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Serprino, biotipo della Glera, nei Colli Euganei
Un approfondimento ci ha permesso di conoscere il Serprino, biotipo del vitigno Glera, autoctono del Veneto a denominazione di origine, specializzato soprattutto nella tipologia frizzante e raramente come spumante. Nell’occasione abbiamo degustato sei espressioni partendo da uno spumante, da due frizzanti e da tre frizzanti sui lieviti di Serprino, biotipo di Glera nei Colli Euganei, prodotte nello stesso territorio. Dopo un’introduzione sul contesto produttivo dei Colli Euganei, sul territorio ricco di interessanti monumenti, sulle caratteristiche delle uve, concludiamo con una degustazione delle sei etichette che ci sono state presentate da Gianluca Carraro, presidente del Consorzio di Tutela del Serprino, e da Angelo Peretti autore di libri e giornalista pubblicista.
Il Serprino
Il Serprino, unico vino autoctono del Veneto a denominazione di origine, specializzato nella tipologia frizzante, uno dei pochi in Italia a essere indissolubilmente legato a un solo territorio, è, come menzionato nel Decreto del 13 agosto 2012 del Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali, essere prodotto esclusivamente nell’area dei Colli Euganei, tutelata come Parco Regionale, riconosciuta Riserva della Biosfera MAB UNESCO il 5 luglio 2024.
Vitigno dalla forte identità, carattere che nasce dall’uva omonima, costituisce una delle ricchezze della biodiversità dei Colli Euganei, e dell’esperienza dei vignaioli locali che nei secoli hanno perfezionato l’arte di produrre vini frizzanti, fini e persistenti, versatili, caratterizzati da bollicine finissime, vino ideale per ogni occasione di consumo. Il territorio stesso dei Colli Euganei è il risultato di una straordinaria cooperazione tra la natura e il lavoro dell’uomo, che nel corso dei decenni ha plasmato una terra che da vent’anni è riconosciuta Parco Regionale. Attualmente, la produzione è di circa 1 milione di bottiglie ma presenta una grande potenzialità, grazie agli 850 ettari coltivati.
I viticoltori contribuiscono alla protezione e alla conservazione del territorio. Con il proprio lavoro quotidiano, si impegnano nella gestione delle acque, dei boschi e del suolo, un ruolo fondamentale oggi alla luce dei cambiamenti climatici che, sempre più frequentemente, si manifestano in modo evidente – afferma il presidente del Consorzio di Tutela del Serprino Gianluca Carraro.

I Colli Euganei
I Colli Euganei si distinguono per la loro forma conica dovuta all’origine vulcanica, sebbene la zona del Parco dei Colli Euganei si estenda su un ampio territorio, che include anche aree pianeggianti. La viticoltura del Serprino avviene ad altitudini che variano da 50 a 300 metri, arrivando fino a sfiorare i 400, per quei luoghi alta collina. I vigneti sono principalmente concentrati sui versanti nord, dove le escursioni termiche tra giorno e notte consentono la produzione dei precursori aromatici del Serprino. Il clima dei Colli Euganei può essere definito come temperato sub-mediterraneo, caratterizzato da un’elevata escursione termica, con estati calde e inverni miti.
A troneggiare sulle più di cento colline che formano il complesso Euganeo è Il Monte Venda, con i suoi 601 metri di altezza. Il Parco è un fulcro di beni culturali e naturalistici, costellato da castelli antichi e piccoli borghi in pietra, maestose ville venete attorniate da giardini, abbazie e monasteri, circondati da vigneti. Se l’opera dell’uomo ha consentito di creare piccoli gioielli come, ad esempio, Arquà Petrarca, è la natura a essere protagonista assoluta. Le foreste si caratterizzano per la pseudo macchia mediterranea. Per esempio il Fico d’India Nano, originario del Centro America, si trova anche nelle zone più aride dei Colli insieme a molte altre specie di sempreverdi che creano boschi quasi impenetrabili.
Il territorio è un tesoro naturalistico in cui convivono specie termofile, che si sviluppano nell’ambiente arido, soprannominati “vegri”, ricoperti da cespugli e arbusti rustici ma anche da orchidee selvatiche e altre specie che si sviluppano invece negli ambienti submontani. Il sottobosco, per esempio, è ricco di specie erbacee a fioritura precoce e vanta anche la presenza di fiori rari, come i gigli martagone e di San Giovanni. In questa culla verde, anche il castagno è presente da lungo tempo, tanto da presentare alcuni esemplari secolari, fonte di cibo per le comunità locali del passato. Il giuggiolo caratterizza in particolare il panorama di Arquà.
La degustazione
Abbazia di Praglia, Serprino dei Colli Euganei Vino Spumante Extra Dry Fervidum Millesimato 2024
L’uva raccolta a mano, è vinificata con una fermentazione a bassa temperatura in acciaio. Poi rifermenta in autoclave per almeno 60/80 giorni. Dopo un giallo paglierino, con una bollicina delicata, ha al naso una freschezza floreale di genziana, a cui poi seguono le note di albicocca e pesca noce ben equilibrate, non invadenti ma presenti. Al palato ha sapidità, freschezza, una buona persistenza. 11,5% vol alcol.
Cantina Colli Euganei, Serprino dei Colli Euganei Doc Frizzante 2024
Questa cantina cooperativa produce questo vino, ottenuto dalla vendemmia 2024, da vigneti vecchi di soci che li curano come fossero giardini. Come consentito in questa tipologia di frizzante è chiuso con un tappo raso non a fungo. Dopo un colore giallo paglierino con sfumature verdoline, ha una spuma bianca ed evanescente. Al naso ha profumi fruttati dalla pesca noce alla pera, da un tocco erbaceo a un soffio agrumato. Al palato è piacevole, fresco, sapido, con un sorso armonico. 11% vol alcol.
Vigna Ròda, Colli Euganei Doc Frizzante ReBégolo 2024
Ottenuto da un vigneto impiantato nel 1985 la cui uva appena raccolta viene pigiata nel più breve tempo possibile. Segue una leggera pressatura a circa 18°C, successivamente viene fatto l’inoculo dei lieviti selezionati per svolgere la fermentazione alcolica. Il vino rimane stoccato a freddo in acciaio fino alla presa di spuma, poi resta in autoclave per 45 giorni. Dopo un colore giallo paglierino, con riflessi verdolini, al naso si presenta fine e delicato, con sentori di mela golden, pera e ananas, poi ha tocchi agrumati e floreali. Al palato è frizzante, fresco, abbastanza cremoso, leggermente sapido, con una sensazione all’assaggio di morbidezza. 11% vol alcol.

Giacomo Salmaso, Veneto Glera Frizzante Ultimo Quarto (sui lieviti)
Cantina storica nel Parco Regionale dei Colli Euganei, con 50 ettari di vigneti, dopo la fermentazione alcolica, il vino viene imbottigliato con i suoi lieviti e zuccheri rimasti. La presa di spuma avviene poi con una rifermentazione naturale nella stessa bottiglia come avviene per un ancestrale. Dopo un colore giallo paglierino, ha l’aspetto di un vino non filtrato che vive a contatto con i propri lieviti. Al naso è fresco, profuma di fiori bianchi in primo piano, poi pesca noce e mela, seguito da crosta di pane. Al palato ha in primo piano freschezza, poi è sapido, minerale derivato dai suoli del territorio vulcanico dove hanno sede le vigne. 10,5% vol alcol.
Turetta Cà Bianca, Vino Bianco Frizzante Fondo Turetta (sui lieviti)
Dai vigneti di circa 25 ettari, situati sui pendii del Parco Regionale, viene prodotto questo vino sui lieviti. Da Serprino vinificato in bianco, viene elaborato in piccoli recipienti, senza filtrazione e separazione dei lieviti di fermentazione, come avviene per un ancestrale. Dopo un giallo paglierino, ha l’aspetto di un vino non filtrato che vive a contatto con i propri lieviti. Al naso è fragrante di note di lievito, poi di mela verde, seguito da un tocco di agrumi. Al palato è secco, fresco, abbastanza cremoso, una certa persistenza. 11,5% vol alcol.
Cà della Vigna, Vino Bianco Frizzante Vinfermento (sui lieviti)
Le viti di Serprino si trovano su un territorio di formazione vulcanica con inclusioni di calcare e depositi alluvionali. Per la vinificazione dopo la diraspatura e pressatura soffice il mosto fiore viene raffreddato, decantato e fermentato a temperatura controllata per ottenere il vino base. Segue poi un periodo di affinamento sulle fecce del lievito. In primavera il vino viene imbottigliato e la seconda fermentazione avviene in bottiglia, in cui il vino non viene sboccato, chiarificato, filtrato, come avviene per un ancestrale. Dopo un colore giallo paglierino tendente al verdolino, al naso dopo i sentori di lievito si percepisce una nota agrumata di cedro in particolare, seguita da un tocco floreale. Al palato è piacevole, sapido e fresco, armonico. 10,5% vol alcol.
credit photo: @AnthonyO.Brouwer @M.Danesin







