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Poseidonia Beach: la spiaggia sostenibile del Cilento
La ricerca della sostenibilità coinvolge anche il mondo delle vacanze e del divertimento. Anche gli stabilimenti balneari iniziano a fare la loro parte. Uno stabilimento balneare può essere sostenibile? Forse è una domanda che non ci siamo mai posti. Eppure, tanti milioni di italiani (e non solo) trascorrono una parte importante delle loro ferie sdraiati sui lettini di uno delle migliaia di stabilimenti balneari che punteggiano le nostre coste. Perché quindi non rendere sostenibili anche le nostre spiagge? Magari partendo dalle piccole cose, cose che, se prese singolarmente potrebbero sembrare ininfluenti, ma se considerate nella loro complessità, ottengono un grande impatto sul territorio.
L’esperienza di Poseidonia Beach
Il Poseidonia Beach di Ascea, sulla costa campana, è ormai riconosciuto come una delle spiagge più sostenibili d’Italia anche grazie all’approccio di Gianni Rizzo, proprietario dalla mente vulcanica: “Un lavoro costruito nel tempo, fatto di attenzione ai dettagli, organizzazione, cultura dell’accoglienza e rispetto del territorio. Continuiamo a credere in un modello di beach club capace di unire qualità, sostenibilità ed esperienza autentica del mare.”

Anche le attività di ristorazione sono coinvolte con progetti dedicati alla riduzione degli sprechi, alla cucina circolare e alla valorizzazione delle filiere locali.
La spiaggia
In spiaggia i cestini dell’immondizia sono numerosi e ben disposti e consentono la raccolta differenziata dei rifiuti. Ovviamente occorre la collaborazione di tutti affinché la loro efficacia sia effettiva. Ogni ospite che affitta un ombrellone con lettini viene fornito di una borraccia termica che può riempire gratuitamente con acqua liscia o gassata presso il bar dello stabilimento. Una coccola intelligente per ridurre significativamente la plastica sulla spiaggia. Ovviamente, potremmo dire, vi è la presenza di pannelli solari e di sistemi di recupero dell’acqua piovana.
Il Menù a Spreco Ridotto e la Cucina Circolare
È un progetto che porta nella ristorazione quotidiana principi di economia circolare, organizzazione del lavoro, valorizzazione del territorio e controllo misurabile dei risultati.
Coinvolge cucina, pizzeria, sala, bar e fornitori locali ed è basato su un sistema di monitoraggio che rileva quantità di rifiuti organici, percentuale di ingredienti riutilizzati o trasformati, food cost in relazione agli sprechi evitati, numero di piatti circolari, quota di ingredienti locali e stagionali e riduzione dell’impatto ambientale legato agli scarti. L’obiettivo è rendere la sostenibilità verificabile e migliorabile nel tempo, attraverso raccolta dati, analisi dei risultati e correzione degli scostamenti, trasformando ogni miglioramento in qualità percepita dal cliente.

Vogliamo trasmettere un’idea semplice – afferma Rizzo -. La sostenibilità non è mai una rinuncia, ma un modo più evoluto di fare ristorazione: lavorare meglio, sprecare meno valore e offrire un’esperienza più autentica e credibile. In questo senso, il nostro menù non è solo una proposta gastronomica: è un metodo, ed è anche un messaggio.
Esempi pratici sono l’acquisto del pesce direttamente da un pescatore locale, la trasformazione a compost degli scarti vegetali che il ristorante produce o l’utilizzo dei fondi del caffè come substrato di coltura per due tipologie di funghi.
La sostenibilità sociale
Contrariamente a quanto accade per tanti altri stabilimenti balneari, la stagione del Poseidonia va da maggio a ottobre. Questo contribuisce al benessere e alla vitalità di tutto il circondario, dipendenti compresi parte dei quali vengono assunti per un lungo periodo e non solo per la stagione di un paio di mesi. Questo permette, da una parte, di fidelizzare il personale e, dall’altra, di poter dare loro una stabilità anche economica maggiore. Mirate attività di formazione dei dipendenti contribuiscono ad incrementarne la professionalità.

Le altre attività
Il Poseidonia Beach, sotto il suo cappello, riunisce anche altre attività che, tutte insieme, contribuiscono alla sostenibilità globale del progetto. Un’azienda agricola produce Olio Extravergine d’Oliva, e la coltivazione di un ettaro e mezzo di vigneto permette la produzione di vino in tre etichette: un fiano, un rosato e un aglianico. Vi è inoltre un orto i cui frutti sono utilizzati nella ristorazione.







