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Tenuta Le Forconate ci svela un territorio e una denominazione tutta da scoprire
Zona oggi corrispondente a quella tra Toscana e Umbria. Oggi comprende 26,5 ettari di vigneti allevati a Sangiovese, Cabernet Franc, Merlot, Sagrantino, varietà rosse oltre a Vermentino, con esposizioni e altitudini differenti, radicati in un territorio contraddistinto da una grande variabilità ambientale e da un’elevata biodiversità. Lì la famiglia Barbanera avviò un progetto agricolo alla fine degli anni ’30 per poi, alla fine del primo decennio del nuovo secolo, acquisire i primi ettari, volendo dare voce al territorio con la Doc Colli dell’Etruria Centrale. Di seguito dopo un’introduzione recensiamo proprio i due rossi di questa denominazione poco conosciuta
Storia della famiglia, del luogo e dello stile delle etichette
Iniziando con qualche dato storico vi raccontiamo di come nel 1938 prese avvio il progetto enologico della famiglia Barbanera su iniziativa di Altero, detto Tìcche, che per primo a Cetona diede vita a un’attività agricola a carattere familiare. È poi stato necessario attendere il 2008, anno in cui la terza generazione della famiglia acquisì 7,5 ettari di vigneti nel comune di Cetona, con l’obiettivo di accrescere la loro attività in nome dell’amore che, da quasi un secolo, nutre per il vino. Per poi giungere al 2017 quando ampliò ulteriormente le proprie dimensioni vitate impiantando e acquisendo nuovi vigneti, creando una cantina di vinificazione nel comune di San Casciano dei Bagni, per poi esordire sul mercato nazionale nel 2026. Tenuta Le Forconate, rappresentata da Paolo Barbanera e dalle nipoti Sofia e Agnese, è un’azienda votata alla cura agronomica, alla finezza nel calice e alla scoperta del luogo, in un progetto intriso di storia e, al contempo, proiettato al domani.
San Casciano dei Bagni, una curiosità
In quella zona poco conosciuta riteniamo importante segnalare che il territorio di San Casciano dei Bagni è caratterizzato dalla presenza di 42 sorgenti di acque sulfuree, note e apprezzate fin dall’antichità. Gli Etruschi, infatti, furono i primi a costruirvi delle strutture termali, in seguito ampliate e arricchite dai romani, grandi amanti e cultori delle proprietà curative di tali fonti.
A partire dal 2019 il comune di San Casciano è stato scenario di un eccezionale scavo archeologico che ha fatto emergere un grande complesso architettonico termale. Al suo interno sono state ritrovate numerose statue votive in bronzo di epoca etrusca e una pregiata targa di epoca romana che ha ispirato la famiglia Barbanera nell’impostazione grafica delle sue etichette.

Tra vigneto e cantina con l’enologo Andrea Bernardini
Sotto la sua guida la famiglia Barbanera ha scelto una gestione agronomica integrata che implica attenzioni e pratiche volte a tutelare e a incentivare la biodiversità in vigna. Adotta sistematicamente il sovescio, seminando tra i filari leguminose, piante mellifere amate dalle api e funghi simbiotici con effetti benefici sulle viti.
Secondo un’antica prassi toscana, inoltre, lungo gli interfilari vengono posati e pressati i tralci di vite potati a scopo isolante e fertilizzante, un filare sì e un filare no, ad annate alternate. In cantina lo stile enologico prosegue sulle direttrici della pulizia, della freschezza e della longevità, dando vita a una produzione contemporanea, ricercata, ispirata, essenziale e territoriale. Anno dopo anno, scelta dopo scelta, Tenuta Le Forconate ha perseguito l’obiettivo di affermarsi come un’icona di eccellenza del panorama vitivinicolo toscano. In quest’ottica la famiglia Barbanera ha investito nell’ampliamento dei locali di vinificazione, fermentazione e maturazione. Molte soluzioni sono orientate a un uso sapiente delle risorse energetiche: l’installazione di un impianto fotovoltaico, lo svolgimento delle prime lavorazioni di cantina in posizione elevata per sfruttare la forza di gravità, la raccolta delle acque reflue e il trattamento nell’impianto di fitodepurazione interno all’azienda.
L’esperienza di degustazione dei vini di Tenuta Le Forconate
Inizia con Confine Bianco Toscana Igt, blend di uve bianche a base Vermentino, e Confine Rosso Toscana Igt, blend di uve rosse a base Sangiovese. L’altro bianco è rappresentato da Oltrevia Vermentino Toscana Igt, vino che nasce da un vigneto posto sull’antico confine tra Granducato di Toscana e Stato Pontificio, sorvegliato al suo centro da una pianta di noce. Sul fronte dei rossi proseguiamo con Tìcche Colli dell’Etruria Centrale Doc, blend composto al 50% da uve Sangiovese (la metà vinificata con raspo intero) e al 50% da merlot. Il nome è un omaggio ad Altero detto Tìcche, nonno di Paolo Barbanera, il primo a trasmettere alla famiglia l’amore per il vino. L’altra etichetta della stessa denominazione è Ràsole Colli dell’Etruria Centrale Doc, blend a base Sangiovese. Conclude la produzione il cru Le Forconate Toscana Rosso Igt da solo Cabernet Franc.
Per diventare ambasciatrice del territorio e dare lustro alla Doc Colli dell’Etruria Centrale, Tenuta le Forconate ha scelto una distribuzione di primo livello, grazie alla partnership con Italian Wine Brands, primo gruppo italiano del vino quotato in borsa. IWB mette a disposizione la sua forza commerciale, di marketing e logistica acquistando e distribuendo tutti i vini di Tenuta Le Forconate.

I due vini della denominazione Colli dell’Etruria Centrale Doc
Tìcche Colli dell’Etruria Centrale Doc 2025
Ottenuto da Sangiovese 50% e Merlot 50%, cresciuti su suoli calcarei, con argille azzurre plioceniche, di medio impasto, con alternanza di scheletro. Lì il microclima è influenzato dal vicino monte Cetona, con i suoi 1148 m., garantisce importanti escursioni termiche. In cantina la fermentazione alcolica avviene in acciaio a temperatura controllata. Il 30% del Sangiovese viene vinificato con raspo intero, con macerazione sulle bucce. Dopo la fermentazione malolattica, matura per 3 mesi in barriques, poi in acciaio. Una volta imbottigliato fa un ulteriore affinamento in bottiglia per 1–2 mesi. Nel calice è rosso rubino brillante, dai riflessi porpora. Al naso è ampio ed elegante, con sentori floreali di violetta e di piccoli frutti rossi, tra cui la marasca, seguito da note speziate di pepe e polvere di cacao. Al palato ha struttura, una trama tannica vellutata, freschezza, con un’ottima lunghezza e un grande equilibrio.
Ràsole Colli dell’Etruria Centrale Doc 2024
Ottenuto da Sangiovese 50%, Cabernet Franc 50%, ottenuti sugli stessi suoli e con lo stesso microclima, in cantina dopo una fermentazione alcolica in acciaio a temperatura controllata, la malolattica, fa 9 mesi in barriques di 1° e 2° passaggio, seguito da un ulteriore affinamento in bottiglia per 1-2 mesi. Dopo un rosso rubino, dai riflessi brillanti, ha profumi complessi di frutti rossi e more, un tocco di pot pourri, note di erbe aromatiche in equilibrio tra aromi mandorlati e speziati. Ben delineati sul finale troviamo anche accenni di tostatura e caffè in grani. Al palato ha struttura ed eleganza, con tannini smussati, un buon equilibrio tra acidità e morbidezze, un’ottima persistenza, un finale di frutta a bacca rossa.
credit photo@TenutaleForconate







