Il vino siciliano cambia volto: i vitigni che stanno rivoluzionando la Sicilia Doc

Sicilia Doc_paoloManna_evidenza

Tempo di Lettura: 5 minuti

La contemporaneità del vino siciliano, figlio della millenaria identità isolana

A Torino, presso la sede di AIS Piemonte, il Consorzio Sicilia DOC in tour per valorizzare i vini autoctoni dell’isola. È dal 2012, data di fondazione, che il Consorzio di Tutela vini DOC Sicilia si impegna nella tutela, promozione, valorizzazione e salvaguardia del territorio siciliano e della produzione vinicola dell’isola. Per il 2026, il Consorzio ha programmato un tour di promozione che è giunto anche a Torino, dove la sede dell’AIS Piemonte ha ospitato Camillo Pugliesi, Direttore Generale del Consorzio, e Andrea Amadei, degustatore, autore radiofonico e televisivo, voce di Decanter RAI Radio 2 e volto del mezzogiorno di RAI 1 con Antonella Clerici, comunicatore dal linguaggio efficace, immediato, moderno, non paludato.

Il Consorzio e la vite siciliana

La vite e la vinificazione furono introdotte in Sicilia dai Fenici tra l’VIII e il VII secolo A.C., influendo in seguito sulle tradizioni e lo sviluppo culturale dell’isola, che conta, ad oggi, 97mila ha di vigneto, seconda regione italiana dopo il Veneto. Ben 46mila gli ha di vigneto sostenibile, dei quali 32mila a conduzione biologica: il più grande vigneto biologico d’Italia. A favorire questi numeri il riconoscimento della DOC Sicilia, nel 2011, e la fondazione del Consorzio che dall’aprile 2014 opera Erga Omnes: le sue decisioni e attività vincolano anche i non soci e non solo i quasi 8mila produttori iscritti, che hanno prodotto 74 milioni di bottiglie nel 2025.

sicilia doc_testo_2

I tre pilastri autoctoni del vino siciliano

La tappa torinese aveva l’obiettivo di far conoscere le intrinseche caratteristiche dei vini Doc Sicilia: qualità, bevibilità, eleganza; vini sostenibili, moderni che non richiedono occasioni speciali. I produttori siciliani hanno scelto la valorizzazione dei vitigni autoctoni, i più adatti ad interpretare il mosaico di territori e climi che contraddistingue la Sicilia vinicola.

Il Catarratto Bianco comune

È la principale cultivar siciliana, coltivata da secoli. Per ovviare alla difficile pronuncia, ostativa dell’export, dal 2018 è consentito in etichetta il nome “Lucido”, un vecchio sinonimo. Da sempre usato per fare quantità, con basse rese diventa un bianco molto interessante.

Metodo Classico Arya 2024, Caruso e Minini

100% Catarratto lucido. Zona di produzione nell’areale di Marsala, terreni calcareo – argillosi esposti a nord – nord ovest, tra i 350 e i 450 slm. Fermentazione in acciaio, affinamento sur lie fino alla presa di spuma, rifermentazione in bottiglia di almeno 12 mesi. Paglierino luminoso, perlage fine e numeroso, olfatto di delicate note vegetali e floreali bianche, completate da mela Golden, agrumi, pesca bianca su sfondo di pan brioche e mandorle tostate. Il sorso è cremoso, di buona struttura, ripresenta le note fruttate e floreali e chiude lungo. Un vino sbarazzino.

Buonsenso 2024 Tenuta Regaleali, Tasca d’Almerita

100% Catarratto Lucido. A Regaleali, vicino Palermo, il lucido è coltivato sino a 900 metri e chiude la vendemmia come varietà più tardiva. Vino elegante, dorato, profilo olfattivo che richiama il pompelmo rosa, la pesca gialla, il tè verde, la pera coscia, le erbe di montagna e la salvia. Entra sul palato trainato dalla decisa acidità sinergica con la sapidità, che rendono il sorso piacevole, di grande bevibilità e lungo. Fermentazione di 15-20 giorni in acciaio, affinamento sui lieviti per 4 mesi. Nome che richiama il “buonsenso” della coltivazione del Catarratto.

Il Grillo

Varietà tradizionale della Sicilia, ma non è un vitigno di antica diffusione, citato solo alla fine dell’800 in un incontro sul marsala tenutosi a Conegliano Veneto. Studi molecolari hanno dimostrato che è un incrocio tra Catarratto bianco e Zibibbo o Moscato di Alessandria e la sua identità con il Rossese bianco.

Costa del Pero 2023, Antonio Tonnino

100% Grillo. Area di produzione a Poggioreale, Trapani, su ripidi pendii ed escursioni termiche marcate. Sopra il vigneto c’è un antico pereto selvatico, da cui il nome. Suoli di medio impasto, con buona presenza di limo,180 – 450 slm, esposizione Nord – Ovest. Criomacerazione per 10/12 ore a 4°, fermentazione in acciaio per 20 giorni, affinamento “sur lie” in vasche di cemento per 3/4 mesi. Vino preciso e di carattere, fresco e sapido, con bouquet di fiori bianchi, pesca bianca, ananas, pompelmo rosa e agrumi. Il sorso è di media struttura, di freschezza vibrante che deriva dall’elegante tessuto acido – sapido che, insieme ai richiami olfattivi fruttati, allungano il goloso finale.

Viviri 2024, Tenuta Rapitalà

100% Grillo. Il nome in dialetto siciliano evoca sia “vivere” sia “bere”. Siamo a Camporeale, vicino ad Alcamo, Palermo, suoli prevalentemente argillosi tra i 300 – 400 slm.  L’azienda raccoglie le uve quando non hanno raggiunto ancora la piena maturazione per preservare le componenti aromatiche. Pressatura soffice in assenza di ossigeno, fermentazione in acciaio. Giallo dorato, profilo olfattivo di macchia mediterranea, erbe aromatiche,  gelsomino, biancospino, ginestra, pesca bianca, ananas. Il sorso entra sul palato prima verticale per poi allargarsi e diventare pieno, sostenuto dall’elegante gioco acido-sapido. Lungo finale.

Il Nero d’Avola

È il vitigno a bacca nera più importante della Sicilia. Conosciuto anche come Calabrese nero, sinonimo che non si riferisce alle sue origini, ma alla fama che avevano i vini calabresi. Il vitigno era noto in Sicilia fin dalla fine del 1600, giudicato di ottima  qualità. Nell’800 i territori di elezione erano quelli di Pachino e Vittoria, alla fine dell’800 il Nero d’Avola si diffonde in tutte le province siciliane. Uva che riesce a coniugare un’ottima acidità e verticalità alla capacità di accumulare zuccheri e struttura.

Aprile 2024, Fondo Antico

100% nero d’Avola rosato. Il Nero d’Avola cresce su terreni che sono molto vicini alla costa trapanese che guarda Favignana, Levanzo, Marettimo, su suoli di medio impasto con buona presenza in calcare, ricchi di salgemma, carbonato di calcio e gesso, a 200 slm. 3 ore di macerazione a freddo sulle bucce, poi vinificazione in bianco. Affina 4 mesi in acciaio e un mese in bottiglia prima di essere commercializzato. Rosa cerasuolo tenue, quadro olfattivo fruttato e floreale con riferimenti alla ciliegia e a fiori di agrumi. Il sorso è sapido e persistente

Nero d’Avola 2023, Del Grillo

100% Nero d’Avola. Siamo a Contrada Scanza, Trapani, su terreno con ampia presenza sabbiosa, situato a 350 slm. Fermentazione e affinamento in acciaio per 8 mesi poi ulteriori tre mesi in bottiglia. Rosso rubino con riflessi violacei. Profilo olfattivo intenso di frutta rossa alternata a sentori balsamici, poi fiori rossi. Sorso di buona struttura, la sabbia del terreno dona tanta verticalità e freschezza che è incrementata dall’ampia nota sapida. Finale persistente sulla frutta rossa.

Nero Saraceno 2020, Bagliesi

100% Nero d’Avola. Zona di produzione nell’agrigentino. Affina 12 mesi in barrique nuove. Rosso granato con lievi riflessi aranciati. Al naso si percepiscono sentori di frutta rossa matura, ciliegia e prugna su lievi sentori di frutti di bosco e tostati. Al palato si presenta armonico per la bella collaborazione tra l’acidità, i tannini, la struttura e l’alcol. Finale persistente e vellutato. Vino biologico

Due lune 2022, Cellaro

60% Nerello Mascalese 40% Nero d’Avola. Zona di produzione Sambuca di Sicilia. Vitigni a bassa resa. I tralci vengono tagliati, per un appassimento naturale delle uve. Dopo circa 15/20 giorni, le uve perdono circa il 15/20% del loro peso e vengono pigiate. Lunga macerazione sulle bucce, poi affina in botti di rovere francese e americano per 12 mesi. Rubino brillante e intenso. Profilo olfattivo di frutti rossi, spezie scure e dolci e cioccolato. Il sorso è caldo, di corpo, morbido ed equilibrato, con retrogusto di frutti rossi. Perfetto con le acciughe e i pesci con salse importanti.

 

 

 

credit photo copertina: Gildo Cancelli

Hai un azienda?

Vuoi far conoscere la tua passione, il tuo territorio e la qualità dei tuoi vini a un pubblico più vasto? Se la tua cantina merita più visibilità online e notorietà, possiamo aiutarti.

Non Lasciarti Sfuggire Nulla!

Per ricevere contenuti esclusivi, anteprime e offerte dedicate, entra a far parte della nostra comunity. Iscriviti e scopri il nostro prossimo segreto!

kombucha

Fermentazione inoculata di lieviti e batteri che lavorano in sinergia

Germania
Verbena Jasmine Riesling Sparkling Juicy Tea
Spumanti

van Nahmen

Marche
San Paolo Riserva Verdicchio Classico Castelli di Jesi Docg
Vino Bianco

Pievalta

Iscriviti alla Newsletter

Per non perderti i contenuti e le promozioni di GiuColVino, iscriviti alla nostra Newsletter mensile!