presente per festeggiare i 20 anni di amicizia con la città piemontese.

E come potrebbero mancare i vini? L’accompagnamento tradizionale, ma anche necessario per godersi al meglio il pasto. Infatti la grande novità di questa edizione è stata la Cantina delle Sagre, un unico punto dedicato alla somministrazione del vino, con un occhio dedicato all’ambiente grazie ai calici in policarbonato, e realizzato con il sostegno della Banca di Asti, in cui il Consorzio Barbera d’Asti e Vini del Monferrato hanno proposto le principali Doc e Docg del territorio.

Una scelta per esaltare ulteriormente l’enologia locale, come detto anche dall’Assessore Riccardo Origlia, e per valorizzare le ricette locali, grazie agli abbinamenti proposti da gastronomi e sommelier. 

In questo modo il pubblico potrà scoprire, in un unico spazio, la ricchezza del nostro patrimonio enologico, rappresentato sia da piccole che da grandi realtà, aveva aggiunto orgogliosamente il Presidente del Consorzio Barbera d’Asti e Vini del Monferrato, Vitaliano Maccario.

Douja d’Or, il vino protagonista

Ad accompagnare la Cantina, poco distante da Piazza Campo del Palio, un altro degli eventi tradizionali di Asti. Piazza San Secondo infatti ha ospitato anche quest’anno il salotto enologico astigiano, la Douja d’Or.Manifestazione nata nel 1967, da oltre 50 anni rappresenta lo specchio dell’eccellenza enologica astigiana e piemontese, ed è da sempre sinonimo di festa del vino.

Il suo stesso nome, Douja, descrive l’antico recipiente di terracotta utilizzato per travasare, conservare e servire il vino, e anche Gianduja (Gian d’la Douja), tradizionale e storica maschera piemontese, ce l’ha sempre con sé nelle sue festose bevute in compagnia.

Dieci giorni che sono stati dedicati agli appassionati wine lover, con degustazioni, masterclass e incontri, finalizzati a rendere più accessibile a tutti il mondo del vino.

Proprio per questo la Douja diventa importante, mostrando il potenziale più alto del vino italiano, con selezioni attente, vini premiati (l’Oscar della Douja alle etichette più apprezzate) e scelte gastronomiche curate. E se agli stand del cibo vuoi assaggiare con libertà, alla Douja vuoi sederti, riflettere, confrontare. 

L’incontro tra cibo e vino, dentro le due manifestazioni

Ma le due esperienze non sono in competizione, sono complementari. La prima ti porta con i piedi nella terra, nelle cucine rustiche, nei sapori di una volta, regalandoti un tuffo nel passato. La seconda ti soddisfa il palato in maniera differente, e ti conduce verso combinazioni più raffinate, verso vini di livello nazionale, accompagnati da cucina d’autore e momenti espressivi di degustazione. Ed è proprio la loro combinazione che crea l’esperienza perfetta, che va dal piatto rustico al calice raffinato, dalla tradizione alla ricerca, in un viaggio enogastronomico completo.

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Festival Delle Sagre

 

credits photo: Maybe press – LavocediAsti.it – Doujador.it

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