Le Contrade, la forza dell’Etna tra lava e vigneti

contrade etna 2024_evidenza

Tempo di Lettura: 7 minuti

Cresce lo spumante Metodo Classico sempre più contemporaneo

È il terzo anno consecutivo che torno a Le Contrade dell’Etna, appuntamento cruciale al Sikania Village di Randazzo, per osservare da vicino l’evoluzione dei vini sul vulcano. L’impressione, anche nel 2026, è quella di un contesto in pieno fermento: accoglienza diffusa, forte partecipazione dei produttori e un livello qualitativo in costante crescita. Tra i banchi d’assaggio emergono vini sempre più precisi e riconoscibili, in particolare gli spumanti, anch’essi capaci di restituire con chiarezza le sfumature dei diversi versanti. Non mancano etichette di grande personalità e assaggi destinati a lasciare il segno, in un quadro che conferma la vitalità culturale ed enologica del territorio etneo.

Il modello Contrade dell’Etna

ll modello delle contrade dell’Etna si impone come uno dei più interessanti del panorama contemporaneo. Un sistema che affonda le radici nel territorio e lo traduce in valore percepito, dove ogni parcella, ogni Contrada, racconta una storia precisa e ben riconoscibile. Non un esercizio di complessità fine a sé stessa, ma una mappa viva che orienta, coinvolge e costruisce un’identità.

In un mercato che si allontana dalla logica dei volumi per abbracciare quella del valore, l’Etna dimostra come sia possibile coniugare posizionamento alto, qualità riconosciuta e una sorprendente versatilità produttiva. Un equilibrio dinamico, capace di rispondere alle nuove aspettative senza tradire la propria essenza.

L’Etna Doc e la sua spumatizzazione

Negli ultimi anni, la spumantizzazione sull’Etna è passata da segmento di nicchia a fenomeno strutturato, capace di attirare l’attenzione di produttori, critici e mercati internazionali. Merito di condizioni pedoclimatiche uniche: altitudini elevate, forti escursioni termiche, suoli vulcanici ricchi di minerali e una naturale vocazione alla freschezza che rende il territorio particolarmente adatto alla produzione di basi spumante. Protagonista indiscusso è il Nerello Mascalese, vitigno simbolo del vulcano, che in versione spumante — soprattutto con Metodo Classico — esprime profili di grande finezza: acidità vibrante, trama salina, note agrumate e una verticalità che richiama i grandi territori d’altura.

Accanto al Nerello Mascalese, il Carricante contribuisce con precisione aromatica e tensione, mentre non mancano sperimentazioni con altre varietà, in un quadro produttivo sempre più articolato e ricercato. La crescita qualitativa è evidente: affinamenti più lunghi sui lieviti, maggiore cura nella selezione delle uve, investimenti in cantina e una crescente consapevolezza stilistica stanno definendo un’identità sempre più riconoscibile. Non si tratta di imitare altri modelli, ma di interpretare la spumantizzazione attraverso la lente del territorio etneo. In un mercato che premia freschezza, bevibilità e autenticità, gli spumanti dell’Etna si inseriscono con coerenza e personalità. Rappresentano una delle espressioni più contemporanee del vulcano: vini che uniscono energia e precisione, capaci di raccontare, anche in forma effervescente, la complessità di uno dei territori più dinamici del vino italiano.

Il disciplinare Spumante Etna Doc

Mappa-Etna-DOC-fronte_contrade2026
Mappa Etna Doc – credits Consorzio Tutela Vini Etna Doc 

Il disciplinare per l’Etna Doc ha riconosciuto la denominazione nel 1968, prima Doc della Sicilia e una delle più antiche d’Italia, mentre  la versione Spumante è stata introdotta solo in seguito nel 2011 è piuttosto essenziale e lascia spazio interpretativo ai produttori.

  • Vitigni: principalmente Nerello Mascalese (base storica e più diffusa), con possibilità di utilizzo anche di Carricante e altre uve autoctone autorizzate dal disciplinare come il Catarratto e il Nerello Cappuccio, la Minnella e altre ancora;
  • Tipologie: bianco e rosato particolarmente vocato il Nerello Mascalese;
  • Metodo di produzione: non è rigidamente imposto, ma nella pratica prevale il Metodo Classico, che meglio valorizza acidità e mineralità del territorio per almeno 18 mesi;
  • Zona di produzione: l’area dell’Etna già delimitata per la Doc, con vigneti spesso ad alta quota.
  • Caratteristiche: freschezza marcata, acidità sostenuta, impronta minerale e buona capacità di affinamento sui lieviti.

In sostanza, il disciplinare definisce un quadro abbastanza aperto: stabilisce l’origine e i vitigni, ma lascia libertà stilistica. È proprio questa flessibilità che ha favorito, negli ultimi anni, la crescita e la diversificazione degli spumanti etnei e concede così ampio margine di sperimentazione e crescita per tradurre il carattere vulcanico in effervescenza.

La mia scelta di Spumanti alle Contrade

Palmento Costanzo

Palmente Costanzo_contrade 2026
Valeria Agosta, Monica Tessarolo – Palmento Costanzo

Si tratta di un Metodo Classico Etna Doc, prodotto con 100% Nerello Mascalese in versione rosè e in blanc de blancs, coltivato sul versante nord del vulcano, a Passopisciaro, su suoli di sabbie e rocce vulcaniche. La vinificazione prevede una pressatura soffice con una breve macerazione pellicolare, seguita da fermentazione in acciaio e soprattutto dalla rifermentazione in bottiglia secondo Metodo Classico, con un affinamento sui lieviti di circa 20 mesi fino a 24 mesi.

Nel calice si presenta con un rosa tenue e luminoso, spesso con riflessi dorati. Il perlage è fine e continuo, coerente con l’impostazione artigianale e il lungo contatto sui lieviti. Al naso emergono frutti rossi freschi (fragolina, lampone), scorza d’agrumi, note di lievito e crosta di pane. In bocca è uno spumante molto riconoscibile nello stile etneo: sapido e minerale, acidità viva e tesa, struttura cremosa, finale asciutto, con ritorno agrumato e iodato. 

Il punto interessante non è solo la qualità tecnica, ma l’approccio: Palmento Costanzo utilizza il Rosé Brut non come variante “di moda”, ma come estensione naturale del proprio lavoro sul Nerello Mascalese reinterpretato in chiave più verticale e immediata.

Benanti Viticoltori 

Noblesseè il vino simbolo del progetto. Nato nei primi anni 2000, è stato il primo spumante dell’Etna da Carricante in purezza, un caso quasi pionieristico nel panorama siciliano. Affinamento di almeno 24 mesi sui lieviti (nelle versioni base e 48 mesi nella versione strutturata). Stile teso, agrumato, molto minerale, con grande freschezza e verticalità. Nel calice si muove su note di agrumi, mela verde e fiori bianchi, con una forte impronta sapida che richiama i suoli vulcanici. Esiste anche la versione rosè Lamoremio da nerello mascalese più fruttato e con spiccata mineralità quasi sulfurea tipicamente vulcanica.

Cantine Russo

Mon Pit è un Metodo Classico Etna Doc prodotto da Cantine Russo, storica azienda del versante nord del vulcano (area Solicchiata – Castiglione di Sicilia), una delle zone più vocate in assoluto. La gamma Mon Pit include due versioni principali: Mon Pit Brut Rosé (Nerello Mascalese + Nerello Cappuccio); Mon Pit Blanc de Blancs (Carricante + Catarratto) Versioni millesimate con lunghi affinamenti sui lieviti.

Mon Pit Blanc de Blancs, è probabilmente l’etichetta più significativa della linea. Da uve Carricante (circa 80%) e Catarratto (20%); affinamento: fino a 48 mesi sui lieviti. Profilo: colore giallo paglierino intenso, note di agrumi maturi, fiori, chinotto e frutta tropicale, forte impronta minerale e salina, sorso teso ma con una certa morbidezza evolutiva. È uno spumante che punta più sulla complessità che sull’immediatezza.

Mon Pit Rosé, da uve Nerello Mascalese (80%) e Nerello Cappuccio (20%); affinamento 36 – 48 mesi sui lieviti con stile più diretto, con frutto rosso croccante ma sempre sostenuto da grande acidità e sapidità vulcanica.

Tenute Nicosia 

Il progetto spumantistico prende vita dal Comune di Trecastagni nei vigneti di Monte Gorna e Monte san Nicolò alle pendici dell’Etna.

Sosta Tre Santi Etna Doc Rosato Brut 2022; Nerello Mascalese in purezza. Tra gli spumanti più rappresentativi dell’azienda: elegante, fine, con perlage persistente e profilo che unisce frutto rosso e grande mineralità e sapidità. Il profilo olfattivo è complesso e spazia dal bouquet floreale, alle spezie dolci come la cannella e il chiodo di garofano, frutta secca e il miele d’acacia senza perdere la freschezza della macchia mediterranea con la sua erba acetosella. Colpisce per persistenza, morbidezza ed eleganza, sapidità ed eleganza che accompagnano tutti il sorso. È stato anche inserito tra i migliori 100 vini al mondo da Wine Enthusiast in questa annata.

Cantine Gambino

Lo spumante di Cantine Gambino è uno degli esempi più consolidati di Metodo Classico sull’Etna, prodotto sul versante orientale a Nord-Est, in area Linguaglossa, a circa 800 metri di altitudine.

Il prodotto si chiama semplicemente “Etna Doc Spumante Brut” (o Etna Spumante Metodo Classico) ed è una delle etichette simbolo della cantina, principalmente Nerello Mascalese. Affinamento lungo contatto sui lieviti, fino a circa 55 mesi nelle versioni millesimate. Perlage fine e persistente, note di crosta di pane, agrumi, fiori bianchi e frutta matura. In bocca fresca, sapida, con buona struttura  finale lungo, con chiusura agrumata e minerale È uno spumante che punta su equilibrio tra complessità evolutiva e tensione acida, più che sull’immediatezza.

Nicola Gumina

E il progetto Filici, orientato alla valorizzazione del territorio e delle varietà autoctone etnee, con una forte attenzione alla biodiversità e alla lettura del singolo cru. Il nome “Filici” richiama la felce, pianta spontanea tipica della contrada sul versante nord a Castiglione di Sicilia. Nerello Mascalese versione brut nature, fino a 48 mesi di affinamento. Domina la parte vegetale di erbe mediterranee, ginestra e cedro.

Altre menzioni

Serafica con i suoi spumanti Mirantur metodo charmat lungo (presa di spuma in autoclave) di Catarratto, Nerello Mascalese e Nerello cappuccio. L’azienda La Contea; Torre Mora con le Chiuse, Al-Cantara col suo Re befè, Vincenzo Trigona e il suo Vittoria extra brut; Murgo, tra i pionieri delle bollicine negli anni Novanta.

In conclusione 

Gli spumanti dell’Etna oggi non sono più una parentesi, un esperimento, ma una delle traiettorie più dinamiche del vulcano. In pochi anni si è passati da poche interpretazioni isolate a un vero e proprio sistema produttivo, sempre più coerente e riconoscibile.

Il dato più evidente è la centralità del Nerello Mascalese, che in versione Metodo Classico ha dimostrato una sorprendente capacità di adattamento: tensione acida, struttura sottile e impronta minerale lo rendono una base naturale per bollicine di territorio. Accanto a lui, il Carricante sta consolidando il ruolo di controcanto bianco, portando verticalità, agrumi e una spinta sapida ancora più marcata.

Dal punto di vista stilistico, si sta definendo un’identità chiara: niente imitazioni dei modelli classici internazionali, ma una lettura “vulcanica” della spumantizzazione, dove contano più la freschezza, la precisione e la salinità che la potenza o la struttura. Un altro elemento chiave è la crescita della qualità e degli affinamenti sui lieviti, sempre più lunghi e curati, segno di una maggiore consapevolezza tecnica da parte dei produttori.

L’evento Le Contrade

Contrade 2026_testo

Parallelamente, Le Contrade diventano sempre più importanti come chiave narrativa e commerciale, rafforzando il legame tra vino e luogo. Non è quindi una moda, ma una trasformazione strutturale: l’Etna ha trovato anche nelle bollicine un modo credibile per raccontare la propria complessità, senza perdere riconoscibilità. Un calice di bollicine etnea ti porta coi suoi aromi gusto-olfattivi sulle alture di Mongibeddu (da mons e  jabal in latino e arabo montagna) da cui ammiri la bocca del cratere fumante, il fumo che si perde nel cielo terso, respiri brezza marina e aria di montagna insieme. È un calice unico di spumante italiano Metodo Classico che ti fa assaporare il Vulcano, l’aria di mare e di montagna insieme tra i Monti Nebrodi a nord e gli Iblei a sud. Con un calice di spumante etneo è sempre festa ed è sempre estate italiana.

Hai un azienda?

Vuoi far conoscere la tua passione, il tuo territorio e la qualità dei tuoi vini a un pubblico più vasto? Se la tua cantina merita più visibilità online e notorietà, possiamo aiutarti.

Non Lasciarti Sfuggire Nulla!

Per ricevere contenuti esclusivi, anteprime e offerte dedicate, entra a far parte della nostra comunity. Iscriviti e scopri il nostro prossimo segreto!

kombucha

Fermentazione inoculata di lieviti e batteri che lavorano in sinergia

Marche
San Paolo Riserva Verdicchio Classico Castelli di Jesi Docg
Vino Bianco

Pievalta

Iscriviti alla Newsletter

Per non perderti i contenuti e le promozioni di GiuColVino, iscriviti alla nostra Newsletter mensile!